Menu
Mostra menu
La normativa sulla privacy

Il Codice in materia di Protezione dei Dati Personali
- D.Lgs. 30 giugno 2003 n.196 -

Ambito di applicazione della legge sulla privacy

Con il D.Lgs. 30 giugno 2003 n. 196 è stato emanato il "Codice in materia di protezione dei dati personali" in vigore dal 1° gennaio 2004.
Al trattamento di dati personali effettuato da organi di pubblica sicurezza o altri soggetti pubblici per finalità di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, prevenzione, accertamento o repressione dei reati, effettuati in base ad espressa disposizione di legge che preveda specificamente il trattamento, non si applicano le disposizioni del codice relative a:

  • modalità di esercizio dei diritti (Art. 9);
  • riscontro alla richiesta di esercizio dei diritti (art.10);
  • codici di deontologia e buona condotta (art.12);
  • obbligo di informativa (art.13);
  • cessazione del trattamento (art.16);
  • principi applicabili a tutti i trattamenti effettuati da soggetti pubblici (artt. da 18 a 22);
  • notificazione del trattamento e relative modalità (art.37 e art. 38 commi da 1 a 5);
  • obblighi di comunicazione e richieste al Garante, nonché trasferimento di dati all'estero (artt. da 39 a 45);
  • tutela relativa all'esercizio dei diritti relativi ai dati personali trattati (artt. da 145 a 151).

L'applicazione nell'Arma dei Carabinieri
- La circolare attuativa-

La circolare del Comando Generale – SM – II Reparto – Ufficio Operazioni nr.1128/28-79-1-1997 in data 19 dicembre 2008 aggiornata dalla successiva circolare n. 1128/28-80-5-1997 in data 22 aprile 2010:

  • individua il titolare, i responsabili e gli incaricati del trattamento dati personali svolto dall'Arma per finalità operative o di gestione del personale;
  • definisce le procedure per la trattazione delle richieste degli interessati che intendano esercitare i propri diritti ai sensi degli artt.7-10 del Codice.

Per eventuali problemi applicativi è possibile chiedere una consulenza all'Ufficio Relazioni con il Pubblico del Comando Generale. o ai Nuclei Relazioni con il Pubblico presso i Comandi Legione Carabinieri (per gli indirizzi vedere al seguente link http://www.carabinieri.it/contatti )


Richiesta di esercizio dei diritti dell'interessato
ex artt 7-10 d.lgs. 196/2003 rispetto ai dati personali
trattati dai Comandi Arma per finalità operative

Richiesta specifica

L'interessato deve:

  • dimostrare la propria identità, anche esibendo o allegando copia di un documento di riconoscimento;
  • presentare, utilizzando il modulo in appendice, la richiesta finalizzata a conoscere i trattamenti e l'esistenza di dati presso uno o più Comandi dell'Arma espressamente indicati.

Nel momento in cui riceve la richiesta specifica riguardante l'esistenza di dati nel proprio archivio, il Comando ricevente deve:

  • ricercare gli atti con i quali sono stati eventualmente trattati i dati personali del richiedente;
  • informare immediatamente con messaggio, dell'esistenza o meno dei dati personali che riguardano l'interessato, il Nu.R.P. del proprio Comando Legione e la scala gerarchica;
  • inviare gli atti al Nu.R.P.

Richiesta generica

Nel caso in cui pervenga invece una richiesta generica , il Comando ricevente,
- se coincide con la Stazione di residenza deve:

  • ricercare gli atti con i quali sono stati eventualmente trattati i dati personali del richiedente;
  • informare immediatamente con messaggio, dell'esistenza o meno dei dati personali che riguardano l'interessato, il Nu.R.P. del proprio Comando Legione e la scala gerarchica;
  • inviare gli atti al Nu.R.P.,

- se non coincide con la Stazione di residenza deve:

  • individuare la Stazione di residenza del richiedente;
  • trasmettere immediatamente a quest'ultima in fax la richiesta informando sino a livello Comando di Corpo, per quanto di rispettiva competenza la scala gerarchica della Stazione di residenza e, per conoscenza, la propria.

