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Eventi

Il Comandante Generale in visita al Comando MSU a Pristina (Kosovo)
Pristina (Kosovo) ,  24/12/2005

Nella mattinata, il Comandante Generale dell'Arma, generale Luciano Gottardo, si è recato in visita al contingente italiano a Pristina (Kosovo).
Al suo arrivo all'aeroporto è stato ricevuto dal Colonnello Flavio GARELLO, Comandante del Reggimento MSU, costituito in prevalenza da militari dell'Arma, cui si aggiungono unità francesi ed estoni.

Il Reggimento MSU, inserito nell'ambito della Forza NATO in Kosovo (KFOR) schierata in previsione della stipula di un "Peace Settlement", fornisce un importante contributo al mantenimento di un ambiente sicuro, assolvendo compiti operativi di controllo del territorio per mezzo di pattuglie, di contrasto al terrorismo ed alla criminalità organizzata, di raccolta di informazioni, di assistenza al rientro dei rifugiati e di salvaguardia dei siti religiosi.

Dopo aver ricevuto gli onori, il Generale Gottardo ha incontrato i militari della base "Casa Italia", ai quali ha rivolto affettuosi auguri per le festività natalizie e di fine anno e un caloroso saluto, esprimendo parole di vivo apprezzamento per la professionalità e l'impegno quotidianamente profusi in quel teatro d'operazioni, lontano dalla madrepatria. "L'Italia è fiera ed orgogliosa di quello che fate - ha detto il generale Gottardo ai militari. In Italia si fa affidamento sull'opera umanitaria che portate avanti con grande impegno e professionalità. Se questa terra troverà finalmente pacificazione, lo deve anche a voi", ricordando che l'impegno in Kosovo sia tutt'altro che terminato. "Questa è una terra ancora con grandi problemi e la nostra presenza punta a portare pace ma anche a costruire quella società che consenta a questa gente di vivere in tranquillità. Siamo qui per ripristinare il diritto rispetto al delitto".

Durante il briefing sulle attività del Reparto alla presenza del Generale di Corpo d'Armata Giuseppe VALOTTO, dal 1° settembre di quest'anno nominato Comandante di KFOR, e del Dott. Patrik MURA, Capo dell'Ufficio Diplomatico dell'Ambasciata di Belgrado in Pristina, sono state affrontate questioni operative ed il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri ha sottolineato come la popolazione locale ha accolto di buon grado la presenza degli italiani. "L'accettazione da parte loro - ha detto ancora il Comandante Generale - deve essere di sprone per continuare nella missione che per ora sta dando risultati importanti e molto soddisfacenti". Degli oltre 1.100 arresti, la maggior parte sono stati effettuati per detenzione illegale di arma da fuoco. Quattro persone sono state fermate per un ordine di arresto del Tribunale Internazionale dell'Aja. Tra questi, ha ricordato il generale Gottardo, quello avvenuto proprio l'altro ieri di un grosso esponente della malavita locale che aveva un arsenale di armi pronto per essere impiegato. I carabinieri hanno sequestrato anche oltre 500 chili di marijuana, mezzo chilo di esplosivo, 660 armi di vario calibro, oltre ventimila munizioni. Settemila sono state invece le pattuglie in tutto il Kosovo che hanno richiesto l'impiego di oltre 21 mila militari. Ma l'attività dei carabinieri, come nelle altre missioni all'estero, è finalizzata anche all'addestramento della polizia locale, un compito svolto in maniera egregia e riconosciuto anche a livello internazionale.
Prima di lasciare Pristina, dove stasera i militari italiani celebreranno la vigilia di Natale con una messa, il Comandante Generale ha partecipato al pranzo di corpo, alla presenza di tutti i militari del Reggimento MSU