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Le Aree di Operazioni, la Sicurezza delle Sedi Diplomatiche e la Cooperazione Internazionale

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Una immagine dal libro Arma dei CarabinieriL'Arma è presente sullo scenario internazionale dal 1897, data del suo esordio a Creta. Un impegno che si è andato rafforzando nel tempo e che oggi la vede protagonista nei più importanti Teatri Operativi al fianco delle altre Forze armate, per garantire legalità e sicurezza a popolazioni bisognose di stabilità.

L'elemento chiave del successo unanime che il "modello Carabinieri" ha riscosso nel mondo ha un nome: M.S.U. (Multinational Specialized Unit). Si tratta di un assetto nato da un'idea originale dell'Arma che, nella sua duplice veste di forza "militare" e "di polizia", è in grado di svolgere compiti operativi d'imposizione dell'ordine e della sicurezza pubblica in aree destabilizzate e di assistenza per la ricostruzione e il funzionamento delle istituzioni locali.

L'M.S.U., ormai, è una realtà d'eccellenza nel panorama dell'Alleanza Atlantica e un modello di riferimento per l'Unione europea e le Nazioni Unite, che hanno sviluppato gli strumenti dell'Unità Integrata di Polizia (Integrated Police Unit – IPU) e dell'Unità Formata di Polizia (Formed Police Unit – FPU) proprio partendo dalla M.S.U., dalla sua organizzazione e dalle capacità tipiche che è in grado di esprimere.

I Balcani sono stati il teatro operativo che, alla fine del secolo scorso, ha visto nascere e svilupparsi il peacekeeping svolto dai Carabinieri con lo schieramento, in ambito NATO, dei primi due Reggimenti M.S.U. in Bosnia e in Kosovo, dove l'Arma è tuttora presente con assetti diversi. In Bosnia, con personale inquadrato nella Forza di Gendarmeria Europea, in Kosovo, invece, tanto con un Reggimento M.S.U. per il mantenimento dell'ordine e la tutela delle minoranze, quanto, nell'ambito della missione dell'Unione europea  "EULEX", con un altro contingente di Carabinieri.

La tendenza più recente delle missioni di pace va verso il processo di ricostruzione delle istituzioni e in questo senso si è evoluto anche l'impegno operativo dell'Istituzione.

Una componente dell'Arma opera in Iraq, a Baghdad, nell'ambito della "NATO Training Mission-Iraq" per la formazione della Gendarmeria irachena, la Iraqi Federal Police, proseguendo in quella funzione di sviluppo delle capacità delle forze di sicurezza locali che era già stata iniziata dalla M.S.U. nell'operazione "Antica Babilonia".

In Afghanistan, dal luglio del 2007, i Carabinieri partecipano alla missione dell'Unione europea "EUPOL Afghanistan", per l'addestramento dell'Afghan Uniformed Police e, da novembre 2009, alla "NATO Training Mission – Afghanistan", per la formazione dell'Afghan National Civil Order Police (A.N.C.O.P.). In virtù dell'importante ruolo svolto in quel teatro, è stata affidata a un Ufficiale Generale dell'Arma la guida della componente addestrativa delle forze di polizia.

La presenza dell'Arma si spinge fino nel cuore dell'Africa nera, come nel caso della Repubblica Democratica del Congo, dove i Carabinieri addestrano la polizia locale, nell'ambito della missione europea "EUPOL".

In Medio Oriente, i Carabinieri partecipano alla missione "TIPH" (Temporary International Presence in Hebron), per supervisionare l'accordo di pace arabo-israeliano siglato nel settembre 1995, e a quella "EUBAM" (European Union Border Assistance Mission), con compiti di assistenza e monitoraggio a favore della polizia di frontiera palestinese al valico di confine di Rafah nella Striscia di Gaza. Inoltre, l'Arma è impegnata con funzioni di monitoraggio a Cipro, nella missione "UNFICYP" (United Nations Peacekeeping Force in Cyprus), e in Georgia nella "EUMM" (European Union Monitoring Mission).

A seguito del sisma che ha colpito Haiti e aderendo a una specifica richiesta delle Nazioni Unite, l'Arma ha partecipato, da gennaio a dicembre 2010, alla missione sotto egida ONU in quell'isola (MINUSTAH) schierando, nel mese di maggio, una Formed Police Unit (FPU) su 120 unità per l'assolvimento di compiti di ordine pubblico in supporto alla polizia locale e a quella delle Nazioni Unite. Il personale ha vestito i colori della Forza di Gendarmeria Europea (EGF).

L'impegno dei Carabinieri fuori confine comprende anche la tutela delle rappresentanze diplomatiche italiane nei cinque continenti, garantita dal Comando Carabinieri Ministero Affari Esteri. Un lavoro non facile, che richiede a quei Carabinieri non solo la perfetta conoscenza delle lingue, ma anche la capacità di valutare e verificare, d'intesa con l'Unità di Crisi del Ministero Affari Esteri, le situazioni critiche che, specie nelle aree più turbolente del globo, possono verificarsi in qualsiasi momento.