Modulistica:
(link al modulo per la "richiesta specifica di esercizio dei diritti");
(link al modulo per la "richiesta generica di esercizio dei diritti").

Trattamento dei dati personali presso il C.E.D. delle Forze di Polizia
- Art. 10 Legge 121/1981 come modificato dall'art. 175 comma 3 del D.Lgs.196/2003 -

Utilizzazione dei dati del C.E.D.

I dati e le informazioni conservati negli archivi del Centro Elaborazione Dati del Dipartimento di P.S. possono essere utilizzati in procedimenti giudiziari o amministrativi soltanto attraverso l'acquisizione delle fonti da cui i dati stessi hanno avuto origine.
Quando nel corso di un procedimento giurisdizionale o amministrativo viene rilevata l'erroneità o l'incompletezza dei dati e delle informazioni, o l'illegittimità del loro trattamento, l'autorità procedente ne dà notizia al Garante per la protezione dei dati personali.

Diritti degli interessati

La persona alla quale si riferiscono i dati può chiedere al Ministero dell'Interno – Dipartimento della P.S. – Direzione Centrale della Polizia Criminale – Ufficio Tecnico Giuridico e Contenzioso (U.T.G.C.), la conferma dell'esistenza di dati personali che lo riguardano, la loro comunicazione in forma intelligibile e, se i dati risultano trattati in violazione di vigenti disposizioni di legge o di regolamento, la loro cancellazione o trasformazione in forma anonima.
Per quanto sopra e al fine di fornire un più immediato riscontro ai cittadini, la Direzione Centrale della Polizia Criminale ha istituito un "call center" con utenza 06-46542160.
La richiesta deve essere effettuata direttamente dalla persona cui si riferiscono le registrazioni in Banca Dati ovvero, se minore, dai genitori o dal tutore nominato dal Tribunale.

Colui o colei che redige l'istanza, se non corrisponde alla persona cui si riferiscono i dati, deve essere a ciò espressamente delegato/a.

L'atto di delega – sottoscritto con firma autenticata della persona interessata - deve essere allegato alla richiesta unitamente a copia di un documento di riconoscimento dell'interessato e del richiedente.
In mancanza dell'atto di delega, non è possibile ricevere notizie in merito alle registrazioni esistenti in Banca Dati sul conto di altra persona.

Esperiti i necessari accertamenti, l'Ufficio comunica al richiedente, non oltre trenta giorni dalla richiesta, le determinazioni adottate.
L'Ufficio può omettere di provvedere sulla richiesta se ciò può pregiudicare azioni od operazioni a tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica o di prevenzione e repressione della criminalità, dandone informazione al Garante per la protezione dei dati personali.

Qualora l'istanza sia presentata tramite i Comandi Arma gli stessi provvedono a:

  • notificare ai richiedenti "l'avvio degli accertamenti";
  • interessare, contestualmente, gli altri uffici di polizia proprietari dei dati, al fine di un sollecito aggiornamento;
  • informare la citata Direzione – inviando copia della richiesta – che provvederà alla definitiva comunicazione ai richiedenti, notiziando il Comando interessato.

 

Le indicazioni sul sito del Ministero dell'Interno

Sul sito del Ministero dell'Interno – www.interno.it - nell'area tematica "servizi al cittadino" – sezione "come fare per" è posta una pagina web riguardante il contenzioso connesso con la trattazione delle istanze relative al trattamento dei dati personali presso il C.E.D. delle FF.PP. ai sensi dell'art. 10 della legge 121/1981.
In tal area, è anche attiva la casella di posta elettronica dcpc.infocedinterforze.rm@interno.it, che i Comandi Provinciali dell'Arma – individuati quali referenti "per le problematiche di competenza dell'Ufficio Tecnico Giuridico e Contenzioso (U.T.G.C.) riguardanti, prioritariamente, il contenzioso" - possono utilizzare per contattare lo stesso U.T.G.C., al fine di esprimere indicazioni, suggerimenti e/o segnalazioni in merito a problematiche riguardanti il "contenzioso", ritenute meritevoli di apprezzamento, a livello centrale.

