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Eventi

Combined Joint European Exercise (CJEX 2010)
Roma ,  12/05/2010

Centro Alti Studi della Difesa

Si è concluso oggi a Roma, presso la sede storica del Centro Alti Studi della Difesa il Combined Joint European Exercise (CJEX 2010), tradizionale esercitazione di pianificazione operativa che vede coinvolti, oltre all'Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze (ISSMI), altri omologhi college militari europei - il Collége Interarmèes de Defense francese, la Führungsakademie der Bundeswehr tedesca, il Joint Services Command and Staff College britannico e l'Escuela Superior de las Fuerzas Armadas spagnola - oltre che, da quest'anno e in un'ottica di "comprehensive approach", i frequentatori dell'Istituto Diplomatico del Ministero per gli Affari Esteri.

L'occasione, oltre a consentire la pratica applicazione dei contenuti teorici sviluppati durante il Corso Superiore di Stato Maggiore Interforze, si propone di favorire, tra i frequentatori degli Istituti intervenuti, un proficuo scambio di idee sulle più rilevanti tematiche di interesse.

Centro Alti Studi della Difesa

Nel dettaglio, l'esercitazione - che si ripete ogni anno e dura complessivamente una decina di giorni - prevede la suddivisione dei frequentatori in gruppi di lavoro (denominati joint operational planning groups) composti da una quindicina di Ufficiali (Maggiori e Tenenti Colonnelli) provenienti dalle diverse Forze Armate italiane (compresa l'Arma dei Carabinieri e il Corpo della Guardia di Finanza), britanniche, francesi, tedesche e spagnole e da un frequentatore dell'Istituto Diplomatico. A ciascun gruppo di lavoro viene consegnato un corposo documento, lo "scenario operativo", che descrive nei dettagli una ipotetica situazione di crisi umanitaria all'interno di uno Stato fittizio. Al personale in addestramento viene quindi chiesto di applicare le procedure standardizzate a livello europeo e di profondere e scambiare le proprie, differenti competenze professionali, per pianificare un'ipotetica missione di pace inviata, dall'Unione Europea ma sotto l'egida dell'ONU, a rilevare e risolvere la crisi.