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Eventi

201° Annuale di Fondazione dell'Arma dei Carabinieri
Roma (RM) ,  05/06/2015
La cerimonia ha inizio con l'ingresso della Banda dell'Arma Una rappresentanza dell'Associazione Nazionale Carabinieri Una rappresentanza dell'Opera Nazionale Assistenza Orfani Militari Arma Carabinieri (O.N.A.O.M.A.C.) Sfilamento di una rappresentanza dei frequentatori del COESPU di Vicenza Sfilamento degli ufficiali in grande uniforme della Scuola Ufficiali Carabinieri Sfilamento degli ufficiali in grande uniforme della Scuola Allievi Carabinieri 07_201_F_arma Schieramento dei Comandanti di Stazione 09_201_F_arma Panoramica dello schieramento 12_201_F_arma Schieramento del Reggimento Paracadutisti "Tuscania" 14_201_F_arma Panoramica dello schieramento Resa degli onori al Medagliere dell'Arma dei Carabinieri Resa degli onori alla Bandiera dell'Arma dei Carabinieri 18_201_F_arma Resa degli onori al Ministro della Difesa sen. Roberta Pinotti 20_201_F_arma 24_201_F_arma 25_201_F_arma 26_201_F_arma 27_201_F_arma 28_201_F_arma 29_201_F_arma 30_201_F_arma Il Carosello equestre del 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo 21_201_F_arma Il Carosello equestre del 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo La fanfara dei Carabinieri a Cavallo Il Ministro della Difesa Roberta Pinotti premia il Reggimento Carabinieri a Cavallo con targa

L'Arma dei Carabinieri ha celebrato il suo 201° Annuale di Fondazione.
Nella mattinata il Comandante Generale Tullio Del Sette ha reso omaggio ai Caduti deponendo una corona d’alloro al Sacrario del Museo Storico dell’Arma.

In serata, poi, all’interno della Caserma “Salvo D’Acquisto” di Tor di Quinto, ha avuto luogo una cerimonia alla presenza del Ministro della Difesa, Sen. Roberta Pinotti, del Ministro dell’Interno, On. Angelino Alfano, del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, On. Dario Franceschini, del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, e del Comandante Generale Tullio Del Sette.

Dopo la lettura del messaggio augurale del Capo dello Stato c'è stato l'intervento del Signor Ministro della Difesa Sen. Roberta Pinotti di cui si riporta integralmente il testo.

"Comandante Generale, autorità, gentili ospiti,

celebriamo oggi ben due secoli e un anno di vita dell’Arma dei Carabinieri, uno dei massimi capisaldi delle nostre Istituzioni, alla quale gli Italiani sono da sempre intimamente legati. 
Era l’anno 1814 quando il Re Vittorio Emanuele I dispose la costituzione di uno speciale Corpo di militari “per buona condotta e saviezza distinti”, incaricato di “contribuire alla difesa dello Stato in tempo di guerra e di vigilare alla conservazione della pubblica e privata sicurezza” in tempo di pace.

Sin da allora, i Carabinieri hanno iniziato a scrivere quell’encomiabile storia che ha accompagnato la nascita e la vita delle nostre Istituzioni e del  nostro popolo.
Da allora sono passati oltre due secoli: è cambiato qualcosa in quei tratti distintivi di “buona condotta e saviezza”?

Per rispondere a questa domanda permettetemi, in queste brevi considerazioni, di uscire leggermente dagli schemi. Se uno di noi andasse ora a cercare in quell’enorme tessuto connettivo sociale e culturale costituito dalla rete Internet, l’essenza dei Carabinieri… troverebbe che moltissimo viene detto “su” di loro, ma ben poco, in aderenza ad uno dei loro tratti distintivi (“usi ad obbedir tacendo”), viene detto “da” loro.
Ma qualcosa si trova, e mi ha particolarmente colpito una lettera aperta scritta da uno di loro, anzi, da uno di voi.

