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Europol ed Interpol

Europol

Il trattato sull'Unione europea (Maastricht, 7 febbraio 1992) dedica il Titolo VI alle "Disposizioni relative alla cooperazione nei settori della Giustizia e degli Affari Interni - G.A.I.", prevedendo all'art. 29 che la cooperazione di polizia, finalizzata alla prevenzione ed al contrasto contro il terrorismo ed il traffico di droga dovesse essere sviluppata da parte degli Stati membri attraverso lo scambio di informazioni in seno ad un Ufficio europeo di polizia (Europol).

Sulla base di tale disposizione il Consiglio dell'Unione europea, nell'ambito delle competenze fissate dal Trattato di Maastricht relativamente alle materie del Titolo VI, in data 2 giugno 1993 fissava le linee guida dell'European Drugs Unit (EDU) e in data 10 marzo 1995 adottava l'Azione Comune 95/73/GAI, che attribuiva ad EDU compiti di scambio di informazioni tra gli organismi di polizia degli Stati membri e di analisi dei fenomeni criminali di cui all'art. 29 del Trattato, nonché in materia di traffico di materiale radioattivo e di autoveicoli, di immigrazione clandestina e di riciclaggio connesso con le citate attività illecite.
Il 26 luglio 1995, gli Stati membri firmavano la Convenzione Europol che istituiva l'Ufficio europeo di polizia, entrata definitivamente in vigore nel luglio del 1999, a seguito della ratifica da parte di tutti i Paesi aderenti.

Le funzioni di Europol, infine, sono state rafforzate dal nuovo testo del Trattato sull'Unione Europea (Amsterdam, 2 ottobre 1997) che, nel modificare il Titolo VI, conferisce al Consiglio il potere di promuovere la cooperazione internazionale attraverso l'Ufficio europeo di polizia.

Interpol

L'Organizzazione Internazionale di Polizia Criminale (OIPC - Interpol) assume l'attuale configurazione nel 1956, a seguito della formalizzazione della precedente Commissione Internazionale di Polizia Criminale che si riuniva in sessioni annuali, con il compito di:

  • assicurare e sviluppare la più ampia assistenza reciproca tra le Autorità di polizia criminale, nel quadro delle leggi esistenti nei diversi Paesi e nello spirito della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo;
  • costituire e sviluppare ogni tipo di organismo in grado di contribuire efficacemente alla prevenzione ed alla repressione dei reati di diritto comune.

Il funzionamento dell'Organizzazione è regolato dallo Statuto, contenente le norme basilari dell'OIPC, nonché dal Regolamento generale, che riguarda l'applicazione delle disposizioni statutarie.

Interpol sviluppa una cooperazione internazionale che si basa su cinque principi fondamentali:

  • della sovranità nazionale (art. 2 dello Statuto), secondo il quale ogni attività eseguita su richiesta di un Paese deve essere svolta nel rispetto della legislazione nazionale dello Stato richiesto. Ciò significa che la Polizia di uno Stato può non aderire alla richiesta se l'atto non previsto dalla normativa nazionale;
  • del diritto comune (artt. 2 e 3 dello Statuto), in base al quale viene esclusa la cooperazione per quei reati che sono previsti esclusivamente in un ordinamento giuridico nazionale, ovvero abbiano carattere politico, religioso, razziale o militare;
  • della universalità, per il quale la cooperazione viene attivata per il solo fatto che i due Stati aderiscono a OIPC;
  • del carattere funzionale della cooperazione, che consente di dare luogo alla cooperazione a prescindere dalla collocazione amministrativa dell'organo richiedente;
  • della strutturazione senza formalismi, per effetto del quale Interpol agisce senza la necessità di adottare provvedimenti o di redigere atti formali.

Come si vede, lo Statuto intende conferire all'attività dell'OIPC la maggiore flessibilità ed estensione possibile, improntando tale tipo di cooperazione alla massima snellezza burocratica funzionalità rispetto all'obiettivo che essa si prefigge, cioè quello di agevolare l'attività al di fuori dei confini nazionali degli organismi che svolgono servizio di polizia.

Interpol si articola su una struttura centrale con sede a Lione (Francia) ed una struttura periferica. Quest’ultima è rappresentata dagli Uffici Centrali Nazionali. In Italia tale unità è collocata in seno al Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, posto alle dipendenze della Direzione Centrale della Polizia Criminale. La 2^ e la 3^ Divisione del citato servizio sono appunto le strutture italiane di Interpol. Queste ultime, come l'intero Servizio, sono a composizione interforze, per cui l'Arma vi destina propri Ufficiali.