Modulistica: (link al modulo per la "richiesta di esercizio dei diritti – ex art. 10 L. 121/1981");
(link al modulo per la "richiesta per conto di minorenne di aggiornamento dati ed eventuale cancellazione o trasformazione in forma anonima");
(link al modulo per la "richiesta di aggiornamento dei dati conservati negli archivi del C.E.D. FF.PP.").

Comunicazioni di dati personali ad Enti Pubblici e a Privati
- Art. 18 e 19 D.LGS. 30 giugno 2003 n. 196 e ss.mm -

 

Trattamento di dati personali da parte di soggetti pubblici

Qualunque trattamento di dati personali da parte di soggetti pubblici è consentito soltanto per lo svolgimento delle funzioni istituzionali.

Il trattamento da parte di un soggetto pubblico riguardante dati diversi da quelli sensibili e giudiziari è consentito, fermo restando il vincolo dello svolgimento delle funzioni istituzionali, anche in mancanza di una norma di legge o di regolamento che lo preveda espressamente.

 

Comunicazione di dati personali ad altri soggetti pubblici

La comunicazione da parte di un soggetto pubblico ad altri soggetti pubblici è ammessa quando è prevista da una norma di legge o di regolamento. In mancanza di tale norma la comunicazione è ammessa quando è comunque necessaria per lo svolgimento di funzioni istituzionali e può essere iniziata se è decorso il termine di cui all'articolo 39, comma 2, e non è stata adottata la diversa determinazione ivi indicata.

 

Comunicazione di dati personali a privati

La comunicazione da parte di un soggetto pubblico a privati o a enti pubblici economici e la diffusione da parte di un soggetto pubblico sono ammesse unicamente quando sono previste da una norma di legge o di regolamento.

Le notizie concernenti lo svolgimento delle prestazioni di chiunque sia addetto a una funzione pubblica e la relativa valutazione sono rese accessibili dall'amministrazione di appartenenza. Non sono invece ostensibili, se non nei casi previsti dalla legge, le notizie concernenti la natura delle infermità e degli impedimenti personali o familiari che causino l'astensione dal lavoro, nonché le componenti della valutazione o le notizie concernenti il rapporto di lavoro tra il predetto dipendente e l'amministrazione, idonee a rivelare taluna delle informazioni di cui all'art. 4, comma 1, lettera d) del D. Lgs. 196/2003.

Videosorveglianza - 1^ scheda
- Provvedimento generale del Garante della Privacy dell' 8 aprile 2010 -

Principi generali per tutti i trattamenti

La raccolta, la registrazione, la conservazione e, in generale, l'utilizzo di immagini configura un trattamento di dati personali (art. 4, comma 1, lett. b), del Codice). È considerato dato personale, infatti, qualunque informazione relativa a persona fisica identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione.
Un'analisi non esaustiva delle principali applicazioni dimostra che la videosorveglianza è utilizzata a fini molteplici, alcuni dei quali possono essere raggruppati nei seguenti ambiti generali:

  1. protezione e incolumità degli individui, ivi ricompresi i profili attinenti alla sicurezza urbana, all'ordine e sicurezza pubblica, alla prevenzione, accertamento o repressione dei reati svolti dai soggetti pubblici, alla razionalizzazione e miglioramento dei servizi al pubblico volti anche ad accrescere la sicurezza degli utenti, nel quadro delle competenze ad essi attribuite dalla legge;
  2. protezione della proprietà;
  3. rilevazione, prevenzione e controllo delle infrazioni svolti dai soggetti pubblici, nel quadro delle competenze ad essi attribuite dalla legge;
  4. acquisizione di prove.