E’ di una certa lunghezza, ma desidero citarne almeno l’inizio e la fine:
Un giorno qualunque, di un turno di servizio qualunque, uno scenario visto e rivisto, l’ennesimo delinquente che inizia a correre. Ma stavolta mi fermo per qualche istante, inizio a pensare, una domanda si fa largo nella mia testa “perché?” Perché inseguirlo? Perché corrergli dietro? Non sarebbe più facile “perderlo di vista”, dire “è riuscito a scappare”? Perché lo facciamo? Inseguirlo comporta tutta una serie di rischi, qualche livido se sei fortunato…, che i tuoi figli crescano solo con la tua foto sul comodino, se non lo sei.
Ma non è tutto, no, perché puoi anche avere la meglio tu, lo speri, però devi stare molto attento, non fargli male, non provarci, non vorrai mica che qualche giornalista o passante con l’immancabile telefonino ti riprenda per poi darti in pasto ai media?
Fermalo, ma moderatamente, con contegno.O davanti al Giudice, insieme a lui, ci finirai anche tu. […]Quindi, detto questo, perché correre? Perché non far finta di non vedere?
Non lo so. Indossare una divisa, rispettarla, è una cosa strana da spiegare, forse è vero, ti nobilita, forse ti spinge sempre a fare la cosa giusta, nonostante tutto. Ogni giorno lotti per un ideale, per un qualcosa che sai essere irreale, ma non per te.
E poi ci sono quelle cose che chi non indossa una divisa non può capire, quelle piccole cose come il sollievo di rientrare a fine turno e vedere che lo hanno fatto anche tutti i colleghi, il restituire anche una semplice borsetta ad una signora anziana che ti abbraccia, i bambini che ti salutano per strada, che ti chiedono di vedere come è fatta la macchina di servizio, che impazziscono se gli regali una spilla e ti dicono “da grande voglio farlo anche io…”, i grazie delle persone, e non intendi quelle frasi piene di ipocrisia, i “grazie, buon lavoro” che ti rifila di tanto in tanto qualcuno a cui hai appena risparmiato un verbale, intendo i grazie sinceri, quelli rari, di qualcuno a cui hai appena salvato qualcosa di importante.
Ed il portare la mano alla visiera per l’ennesimo collega morto in servizio. La rabbia di quel momento mi ha sempre dato una forza inesauribile, la forza di tirare avanti per perseguire un obiettivo che nessuno vede. Tranne te. Al diavolo i pensieri, anche questa volta, si corre.

Forse potrei semplicemente finire qui il mio intervento, dopo aver dato voce ad una delle vostre rarissime eccezioni al tradizionale “Usi ad obbedir tacendo”, un messaggio in bottiglia abbandonato da uno di voi nel Mare Magnum della Rete, ma voglio aggiungere anche una riflessione di un grande italiano, Luigi Pirandello:
È molto più facile essere un eroe che un galantuomo. Eroi si può essere ogni tanto, galantuomini si deve essere sempre”.

Sembra scritta apposta per l’Arma, e per tutte le Forze Armate: “I nostri Carabinieri non soltanto sanno essere Eroi nel momento del bisogno: sono dei Galantuomini, sempre”.

Basti pensare, solo per fare qualche esempio recente, al carabiniere di pattuglia in Toscana che si è calato in pozzo di 8 metri, con mezzi di fortuna, per salvare due bambini che stavano per affogare, oppure ai carabinieri che hanno arrestato, a Vimercate, il killer responsabile degli omicidi al Tribunale di Milano, ancora armato e pericoloso.

Non è infatti per caso che autorità di altre nazioni arrivino a definire i nostri Carabinieri “La migliore polizia del mondo”.

Come non è per caso che i nostri Carabinieri siano sempre più spesso chiamati, su richiesta della comunità internazionale, a svolgere complesse e difficili missioni di addestramento delle forze di sicurezza di entità statuali, ancora fragili e in via di ricostruzione, in varie parti del mondo anche molto lontane, come ad esempio in Palestina, Libano, Somalia, Gibuti, Mali, Afghanistan e tra poco anche in Iraq.
Un unico filo conduttore lega da sempre le mille imprese, piccole e grandi, dei nostri Carabinieri dalla fondazione dell’Arma fino ai giorni nostri, scandite da vicende gloriose, entrate nel cuore e nella memoria di tutto il popolo italiano: dalla carica di Pastrengo alla lotta al brigantaggio, dalle guerre coloniali ai due conflitti mondiali, dalle varie missioni nei Balcani a quelle in Medio Oriente e in Africa, senza mai far venire meno le preziose e capillari attività quotidiane in difesa della vita e dei beni dei cittadini, e a tutela della legalità per tutta la comunità nazionale.
Questo filo conduttore che lega i Carabinieri di due secoli fa a quelli di oggi… è intriso delle stesse motivazioni, del medesimo desiderio di servire il bene comune in silenzio, senza ricercare meriti esclusivi o prevalenti ma solo per l’intima, autentica convinzione di operare per la causa più giusta: la sicurezza delle Istituzioni e la protezione della comunità nazionale.

