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La Stazione Carabinieri il Comandante di Stazione e il Carabiniere di Quartiere

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Una immagine dal libro Arma dei CarabinieriL'Italia è un Paese dalla forte caratterizzazione territoriale, in cui le dinamiche sociali si manifestano e sono percepite in modo diverso da comunità a comunità. In questa dimensione, il modello organizzativo dell’Arma, che ha il suo irrinunciabile fondamento nelle Stazioni Carabinieri e nella loro diffusione molecolare, esalta la tradizionale capacità dell’Istituzione di “leggere” il territorio, interpretarne le esigenze e le aspettative, per adottare provvedimenti aderenti e tempestivi.

E’ proprio la capacità di stabilire una singolare, intensa e ineguagliata relazione con il territorio e le sue comunità la cifra distintiva delle Stazioni Carabinieri, pedine essenziali del controllo del territorio e fonti di “rassicurazione sociale” per le collettività.

Questo modello, nato con l’Arma stessa, mostra, oggi più che mai, una grande vitalità: lo testimoniano i lusinghieri risultati conseguiti annualmente.

Autentici protagonisti della relazione privilegiata con la popolazione sono i Comandanti di Stazione, ai quali il cittadino si rivolge con la consapevolezza di trovare sempre risposte concrete, premurose e sollecite non solo alle proprie istanze di sicurezza ma anche alle esigenze legate ai problemi della quotidianità. Ne sono interpreti altrettanto efficaci i Carabinieri di quartiere che operano in tutti i capoluoghi di provincia e in numerosi altri centri urbani.

Pienamente inseriti nelle comunità locali, i Carabinieri di quartiere assolvono una missione specifica: ascoltare, suggerire, rassicurare, con l’obiettivo di stimolare la fiducia e la collaborazione dei cittadini. Attraverso la conoscenza dell’ambiente urbano e delle abitudini sociali, il particolare servizio intende così soddisfare la domanda di sicurezza nel luogo dove si forma, appunto il quartiere, dove si svolgono le ordinarie occupazioni della vita di tutti i giorni. Il Carabiniere di quartiere diviene così un efficace strumento di "prevenzione avanzata", il quale però non abbandona un orientamento operativo, finalizzato al contrasto dei reati di strada e dei principali fenomeni di disordine urbano.