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Riepilogo dell'attività operativa dell'Arma nel 2012

La sicurezza è oggi, più che mai, il prodotto di un sistema integrato di azioni attesa la continua evoluzione del quadro della minaccia, direttamente connessa con le dinamiche dei mutamenti economici e sociali in atto.
A fronte infatti di un articolato e complesso mosaico di rischi è necessario l'intervento di molteplici componenti operative, in grado di incidere con la dovuta efficacia su ogni specifico settore e, nel contempo, di interagire tra loro con immediatezza e continuità, garantendo all'offerta di sicurezza la necessaria trasversalità e flessibilità.
In tale contesto si inquadra l'attività dell'Arma, il cui perno è rappresentato dall'organizzazione territoriale, che, con le sue 4.614 Stazioni Carabinieri e 57 Tenenze, aderisce con piena funzionalità al vasto reticolo degli 8.092 Comuni italiani, rappresentando, per la maggior parte di essi, l'unico presidio di polizia.
Si tratta di Reparti, tra le più concrete e immediate espressioni della vicinanza dello Stato al cittadino, che svolgono, nella grande città come nel piccolo centro, un non facile ruolo di rassicurazione, solidarietà e protezione, contribuendo al rafforzamento dell'unità e della coesione sociale.
I risultati conseguiti da questi Comandi nell'anno appena trascorso testimoniano la loro valenza operativa. Le sole Stazioni hanno segnalato all'Autorità giudiziaria 322.629 persone e ne hanno tratte in arresto 48.225, pari ad oltre il 75% dell'attività di tutta l'Arma (409.263 persone denunciate e 81.892 arrestate).
L'attività di controllo del territorio, fondata proprio sulla capillare distribuzione in ambito nazionale di Tenenze e Stazioni, si è estrinsecata in oltre 4.500.000 servizi, nel corso dei quali si è proceduto all'identificazione di 19.003.791 persone e al controllo di 14.467.589 veicoli. L'azione di questi presidi, i quali garantiscono il contatto quotidiano con la realtà degli ambiti territoriali di competenza e con le problematiche della popolazione, è ulteriormente qualificata dai 130.805 servizi svolti dal "Carabiniere di quartiere", che opera in 810 quartieri di tutti i 103 capoluoghi di provincia e di altre 116 maggiori città.
Un apporto determinante nel settore preventivo è altresì offerto dai Nuclei Radiomobili che hanno effettuato oltre 202.000 interventi, nonché tratto in arresto 22.221 persone. L'efficacia del dispositivo è accresciuta dall' attività di coordinamento delle pattuglie svolta dalle Centrali Operative attestate presso i Comandi Provinciali e le Compagnie, che, attraverso il "112" - individuato quale Numero Unico di Emergenza Europeo - hanno assicurato la risposta alle oltre 5 milioni di richieste pervenute dai cittadini.
Tale dispositivo di controllo del territorio è stato rinforzato con l'impiego medio giornaliero di 300 militari in forza alle Compagnie di Intervento Operativo (C.I.O.), il quale, in varie località del territorio nazionale, ha consentito di garantire una risposta immediata ad esigenze emergenti a sostegno dell'azione preventiva e di contrasto dei comandi territoriali alla criminalità comune e organizzata. Accanto all' attività di prevenzione generale, l'Arma pone da sempre una particolare attenzione alla sicurezza sulle strade, riferita agli oltre 648.000 Km di viabilità ordinaria urbana e extraurbana ove l'Istituzione, in ragione della propria capillarità territoriale, svolge una rilevante funzione di controllo. Nel 2012, i servizi dedicati alla vigilanza stradale hanno richiesto l'impiego di oltre 4.450.000 pattuglie che hanno accertato circa 948.912 infrazioni al Codice della Strada. Sul piano dell'infortunistica, sono stati invece rilevati oltre 23.000 incidenti, che hanno causato il decesso di 989 persone e il ferimento di altre Il.790. Nello specifico settore l'attività non si è limitata ai soli aspetti repressivi, ma anche alla diffusione della "cultura della legalità" tra i giovani, con la partecipazione ad attività didattiche in materia di educazione alla circolazione stradale.