La necessità di garantire, in particolare, un livello elevato di tutela dei diritti e delle libertà fondamentali rispetto al trattamento dei dati personali consente la possibilità di utilizzare sistemi di videosorveglianza, purché ciò non determini un'ingerenza ingiustificata nei diritti e nelle libertà fondamentali degli interessati.
Naturalmente l'installazione di sistemi di rilevazione delle immagini deve avvenire nel rispetto, oltre che della disciplina in materia di protezione dei dati personali, anche delle altre disposizioni dell'ordinamento applicabili, quali ad es. le vigenti norme dell'ordinamento civile e penale in materia di interferenze illecite nella vita privata, sul controllo a distanza dei lavoratori, in materia di sicurezza presso stadi e impianti sportivi, o con riferimento a musei, biblioteche statali e archivi di Stato, in relazione ad impianti di ripresa sulle navi da passeggeri adibite a viaggi nazionali e, ancora, nell'ambito dei porti, delle stazioni ferroviarie, delle stazioni delle ferrovie metropolitane e nell'ambito delle linee di trasporto urbano.
In tale quadro, pertanto, è necessario che:

  • il trattamento dei dati attraverso sistemi di videosorveglianza sia fondato su uno dei presupposti di liceità che il Codice prevede espressamente per i soggetti pubblici da un lato (svolgimento di funzioni istituzionali: artt. 18-22 del Codice) e, dall'altro, per soggetti privati ed enti pubblici economici (es. adempimento ad un obbligo di legge, provvedimento del Garante di c.d. "bilanciamento di interessi" o consenso libero ed espresso: artt. 23-27 del Codice). Si tratta di presupposti operanti in settori diversi e che sono pertanto richiamati separatamente nei successivi paragrafi del presente provvedimento relativi, rispettivamente, all'ambito pubblico e a quello privato;
  • ciascun sistema informativo ed il relativo programma informatico vengano conformati già in origine in modo da non utilizzare dati relativi a persone identificabili quando le finalità del trattamento possono essere realizzate impiegando solo dati anonimi (es., configurando il programma informatico in modo da consentire, per monitorare il traffico, solo riprese generali che escludano la possibilità di ingrandire le immagini e rendere identificabili le persone). Lo impone il principio di necessità, il quale comporta un obbligo di attenta configurazione di sistemi informativi e di programmi informatici per ridurre al minimo l'utilizzazione di dati personali (art. 3 del Codice);
  • l'attività di videosorveglianza venga effettuata nel rispetto del c.d. principio di proporzionalità nella scelta delle modalità di ripresa e dislocazione (es. tramite telecamere fisse o brandeggiabili, dotate o meno di zoom), nonché nelle varie fasi del trattamento che deve comportare, comunque, un trattamento di dati pertinenti e non eccedenti rispetto alle finalità perseguite (art. 11, comma 1, lett. d) del Codice).

Soggetti pubblici

I soggetti pubblici, in qualità di titolari del trattamento (art. 4, comma 1, lett. f), del Codice), possono trattare dati personali nel rispetto del principio di finalità, perseguendo scopi determinati, espliciti e legittimi (art. 11, comma 1, lett. b), del Codice), soltanto per lo svolgimento delle proprie funzioni istituzionali. Ciò vale ovviamente anche in relazione a rilevazioni di immagini mediante sistemi di videosorveglianza (art. 18, comma 2, del Codice).
I soggetti pubblici sono tenuti a rispettare, al pari di ogni titolare di trattamento effettuato tramite sistemi di videosorveglianza, i principi enunciati nel presente provvedimento.
Anche per i soggetti pubblici sussiste l'obbligo di fornire previamente l'informativa agli interessati (art. 13 del Codice), ferme restando le ipotesi prese in considerazione al punto 3.1.1. del Provvedimento (vds. Informativa). Pertanto, coloro che accedono o transitano in luoghi dove sono attivi sistemi di videosorveglianza devono essere previamente informati in ordine al trattamento dei dati personali. A tal fine, anche i soggetti pubblici possono utilizzare il modello semplificato di informativa "minima".

