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Eventi

Celebrazione della "Virgo Fidelis", Patrona di tutti i Carabinieri, e commemorazione del 66° anniversario della "Battaglia di Culqualber" e della "Giornata dell'Orfano"
Roma ,  21/11/2007

Un momento della cerimonia

Nella mattinata si è svolta a Roma, presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, la Santa Messa in onore della Virgo Fidelis, Patrona dell'Arma dei Carabinieri, celebrata dall'Ordinario Militare, S.E. Mons. Vincenzo Pelvi, alla presenza del Ministro della Difesa, On. Prof. Arturo Parisi, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Giampaolo Di Paola, del Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Gianfrancesco Siazzu, del Prefetto di Roma, dott. Carlo Mosca, dei Vertici dell'Arma, dei rappresentanti dell'Associazione Nazione Carabinieri, dell'Opera Nazionale di Assistenza per gli Orfani dei Militari dell'Arma dei Carabinieri, degli organismi di rappresentanza militare, nonché di numerosi carabinieri dei vari gradi in servizio presso i reparti della Capitale. Durante l'omelia, Mons. Pelvi ha ricordato il sacrificio del Vice Brigadiere Salvo d'Acquisto come "modello" ed esempio di vita. "In una sfrenata corsa all'apparire e all'essere - ha proseguito l'Ordinario Militare - rivolgendosi a tutti i carabinieri - voi non dovete temere di scegliere la via alternativa della vita sobria e solidale. Ne è testimone Salvo d'Aquisto, che è stato pronto a donare la vita senza clamore. La fedeltà non si dimostra, la fedeltà si paga di persona".
Analoghe celebrazioni hanno avuto luogo in tutta Italia.

Il Comandante Generale saluta l'Ordinario Militare per l'Italia

La cerimonia di Roma è stata preceduta dalla commemorazione dell'anniversario della "Battaglia di Culqualber" con la deposizione di una corona di alloro presso il "Sacrario" del Museo Storico dell'Arma da parte del Gen. Siazzu.

La celebrazione della Virgo Fidelis risale al 1949, quando Sua Santità Pio XII proclamò ufficialmente Maria "Virgo Fidelis Patrona dei Carabinieri", fissandone la ricorrenza al 21 novembre: data in cui la Cristianità celebra la festa liturgica della Presentazione di Maria Vergine al tempio ed anniversario della "Battaglia di Culqualber".

Il 21 novembre del 1941 un intero Battaglione di Carabinieri si sacrificò, in una delle ultime cruente battaglie in terra d'Africa, nella strenua difesa, protrattasi per tre mesi, del caposaldo di Culqualber. Per quel fatto d'arme alla Bandiera dell'Arma dei Carabinieri fu conferita la seconda Medaglia d'Oro al Valor Militare.

Il 18 maggio 1941, con l'onore delle armi, capitolavano le truppe che, agli ordini del duca Amedeo D'Aosta, avevano presidiato l'Amba Alagi. Rimanevano però ancora in armi presidi a Gondar. Tutt'intorno al capoluogo, infatti, erano stati realizzati 4 efficienti baluardi difensivi tra i quali, a sud est, quello di Culqualber. Culqualber, parola composita che in amarico vuol dire "passo delle euforbie", è una sperduta località montana, per la quale passava, in ripidi tornanti, l'unica rotabile che dalla lontana Addis-Abeba portava a Gondar, lontana una cinquantina di chilometri. Quadro illustrativo sulla Battaglia di Culqualber

I Carabinieri vi giunsero il 6 agosto 1941 e si schierarono con le altre unità presenti: in tutto circa 2.000 uomini tra nazionali e coloniali. Il Battaglione, agli ordini del maggiore Alfredo Serranti, era formato da due compagnie miste, comandate rispettivamente dal capitano Giovanni Celi e dall'allora tenente Dagoberto Azzari, oggi Generale di Corpo d'Armata. La consegna era di resistere, a oltranza, impedendo al nemico di oltrepassare la Sella stradale. Inizialmente gli attacchi al caposaldo furono portati da grosse bande abissine appoggiate dall'aviazione, che martellava le posizioni difensive ancora in allestimento. In più occasioni venne offerta al presidio italiano la resa, con l'onore delle armi, sempre rifiutata. Poi, a metà ottobre, il nemico ricevette cospicui rinforzi in uomini e mezzi. Il 13 novembre 1941, ebbe inizio la battaglia finale. Gli attacchi si protrassero per ben 9 giorni, finché, il 21 novembre, la resistenza dei leoni di Culqualber fu sopraffatta. Cadde il Magg. Serranti, caddero altri Eroi del Battaglione Carabinieri che meritò alla Bandiera dell'Arma la seconda Medaglia d'Oro al valor Militare, con la seguente motivazione: "Glorioso veterano di cruenti cimenti bellici, destinato a rinforzare un caposaldo di vitale importanza, vi diventava artefice di epica resistenza. La Patrona dell'Arma dei Carabinieri

Apprestato saldamento a difesa d'impervio settore affidatogli, per tre mesi affrontava con indomito valore la violenta aggressività di preponderanti agguerrite forze, che conteneva e rintuzzava con audaci atti controffensivi, contribuendo decisamente alla vigorosa resistenza dell'intero caposaldo, ed infine, dopo aspre giornate di alterne vicende, a segnare, per l'ultima volta in terra d'Africa, la vittoria delle nostre armi. Delineatasi la crisi, deciso al sacrificio supremo, si saldava graniticamente agli spalti difensivi e li contendeva al soverchiante avversario in sanguinosa, impari lotta corpo a corpo, nella quale comandante e carabinieri, fusi in un sol eroico blocco, simbolo delle virtù italiche, immolavano la vita perpetuando le gloriose tradizioni dell'Arma. Culqualber Africa Orientale agosto - novembre 1941
".

Con la Virgo Fidelis, oggi l'Arma ha celebrato anche la "Giornata dell'Orfano", istituita nel 1996, che rappresenta per i Carabinieri e per l'Opera Nazionale di Assistenza per gli Orfani dei Militari dell'Arma dei Carabinieri un'occasione di concreta vicinanza alle famiglie dei colleghi caduti.