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Eventi

Cerimonia di Certificazione del 1° Corso "High Level" del CoESPU
Vicenza ,  07/12/2005

Questa mattina in Vicenza, presso la Caserma "Chinotto", sede del CoESPU (Centro di Eccellenza per le Stability Police Units), si è svolta la "Graduation Ceremony" (Cerimonia di Certificazione) dei 29 frequentatori del "1° Corso High Level" (di alto livello), tutti ufficiali superiori di forze di polizia sia ad ordinamento militare sia ad ordinamento civile dei seguenti Paesi: Kenya, Giordania, India, Marocco, Senegal.
Un momento della cerimonia

Hanno presenziato importanti Autorità nazionali ed internazionali: il Ministro della Difesa, Antonio Martino, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Giampaolo Di Paola, il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d'Armata Luciano Gottardo e il Direttore del CoESPU, Generale di Divisione Pietro Pistolese. Erano presenti rappresentanti dell'ONU e della Farnesina e Ambasciatori dei Paesi del G-8 e di quelli di appartenenza dei frequentatori del Corso.

Il Capo di Stato Maggiore Difesa, Ammiraglio Giampaolo Di Paola, ed il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, Generale Luciano Gottardo, in un momento della cerimoniaDopo gli onori militari e la cerimonia dell'alzabandiera, hanno preso la parola il Direttore del CoESPU, i rappresentanti degli USA, dell'ONU e del Governo italiano. Sono quindi seguite la cerimonia dei certificati e la resa degli onori finale.

In particolare, il Ministro della Difesa Antonio Martino, nel suo discorso ha, tra l'altro, affermato: "Forze di polizia di stabilizzazione sono necessarie in molti teatri del mondo. Ed è opportuno che a tali esigenze si faccia fronte, il più possibile, con le risorse degli attori regionali, così da massimizzare il senso di partecipazione e responsabilità di tutti gli Stati al mantenimento di condizioni di pace''.

''Non esiste un ristretto ed esclusivo club di Paesi virtuosi - ha poi sottolineato il Ministro - il buon andamento delle relazioni planetarie e' un vantaggio per tutti e, come tale, deve anche essere un dovere per tutti, anche se il fardello portato dalle democrazie libere, dal 1989 ad oggi, è stato sicuramente il più pesante".

"L'esperienza delle missioni - ha evidenziato l'On. Martino - ha, però, anche dimostrato la crescente importanza delle forze di polizia sia per sostenere il 'nation building' generalmente implicito nelle missioni stesse, sia per controllare il territorio una volta superata la fase acuta delle conflittualità". Il Ministro ha spiegato inoltre che il successo delle missioni internazionali dipende "dall'equilibrato impiego di due componenti: quella militare vera e propria e quella delle forze di polizia. Una componente quest'ultima, che poi diviene insostituibile per la formazione del locale personale di polizia per la gestione dell'ordine e della sicurezza pubblica nelle aree di intervento. L'Europa, pertanto, si è dotata della gendarmeria per dare una risposta adeguata alle esigenze di stabilizzazione."

I partecipanti al corso"E' un'istituzione - ha rilevato l'On. Martino - che qualifica le politiche comuni europee sia negli affari internazionali sia nella sicurezza". Il Ministro della Difesa ha evidenziato che nel centro di Vicenza sarà possibile trasferire "al più ampio numero di Paesi le esperienze maturate e le tecniche affinate nelle attività operative delle azioni più impegnate nel settore". L'On. Martino nel suo discorso ha voluto dare una menzione speciale all'Arma dei carabinieri "protagonista di tanti impegni e vero punto di riferimento a livello mondiale, per le missioni di polizia internazionale. L'Arma ha onorato l'Italia e per questo rinnovo a tutti i carabinieri il plauso dell'Italia intera".

Parole di congratulazioni sono state infine rivolte dal Ministro Martino al Generale Pistolese, che ha diretto il centro fin dalla sua costituzione e che ora lascia per guidare la missione europea di assistenza al valico di Rafah, vitale via di comunicazione tra l'Egitto ed i territori palestinesi della Striscia di Gaza, e al Generale Leonardo Leso, che dopo importanti esperienze all'estero assume ora il comando del CoESPU a Vicenza.

Il corso, che ha preso avvio il 7 novembre, si inquadra nell'ambito delle varie attività del Centro, istituito il 1° marzo del corrente anno nell'ambito di un ampio progetto della Comunità Internazionale, che mira ad offrire assistenza tecnica e finanziaria per le operazioni di sostegno della pace, con particolare attenzione ai Paesi africani, e si prefigge di dare una adeguata preparazione a coloro che saranno impiegati, come quadri, nelle Stability Police Units. Ai frequentatori, nelle quattro settimane del corso, è stato dato un inquadramento storico, etnico-religioso e geografico delle aree dei possibili teatri operativi.

Le lezioni si sono incentrate sulle procedure da adottare nel corso di operazioni di sostegno della pace (Peace Support Operations): controllo della folla, lotta al crimine organizzato, arresti ad alto rischio, sicurezza delle consultazioni elettorali, delle prigioni e dei VIP, protezione di obiettivi sensibili e controllo delle frontiere. Sono state inoltre impartite nozioni di Diritto Umanitario Internazionale. L'attività formativa è terminata con un'esercitazione pratica per verificare il livello di apprendimento dei frequentatori.

La consegna dei diplomiNei prossimi cinque anni il CoESPU si pone l'obiettivo di istruire 3.000 Ufficiali e Sottufficiali che, secondo il principio "formare i formatori", ritorneranno ai loro Paesi e completeranno l'addestramento di almeno 4.500 ulteriori unità entro la fine del 2010.

Negli ultimi dieci anni, i Carabinieri, come forza militare con competenze generali di polizia, hanno sviluppato una significativa esperienza nelle missioni di pace, fornendo le strutture di comando e la maggioranza del personale delle Unità Multinazionali Specializzate (MSU) impiegate in Bosnia, Kosovo e Iraq, elaborando i criteri addestrativi e la dottrina di impiego. Le Stability Police Units, derivanti da queste esperienze, sono unità flessibili e operano in contesti in cui i compiti militari e civili si sovrappongono, nelle delicate fasi di stabilizzazione di Paesi che escono da una crisi