Soggetti privati

L'installazione di sistemi di videosorveglianza viene sovente effettuata da persone fisiche per fini esclusivamente personali. In tal caso va chiarito che la disciplina del Codice non trova applicazione qualora i dati non siano comunicati sistematicamente a terzi ovvero diffusi, risultando comunque necessaria l'adozione di cautele a tutela dei terzi (art. 5, comma 3, del Codice, che fa salve le disposizioni in tema di responsabilità civile e di sicurezza dei dati). In tali ipotesi possono rientrare, a titolo esemplificativo, strumenti di videosorveglianza idonei ad identificare coloro che si accingono ad entrare in luoghi privati (videocitofoni ovvero altre apparecchiature che rilevano immagini o suoni, anche tramite registrazione), oltre a sistemi di ripresa installati nei pressi di immobili privati ed all'interno di condomini e loro pertinenze (quali posti auto ebox).
Benché non trovi applicazione la disciplina del Codice, al fine di evitare di incorrere nel reato di interferenze illecite nella vita privata (art. 615-bis c.p.), l'angolo visuale delle riprese deve essere comunque limitato ai soli spazi di propria esclusiva pertinenza (ad esempio antistanti l'accesso alla propria abitazione) escludendo ogni forma di ripresa, anche senza registrazione di immagini, relativa ad aree comuni (cortili, pianerottoli, scale, garage comuni) ovvero ad ambiti antistanti l'abitazione di altri condomini.

 

Collegamento alle centrali operative dell'Arma dei Carabinieri

Con la Circolare del Ministero dell'Interno – Dip. della P.S. n. 558/A/421.2/70/456, diramata con f.n. 2115/146-41-2-1970 in data 7 marzo 2005 del Comando Generale – SM – Ufficio Operazioni, sono state definite le linee guida in materia di videosorveglianza.
In particolare, si evidenzia l'esigenza di una stretta interrelazione fra l'impiego di tali apparati e le effettive necessità di prevenzione e repressione di reati e di pronto intervento senza i quali verrebbero meno i criteri della necessità, della pertinenza e della non eccedenza dei dati e dei trattamenti, statuiti dal codice della privacy.
Dal punto di vista tecnico – operativo, i sistemi devono essere compatibili con le strumentazioni presenti nelle centrali operative in virtù di quanto disposto con le circolari 24857/189-4 "P", 667/627-3-1965 e 667/638-2-1965 del Comando Generale – SM – Ufficio Operazioni, datate rispettivamente 24 febbraio e 19 ottobre 2000, nonché 27 agosto 2002.
Inoltre, la visualizzazione delle immagini rilevate dai sistemi di videosorveglianza nelle centrali operative potrà essere mantenuta nei soli casi, rigorosamente limitati, di obiettivi "istituzionali" particolarmente sensibili, che fanno parte di una configurazione sistemica dei mezzi di allarme e di intervento a tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, o di obiettivi di interesse strategico per la sicurezza primaria.
Qualora le esigenze di videosorveglianza e teleallarme non implichino l'osservanza dei rigorosi criteri sopraenunciati, e sempre che sussistano i requisiti di pubblico interesse, potrà essere valutata una soluzione mediata, in forza della quale il flusso delle immagini prodotte dal sistema giunga presso gli organi di polizia locale ovvero presso istituti di vigilanza in grado di garantire i servizi di monitoraggio ed il conseguente, eventuale allertamento della centrale operativa, nei casi in cui vengano riscontrati allarmi o anomalie.

 

Videosorveglianza - 2^ scheda
- Provvedimento generale del Garante della Privacy dell'8 aprile 2010 -

Durata dell'eventuale conservazione

In applicazione del principio di proporzionalità, anche l'eventuale conservazione temporanea dei dati deve essere commisurata al grado di indispensabilità e per il solo tempo necessario - e predeterminato - a raggiungere la finalità perseguita.
La conservazione deve essere limitata a poche ore o, al massimo, alle ventiquattro ore successive alla rilevazione, fatte salve speciali esigenze di ulteriore conservazione in relazione a festività o chiusura di uffici o esercizi, nonché nel caso in cui si deve aderire ad una specifica richiesta investigativa dell'autorità giudiziaria o di polizia giudiziaria.
Solo in alcuni specifici casi, per peculiari esigenze tecniche (mezzi di trasporto) o per la particolare rischiosità dell'attività svolta dal titolare del trattamento (ad esempio, per alcuni luoghi come le banche può risultare giustificata l'esigenza di identificare gli autori di un sopralluogo nei giorni precedenti una rapina), è ammesso un tempo più ampio di conservazione dei dati, che può superare la settimana esclusivamente su richiesta specifica che sarà sottoposta ad una verifica preliminare del Garante.