Certo, come ho avuto modo di ripetere più volte e anche di formalizzare nel recentissimo Libro Bianco, le responsabilità e le missioni che gravano sull’Arma, e più in generale sull’intera Difesa, diventano sempre più articolate e complesse… ma sono assolutamente certa che i Carabinieri, anche dopo oltre due secoli di Storia, sapranno continuare ad essere pilastro insostituibile per la nostra collettività, soprattutto grazie alla loro capacità di trasmettere alle nuove generazioni tutto il proprio patrimonio di conoscenza, di valori, di procedure, di tradizioni, di tecnologia, di sensibilità, di identità….

L’Arma continuerà ad essere riferimento assoluto in termini di garanzia e tutela dell’ordine e della sicurezza:

per la sua capillarità, la sua diffusione e la presenza continua e costante sul territorio e nel tessuto sociale, che non solo permette di contrastare il crimine, ma soprattutto di prevenirlo; 

per la sua diversificazione, grazie ad uno spettro così ampio di capacità e specializzazioni;

per la sua unitarietà, quello spirito identitario che, nonostante la diversificazione di cui parlavo, pervade comunque intimamente questa antica e moderna Istituzione, e che possiamo ricondurre alla sua militarità.

Concludo quindi queste mie brevi considerazioni cercando di riassumere, in poche parole, l’intero patrimonio identitario dell’Arma:

tradizioni;
capillarità;
diversificazione;
unitarietà;
militarità;
servizio alla comunità e alle sue istituzioni.

Nel nostro Paese si sta riaccendendo la speranza: lo leggo negli occhi delle persone che incontro, nei dati positivi dell’occupazione, nel successo dell’EXPO, nell’affetto e nel rispetto sempre crescenti nei confronti delle Forze Armate, nella rinnovata determinazione di tutti coloro che quotidianamente portano avanti il proprio lavoro…

… e nessuno di noi deve permettere che ci siano ancora persone che questa speranza possano farcela perdere: da questo punto di vista, ringrazio voi Carabinieri, come Ministro e come cittadina, per l’opera di pulizia che portate avanti con determinazione e competenza, come testimoniano anche gli ultimi risultati nella lotta alla criminalità conseguiti, proprio in questi giorni, nella Capitale.

Sono risultati che non sarebbero possibili senza un grandissimo impegno, senza una profonda professionalità e, soprattutto, senza il vostro straordinario coraggio morale, sempre e ovunque dimostrato in oltre due secoli di Storia…senza peraltro dimenticare che, come disse il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, in fondo…

Certe cose non si fanno per coraggio, si fanno solo per guardare più serenamente negli occhi i propri figli, e i figli dei nostri figli”.

Viva l’Arma dei Carabinieri, viva le Forze Armate,  viva l’Italia."

Ha fatto seguito la consegna della Medaglia d’Oro ai Benemeriti della cultura e dell’arte alla Bandiera di Guerra dell’Arma dei Carabinieri, nonché delle “Ricompense” ai sottonotati Carabinieri:

