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Partecipazione ad operazioni militari all'estero.

L'Arma dei Carabinieri, in relazione ai propri compiti, partecipa a vari organismi militari interforze o di polizia, nazionali o internazionali, secondo le norme che ne regolano la composizione ed il funzionamento.

Carabiniere del reparto di MP in Eritrea 

Sulla base delle direttive del Capo di Stato Maggiore della Difesa, l'Arma partecipa alle operazioni militari all'estero, comprese le operazioni per il mantenimento ed il ristabilimento della pace e della sicurezza internazionale, al fine, in particolare, di realizzare condizioni di sicurezza ed ordinata convivenza nelle aree d'intervento. Concorre, altresì, ad assicurare il contributo nazionale alle attività promosse dalla comunità internazionale o derivanti da accordi internazionali, volte alla ricostruzione ed al ripristino dell'operatività dei corpi di polizia locali nelle aree di presenza delle Forze Armate, assolvendo compiti di addestramento, consulenza, assistenza e osservazione. In caso di conflitti armati e nel corso delle operazioni di mantenimento e ristabilimento della pace e della sicurezza internazionale, i comandanti dell'Arma, analogamente agli altri comandanti militari, vigilano, in concorso, ove previsto, con gli organismi internazionali competenti, sull'osservanza delle norme di diritto internazionale umanitario.

Tra le numerose operazioni alle quali l'Arma prende parte, sono certamente da annoverare le "Multinational Specialized Unit" (MSU) di SFOR e KFOR, con oltre 600 uomini, i Reparti di MP a seguito della forza multinazionale in Bosnia-Herzegovina, Kosovo ed Albania (SFOR, KFOR e rear KFOR), il contingente impiegato in Etiopia-Eritrea nella Missione UNMEE.

La componente operativa responsabile dell'attuazione delle attività di cooperazione militare internazionale è la 2^ Brigata Mobile, che, attraverso le unità dipendenti, costituisce l'asse portante delle "Multinational Specialized Unit" (M.S.U.), ossia le forze internazionali di polizia, formula ideata dall'Arma nel 1998 con l'impegno in Bosnia Erzegovina. Queste, infatti, sono state costituite con il contributo determinante dei Carabinieri, perché non appena si smette di combattere inizia la pacificazione, lunga, difficile, pericolosa e ci si è resi conto che disporre di personale con formazione militare ed esperienza nel controllo dell'ordine pubblico e nelle attività di polizia è decisivo per il successo della missione.

MSUOggi, le M.S.U. hanno trovato formale previsione nelle pubblicazioni alleate interforze ed il loro modello è stato assunto dall'Unione Europea come riferimento per la costituzione di unità integrate di polizia destinate a fronteggiare gli aspetti civili della gestione delle crisi internazionali. Costituite inizialmente per concorrere con le forze militari in teatro e le forze di polizia locali o delle Nazioni Unite al mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblica, Le M.S.U. hanno acquisito, in breve tempo, i compiti della raccolta informativa e di investigazione criminale, sopperendo così alle carenze delle strutture locali di polizia, e dopo l'11 settembre 2001 anche quelli di cattura di terroristi e criminali di guerra. In sostanza, le M.S.U. sono particolarmente idonee a condurre attività investigative o interventi di polizia, nonché ad esercitare il controllo del territorio ed a fornire assistenza ed addestramento alle forze di polizia locali, com'è stato recentemente richiesto in Bosnia.