Informativa

Gli interessati devono essere sempre informati che stanno per accedere in una zona videosorvegliata; ciò anche nei casi di eventi e in occasione di spettacoli pubblici (es. concerti, manifestazioni sportive).
A tal fine, il Garante ritiene che si possa utilizzare lo stesso modello semplificato di informativa "minima", indicante il titolare del trattamento e la finalità perseguita, già individuato ai sensi dell'art. 13, comma 3, del Codice nel precedente provvedimento del 2004 e riportato in fac-simile nell'allegato n. 1 al provvedimento.
Il Garante ritiene auspicabile che l'informativa, resa in forma semplificata avvalendosi del predetto modello, poi rinvii a un testo completo contenente tutti gli elementi di cui all'art. 13, comma 1, del Codice, disponibile agevolmente senza oneri per gli interessati, con modalità facilmente accessibili anche con strumenti informatici e telematici (in particolare, tramite reti Intranet o siti Internet, affissioni in bacheche o locali, avvisi e cartelli agli sportelli per gli utenti, messaggi preregistrati disponibili digitando un numero telefonico gratuito).

Talune disposizioni del Codice, tra le quali quella riguardante l'obbligo di fornire una preventiva informativa agli interessati, non sono applicabili al trattamento di dati personali effettuato, anche sotto forma di suoni e immagini, dal "Centro elaborazione dati del Dipartimento di pubblica sicurezza o da forze di polizia sui dati destinati a confluirvi in base alla legge, ovvero da organi di pubblica sicurezza o altri soggetti pubblici per finalità di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, prevenzione, accertamento o repressione dei reati, effettuati in base ad espressa disposizione di legge che preveda specificamente il trattamento" (art. 53 del Codice)
Va sottolineato che deve essere obbligatoriamente fornita un'idonea informativa in tutti i casi in cui, invece, i trattamenti di dati personali effettuati tramite l'utilizzo di sistemi di videosorveglianza dalle forze di polizia, dagli organi di pubblica sicurezza e da altri soggetti pubblici non siano riconducibili a quelli espressamente previsti dall'art. 53 del Codice (es. utilizzo di sistemi di rilevazioni delle immagini per la contestazione delle violazioni del Codice della strada).

 

Informativa da parte dei Soggetti Privati
che effettuano collegamenti con le Forze di Polizia

I trattamenti di dati personali effettuati da soggetti privati tramite sistemi di videosorveglianza, direttamente collegati con le forze di polizia, esulano dall'ambito di applicazione dell'art. 53 del Codice. Pertanto, l'attivazione del predetto collegamento deve essere reso noto agli interessati. A tal fine, il Garante ritiene che si possa utilizzare il modello semplificato di informativa "minima" - indicante il titolare del trattamento, la finalità perseguita ed il collegamento con le forze di polizia- individuato ai sensi dell'art. 13, comma 3, del Codice e riportato in fac-simile nell'allegato n. 2 al provvedimento. Nell'ambito del testo completo di informativa reso eventualmente disponibile agli interessati, tale collegamento deve essere reso noto.

Il modello è ovviamente adattabile a varie circostanze. In presenza di più telecamere, in relazione alla vastità dell'area oggetto di rilevamento e alle modalità delle riprese, potranno essere installati più cartelli.
Il supporto con l'informativa:

  • deve essere collocato prima del raggio di azione della telecamera, anche nelle sue immediate vicinanze e non necessariamente a contatto con gli impianti;
  • deve avere un formato ed un posizionamento tale da essere chiaramente visibile in ogni condizione di illuminazione ambientale, anche quando il sistema di videosorveglianza sia eventualmente attivo in orario notturno;
  • può inglobare un simbolo o una stilizzazione di esplicita e immediata comprensione, eventualmente diversificati al fine di informare se le immagini sono solo visionate o anche registrate.

Per l'esame dell'intero provvedimento si rinvia al sito www.garanteprivacy.it