  • Medaglia d’Argento al Valore Militare all’App. Sc. Alfredo Venturino, effettivo al Reparto Servizi Magistratura di Napoli: “Con ferma determinazione, esemplare iniziativa ed eccezionale coraggio, libero dal servizio e in abiti civili, non esitava ad affrontare tre rapinatori sorpresi in flagranza all’interno di un esercizio commerciale ove si trovava unitamente alla propria famiglia. Fatto segno a proditoria azione di fuoco, replicava con l’arma in dotazione attingendo mortalmente uno dei malviventi. Con cosciente sprezzo del pericolo, ingaggiava ulteriore conflitto a fuoco con i due complici in fuga, disarmandone uno nel corso di violenta colluttazione. Entrambi i malfattori, riusciti a dileguarsi, venivano successivamente rintracciati e assicurati alla giustizia. Chiaro esempio di elette virtu' militari e altissimo senso del dovere”. Qualiano (NA), 31 maggio 2014;
  • Medaglia d’Oro al Valore dell’Arma dei Carabinieri all’App. Sc. Domenico Peta, effettivo alla Tenenza di Cesano Maderno (MB): “Con ferma determinazione ed esemplare iniziativa, unitamente ad altri militari, non esitava ad affrontare due malviventi armati che, poco prima, avevano commesso una rapina in danno di un ufficio postale, ingaggiando con gli stessi una violentissima colluttazione. Benché ripetutamente colpito alla testa con il calcio di una pistola e sotto la minaccia di un coltello, con sprezzo del pericolo ed eccezionale coraggio, tentava di bloccare i malfattori, venendo proditoriamente attinto a una gamba da un colpo di pistola esploso a distanza ravvicinata. L’intervento si concludeva, al termine di un conflitto a fuoco sostenuto dai commilitoni, con l’arresto di uno dei rapinatori. Chiaro esempio di elette virtù militari e altissimo senso del dovere.” Cogliate (MB), 18 gennaio 2014;
  • Medaglia d’Argento al Valore dell’Arma dei Carabinieri:
  • al Lgt. Nicola Cusmai, Comandante della Stazione di Solaro (MI): “Con ferma determinazione ed esemplare iniziativa, unitamente ad altri militari, non esitava ad affrontare due soggetti armati che, poco prima, avevano commesso una rapina ai danni di un ufficio postale. Fatto segno di proditoria azione di fuoco da parte dei malviventi che, nel tentativo di dileguarsi, avevano ferito gravemente un commilitone, replicava con l’arma in dotazione riuscendo a trarre in arresto uno dei malfattori. Chiaro esempio di elette virtù militari e altissimo senso del dovere.” Cogliate (MB), 18 gennaio 2014;
  • all’App. Sc. Giovanni Pappagallo, effettivo alla Tenenza di Cesano Maderno (MB): “Con ferma determinazione ed esemplare iniziativa, unitamente ad altri militari, non esitava ad affrontare due soggetti armati che, poco prima, avevano commesso una rapina ai danni di un ufficio postale. Fatto segno di proditoria azione di fuoco da parte dei malviventi che, nel tentativo di dileguarsi, avevano ferito gravemente un commilitone, replicava con l’arma in dotazione riuscendo a trarre in arresto uno dei malfattori. Chiaro esempio di elette virtù militari e altissimo senso del dovere.” Cogliate (MB), 18 gennaio 2014;
  • all’App. Sc. Nicola Fallucca, effettivo alla Stazione di Limbiate (MI): “Con ferma determinazione ed esemplare iniziativa, unitamente ad altri militari, non esitava ad affrontare due soggetti armati che, poco prima, avevano commesso una rapina ai danni di un ufficio postale. Fatto segno di proditoria azione di fuoco da parte dei malviventi che, nel tentativo di dileguarsi, avevano ferito gravemente un commilitone, replicava con l’arma in dotazione riuscendo a trarre in arresto uno dei malfattori. Chiaro esempio di elette virtù militari e altissimo senso del dovere.” Cogliate (MB), 18 gennaio 2014;
  • Medaglia d’Argento al Valore dell’Arma dei Carabinieri al Cap. Mauro Epifani, Comandante della Compagnia di Jesi (AN): “Con ferma determinazione ed esemplare iniziativa, non esitava ad affrontare un uomo in evidente stato di alterazione psicofisica che minacciava i passanti con un machete. Benché ferito da proditorio fendente, con eccezionale coraggio e cosciente sprezzo del pericolo, unitamente ad altri militari, riusciva a disarmare e trarre in arresto l’esagitato dopo una violenta colluttazione. Chiaro esempio di elette virtù militari e altissimo senso del dovere.” Jesi (AN), 1° settembre 2014;
  • Medaglia d’Argento al Valore dell’Arma dei Carabinieri al Mar.A.s.UPS Fabio Marco Del Beato e al Brig. Gabriele Di Francesco, effettivi al NORM della Compagnia i Jesi (AN): “Libero dal servizio, con ferma determinazione ed esemplare iniziativa, non esitava ad affrontare un uomo in evidente stato di alterazione psicofisica che minacciava i passanti con un machete. Benché ferito, con eccezionale coraggio e cosciente sprezzo del pericolo, unitamente ad altri militari, riusciva a disarmare e trarre in arresto l’esagitato, dopo una violenta colluttazione. Chiaro esempio di elette virtù militari e altissimo senso del dovere.” Jesi (AN), 1° settembre 2014;
  • Medaglia d’Argento al Valore dell’Arma dei Carabinieri al Brig. (ora Brig. Ca.) Antonio Giovannini, effettivo al NORM della Compagnia di Tuscania (VT): “Libero dal servizio e disarmato, occasionalmente presente all’interno di un esercizio pubblico, con ferma determinazione ed esemplare iniziativa, non esitava ad affrontare un uomo che, impugnando un fucile a canne mozze, in evidente stato di ebbrezza alcolica, era in procinto di far uso dell’arma contro un avventore del locale. Con eccezionale coraggio e cosciente sprezzo del pericolo, il militare si frapponeva prontamente tra il cliente e il malintenzionato, riuscendo a disarmare l’aggressore e, unitamente ad altra persona, ad immobilizzarlo e a trarlo in arresto. Chiaro esempio di elette virtù militari e altissimo senso del dovere.” Tuscania (VT), 17 dicembre 2012;
  • Medaglia d’Argento al Valore dell’Arma dei Carabinieri al Brig. Antonio Carrozzino, effettivo alla Stazione di Licola (NA): “Con eccezionale coraggio ed esemplare iniziativa, libero dal servizio e in uniforme, avvedutosi di un rapinatore armato all’interno di un esercizio commerciale, non esitava ad affrontare il malvivente che, unitamente a un complice, si dava a precipitosa fuga a bordo di uno scooter. Nella circostanza, con ferma determinazione ed elevata professionalità, ingaggiava, senza conseguenze, un conflitto a fuoco con i rapinatori e riusciva, al termine di un concitato inseguimento, a trarre in arresto uno dei malfattori e a fornire determinante contributo per l’identificazione e la successiva cattura del complice. Chiaro esempio di elette virtù militari e altissimo senso del dovere.” Pozzuoli (NA), 1° novembre 2014.