Il controllo del territorio ha altresì beneficiato delle competenze di 21 Nuclei cinofili (che complessivamente hanno svolto 6.624 servizi: dall'intervento in caso di calamità naturali, alla ricerca di persone scomparse e di stupefacenti, alla individuazione di ordigni), dei tiratori scelti e degli artificieri antisabotaggio in occasione di grandi eventi, delle 2.079 pattuglie del Reggimento Carabinieri a Cavallo nelle aree verdi urbane e nei boschi, e degli Squadroni Eliportati "Cacciatori" Calabria e Sardegna, estremamente utili in ambienti naturali impervi, come le zone montuose della Sila e della Barbagia. Nel 2012 i "Cacciatori" hanno svolto complessivamente 5.572 servizi, nel corso dei quali sono state tratte in arresto 220 persone. Anche nei cieli e nelle acque interne l'impegno dell'Arma è stato costante, come testimoniano le oltre 3429 missioni di volo operative svolte dagli elicotteri dei 15 Nuclei presenti sul territorio nazionale e le 84.132 ore di navigazione delle motovedette in dotazione, che hanno consentito, tra l'altro, il soccorso di 257 imbarcazioni e di 3.206 persone in difficoltà. Di non minore importanza il contributo fornito dai Carabinieri della "montagna" e dai subacquei. Nel 2012, sciatori e rocciatori hanno assicurato 19.085 servizi, mentre i subacquei hanno effettuato 692 interventi di soccorso e di polizia giudiziaria.
Di assoluto rilievo è stato anche l'impegno nel settore dell'ordine pubblico. In tale quadro, l'attività dell'Arma si è sviluppata con impegno costante nei riguardi di fenomeni eterogenei, dalle manifestazioni di piazza a quelle sportive, per garantire un'adeguata cornice di sicurezza, fornendo rinforzi per servizi di ordine pubblico, tratti dai Battaglioni, per 200.135 unità (con una media giornaliera pari a 548), alle quali si sono affiancati ulteriori 214.146 militari impiegati per servizi connessi aesigenze specifiche, quali la vigilanza a obiettivi sensibili o eventi eccezionali.
Il dato, comunque, non evidenzia in modo esauriente l'impegno complessivo dell'Istituzione nello specifico settore, ove si consideri che particolarmente significativo è il numero dei servizi di ordine pubblico svolti dai reparti territoriali in provincia, dove l'Arma opera in modo prevalente al comando dei propri Ufficiali e Marescialli. Nel decorso anno sono stati complessivamente impiegati 429.081 carabinieri dell'Organizzazione Territoriale (con una media giornaliera di 1.175 militari).
Con riferimento all'attività di contrasto, nel 2012 i Carabinieri hanno perseguito 2.060.238 reati, pari al 72% di tutte le Forze di Polizia, deferendo in stato di libertà all' Autorità Giudiziaria complessivamente 409.263 persone e traendo in arresto 81.892 soggetti, di cui 53.513 in flagranza di reato.
Sul versante della lotta alla criminalità organizzata l'Arma ha posto rilevanza strategica alle attività investigative volte prioritariamente alla disarticolazione delle organizzazioni criminali, allo "spossessamento" dei patrimoni illeciti e alla cattura dei latitanti. Lungo queste direttrici si è sviluppata la risposta operativa, assicurata dal Raggruppamento Operativo Speciale (R.O.S.) in stretta sinergia con i Comandi territoriali che, nel 2012, ha portato alla cattura di 9 latitanti di massima pericolosità, all' arresto di 733 soggetti per associazione mafiosa, nonché al sequestro e alla confisca di beni per un valore complessivo, rispettivamente, di oltre 621 M€ e di 260 M€.
Analogamente incisivi sono stati gli interventi sviluppati per contrastare l'eversione interna ed il terrorismo internazionale, come attestato dai 42 arresti eseguiti, nel medesimo arco temporale, nei confronti sia di esponenti delle varie formazioni di matrice anarco-insurrezionalista, sia di aderenti ad organizzazioni terroristiche straniere. In tale ambito, infatti, si inquadrano anche le risultanze delle attività investigative delegate al R.O.S. sugli attentati contro i contingenti militari nazionali dispiegati in Teatri Operativi Esteri, sui sequestri e sugli omicidi di connazionali commessi nelle aree di crisi, nonché sugli atti di pirateria verificatisi nell'Oceano Indiano, questi ultimi con finalità di estorsione per finanziare organizzazioni qaidiste.
È in questo quadro di minaccia che si inserisce l'obiettivo istituzionale del potenziamento dell'azione investigativa conseguito attraverso il rafforzamento dei cinque Reparti anticrimine del ROS e l'istituzione delle Sezioni "Misure di prevenzione" nei Nuclei Investigativi di tutti i Comandi Provinciali in sede di DDA. Alla stessa logica si ispira la recentissima istituzione, in seno al ROS, del "Reparto Crimini Violenti", destinato ad accrescere e qualificare le capacità investigative in occasione di delitti particolarmente efferati e complessi, che suscitano 1'allarme della collettività e determinano comprensibili aspettative di rapida e positiva conclusione delle indagini.
Il compito di assicurare agli investigatori tradizionali il massimo contributo da parte delle scienze forensi è assegnato invece agli specialisti del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche (Ra.C.I.S.), dei 4 Reparti Investigazioni Scientifiche (R.I.S.) di Roma, Parma, Messina e Cagliari e delle Sezioni Investigazioni Scientifiche (S.I.S.), inquadrate nei principali Comandi provinciali, che, nel 2012, hanno portato a termine, complessivamente, 19.128 accertamenti.
