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Eventi

Congresso di studi storici sull'evoluzione primo conflitto mondiale nel 1916 alla Scuola Ufficiali Carabinieri
Roma (RM) ,  07/12/2016
1916 Evoluzione Geopolitica Tattica e Tecnica di un conflitto sempre più esteso 1916 Evoluzione Geopolitica Tattica e Tecnica di un conflitto sempre più esteso 1916 Evoluzione Geopolitica Tattica e Tecnica di un conflitto sempre più esteso
Aperto dal Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Claudio Graziano il Congresso di studi organizzato dall'Ufficio Storico dello Stato Maggiore Difesa presso la Scuola Ufficiale Carabinieri di Roma. Il tema principale del convegno sono stati gli eventi occorsi nel 1916, un anno di fondamentale importanza nello sviluppo del primo conflitto mondiale.
Al convegno hanno partecipato alti rappresentanti del mondo accademico tra cui diversi insegnanti di materie storiche dell'Università di Roma "La Sapienza" e alti vertici delle Forze Armate, nonché un gran numero di studenti.
"Durante la prima guerra mondiale venne inventato tutto, e quello che non venne inventato venne lanciato, perfezionato. Addirittura la chirurgia plastica moderna nasce dalla prima guerra mondiale, e così l'emancipazione femminile, i totalitarismi e le democrazie. La situazione era tale che nulla poteva essere come prima", così nel suo intervento di saluto il Capo di SMD, che da appassionato di storia militare ha esposto gli aspetti strategico-politici, ma anche sociali e culturali legati agli eventi verificatisi nel 1916, evidenziandone le straordinarie proporzioni: "La mobilitazione delle forze, il livello di impegno, il numero dei feriti, lo sviluppo industriale non erano più gestibili dai singoli Stati che in qualche modo si trovarono a dover affidare l'organizzazione alla parte militare. Questi gli eventi drammatici che si susseguirono dal 1914 al 1918. All'epoca l'Italia contava 35 milioni di abitanti e ne mobilitò 6 milioni, altri 4 milioni furono mobilitati per l'industria".
"Quella per la storia militare", ha concluso il Capo di SMD, "è una passione legata al rispetto per i nostri nonni, per coloro che hanno accettato di combattere e morire in una guerra che lasciava poco scampo, in cui occorreva un incredibile valore. Sono eventi drammatici, ma che hanno portato ad una pace in Europa che è importante difendere e non dare mai per scontato".
Il congresso è durato due giorno in cui si sono alternati accademici e storici italiani e stranieri nonché giovani ricercatori ed esperti militari, che hanno trattato l'evoluzione generale del conflitto sul piano diplomatico, tecnico-militare e del fronte interno, senza trascurare gli scacchieri extra-europei.