A seguire, come di consueto, ha avuto luogo la consegna del “Premio Annuale” a cinque Comandanti di Stazione. Un riconoscimento carico di significati per l’importante ruolo svolto dalla Stazione Carabinieri,simbolo del legame con il territorio e con le comunità di ogni angolo del Paese. Un rapporto che spesso travalica le problematiche inerenti la sicurezza e la legalità sfociando in testimonianze di solidarietà e di vicinanza riconducibili alle esigenze del vivere quotidiano. Quest’anno sono premiati i seguenti Sottufficiali:

  • Lgt. Gisberto PIERONI, Comandante della Stazione di Lerici (SP);
  • Lgt. Andrea OTERI, Comandante della Stazione di Santa Croce sull’Arno (PI);
  • Lgt. Francesco PARISI, Comandante della Stazione di Cosenza Nord (CS);
  • Lgt. Nicola CIPRIANI, Comandante della Stazione di Pescantina (VR);
  • MAsUPS Carlo DIMARTINO, Comandante della Stazione di Napoli Marianella (NA).

Dopo il deflusso dei Reparti, si è svolto lo Storico Carosello Equestre, eseguito dal 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo per rievocare la gloriosa “Carica di Pastrengo” del 1848. Gli onori finali al Ministro della Difesa hanno chiuso la cerimonia.

L’Arma celebra la propria festa il 5 giugno, giorno in cui, nel 1920, la Bandiera dell'Arma fu insignita della prima Medaglia d'oro al Valor Militare per la partecipazione dei Carabinieri alla Prima guerra mondiale. La motivazione che ha accompagnato la medaglia è la seguente: "Rinnovellò le sue più fiere tradizioni con innumerevoli prove di tenace attaccamento al dovere e di fulgido eroismo, dando validissimo contributo alla radiosa vittoria delle armi d'Italia".

Contestualmente, in ogni Provincia italiana, si sono tenuti numerosi incontri con il personale dipendente durante i quali l’Autorità di vertice ha illustrato il significato dell’evento dopo aver dato lettura del messaggio del Capo dello Stato.