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Eventi

Cerimonia di commemorazione del 28° anniversario dell'uccisione del Generale C.A. M.A.V.M. Carlo Alberto DALLA CHIESA.
Palermo ,  03/09/2010

Resa degli onori alle Autorità intervenute

Il 3 settembre del 1982 "Cosa Nostra" eliminò uno dei suoi più temibili nemici, Carlo Alberto dalla Chiesa, prefetto di Palermo e già generale dell'Arma dei Carabinieri. L'agguato si consumò in via Carini, quando i killer non esitarono a colpire, oltre al generale e all'agente di scorta Domenico Russo, anche la moglie del prefetto, Emanuela Setti Carraro.

Oggi ricorre il 28° anniversario di quel tragico assassinio. In mattinata, nella stessa via Isidoro Carini, luogo dell'agguato mafioso, è stata deposta una corona d'alloro. Presenti alla commemorazione anche il Ministro dell'Interno Roberto Maroni e Il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli.

La celebrazione è proseguita con una messa presso la chiesa San Giacomo dei Militari, all'interno della Caserma "Carlo Alberto Dalla Chiesa", sede del Comando Legione Carabinieri "Sicilia".

Tra le altre autorità presenti, il Capo della Polizia Antonio Manganelli, il Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso, il Procuratore di Palermo Francesco Messineo, il Prefetto Giuseppe Caruso e il Sindaco di Palermo Diego Cammarata.

Il 3 settembre del 1982 la guerra che la mafia aveva dichiarato allo Stato segnò uno dei momenti più tragici. Sotto una pioggia di piombo cadde un simbolo delle istituzioni. Erano passati poco più di 3 mesi dal suo insediamento a Palermo, durante i quali cercò di rispondere allo strapotere delle cosche e di spezzare il legame tra mafia e politica.

"Il ricordo del sacrificio del generale Dalla Chiesa - ha sottolineato il Presidente Napolitano in un messaggio inviato al Prefetto di Palermo - è perciò ancora oggi preziosa occasione per rafforzare, specialmente nei giovani, la cultura della legalità e il senso della democrazia, e per rinnovare un convergente e deciso sostegno delle istituzioni repubblicane e della società civile all'attività di contrasto delle organizzazioni criminali svolta dalla magistratura e dalle forze dell'ordine, al fine di contenerne la capacità di controllo del territorio e di infiltrazione nella economia, nazionale e internazionale".

Un momento della cerimonia religiosa

"Contro la mafia non servono leggi speciali, ma l'attività quotidiana di tutte le istituzioni. Il prefetto Dalla Chiesa non chiese leggi speciali, eppure ne avrebbe avuto titolo in quel momento di emergenza. Aveva capito che la mafia si sconfigge con la quotidianità - ha detto il Ministro Maroni nel suo intervento, aggiungendo - il Governo è vicino a coloro che sono in prima linea. E' quello che mancò al generale Dalla Chiesa rendendolo bersaglio facile".

"L'esempio che ci viene dal generale Carlo Alberto Dalla Chiesa - ha detto il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli, ricordando le vittime dell'eccidio - è un esempio che viviamo ogni giorno in modo palpitante. Soltanto la fiducia può liberare il singolo e il più debole dal timore delle intimidazioni. Una fiducia che dobbiamo trasmettere ai giovani che quotidianamente ci chiedono di alimentare la loro speranza. Un popolo che vuole essere libero deve lottare ogni giorno per la libertà".