Il panorama degli assetti istituzionali devoluti al contrasto degli illeciti è completato dai reparti speciali che operano, nel quadro della ripartizione dei comparti di specialità tra le Forze di Polizia, in stretto rapporto con le unità territoriali, a salvaguardia degli interessi primari della collettività direttamente riconducibili alla qualità della vita.
L'Arma ha svolto un'attività altamente qualificata nei comparti di specifica competenza, come dimostrano le quasi 58.000 ispezioni effettuate dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, con l'accertamento di quasi 35.000 infrazioni e l'arresto di 177 persone. Sono analogamente considerevoli i risultati conseguiti dal Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale, che è riuscito a recuperare oltre 141.000 opere d'arte nell'ambito degli oltre 178.000 controlli eseguiti. Di pregio è anche l'attività condotta dal Comando per la Tutela dell'Ambiente che nell'anno trascorso ha compiuto 2.742 controlli, traendo in arresto 49 persone e deferendone ulteriori 1.779. Il quadro è completato dall'azione svolta dai Nuclei Ispettorato del Lavoro non soltanto per verificare 1'osservanza della normativa antinfortunistica e previdenziale, ma anche per arginare i fenomeni del lavoro nero e dell'impiego di manodopera clandestina. Analoga attività ispettiva è stata condotta dal Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari per contrastare il fenomeno delle truffe ai danni dell'Unione Europea, nonché per tutelare i consumatori mediante verifiche sul ciclo di produzione in agricoltura e sulla genuinità dei prodotti immessi sul mercato. Nell' altrettanto delicato settore della prevenzione e del contrasto al falso nummario, il Comando Carabinieri Antifalsificazione Monetaria ha arrestato 497 persone e deferito altre 584, sequestrando, tra l'altro, banconote, assegni e valori bollati falsificati per un ammontare complessivo di oltre 1.880.000 euro, nonché monete contraffatte per 1.985 euro.
In un momento segnato da particolari difficoltà congiunturali, l'obiettivo di continuare a garantire sicurezza ed efficienza con la massima economicità è stato perseguito investendo prioritariamente sulla riconfigurazione del dispositivo, con particolare riguardo alle strutture logistiche, amministrative e di comando, nonché con il ricorso a sofisticati strumenti elettronici, che hanno agevolato l'attività di gestione, e una serie di interventi finalizzati ad elevare la qualità della formazione mediante nuovi modelli addestrativi. Tra le iniziative finalizzate al conseguimento di più elevati standard di professionalità, assume una particolare rilevanza l'Istituto Superiore di Tecniche Investigative, che dal 2008 provvede alla specializzazione degli ufficiali di polizia giudiziaria, abilitati alla conduzione delle investigazioni più complesse e all'uso dei più sofisticati strumenti tecnologici oggi disponibili. Nel 2012, in particolare, sono stati specializzati oltre 600 ufficiali di polizia giudiziaria impegnati in prima linea nella lotta alla criminalità.
Nella stessa direzione muove l'attività addestrativa svolta dalla Sezione Atti Persecutori del Ra.C.I.S., costituita nel 2009 e orientata a sviluppare le capacità investigative sull'odioso, ma quanto mai attuale fenomeno dello "stalking", evidenziando l'attenzione che da sempre l'Arma rivolge ai soggetti più vulnerabili.
La "prossimità" come strategia di sicurezza comprende anche iniziative orientate a favorire un consolidamento diffuso della cultura della legalità: un'opera di educazione, condotta in stretta sinergia con le istituzioni scolastiche, rivolta ai giovani affinché questi apprezzino il valore delle norme quali necessari strumenti regolatori della vita collettiva. A livello periferico, i reparti dei carabinieri, grazie alla loro capillarità, si propongono quale diretto punto di riferimento dei responsabili degli istituti scolastici e i Comandanti avvicinano direttamente i giovani nelle scuole, con l'obiettivo di favorire, attraverso la conoscenza dell'Istituzione, l'accettazione e la pratica del valore della legalità.
L'impegno dell'Arma è stato rilevante anche all'estero, ove 1.049 carabinieri sono stati impiegati in operazioni di sostegno della pace in vari teatri operativi, dal Kosovo alla Cisgiordania, dall'Afghanistan al Libano, dalla Libia a Cipro, fino alla Georgia e al Niger, e 461 carabinieri hanno assicurato la tutela di 129 sedi diplomatiche italiane.
L'abnegazione e il coraggio di tutti i Carabinieri trovano speciale riscontro nell'alto contributo di sangue pagato nel 2012: 4 carabinieri caduti in servizio e 454 feriti gravemente nel corso del servizio.