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L'Arma multietnica

Carabiniere figlia di genitori immigratiInfluenzata dai flussi migratori e dalla globalizzazione, la società evolve sempre più verso un modello multietnico. Anche l’Arma, che della società è specchio fedele, segue questo percorso di integrazione, confermandosi un’Istituzione al passo con i tempi, attenta ai mutamenti che interessano la collettività e capace di “cambiare pelle”. Sempre però restando se stessa, saldamente ancorata ai valori che la caratterizzano, con una sola missione: servire di più e meglio le comunità affidatele, anche con l’apporto di Carabinieri “nuovi cittadini”, originari di Paesi lontani e di etnie diverse.

Chi si trovasse a risalire per le valli lombarde potrebbe quindi imbattersi in un giovane Carabiniere dagli inconfondibili tratti asiatici, figlio di artigiani provenienti dalla Repubblica Popolare Cinese. E ancora, il turista rapito dalla bellezza di Piazza San Marco a Venezia potrebbe incrociare lo sguardo di una giovane donna Carabiniere di origini ucraine che vigila discreta fra le calli, quasi a confermare la vocazione di ponte fra oriente e occidente dell’antica Repubblica Marinara. Da est a ovest, a Torino, città dove il numero di cittadini extracomunitari è molto consistente, non sorprende la presenza del militare di origine brasiliana che sfreccia sulla “gazzella” per le vie del centro, o di quello, di avi dominicani, che pattuglia le strade di San Salvario.

Carabiniere figlio di genitori immigratiQuesti Carabinieri, oltre a incarnare un edificante modello d’integrazione di cui l’Istituzione va fiera, costituiscono anche una preziosa risorsa operativa, tanto per la conoscenza delle lingue, quanto per la possibilità di svolgere indagini su organizzazioni criminali di matrice etnica. Da un lato, infatti, essi possono contribuire ad alimentare i “Centri Operativi di Risposta” (C.O.R.) e i “Nuclei Ricezione Denunce” in lingua straniera (N.R.D.) di cui l’Arma si è dotata nei Comandi provinciali competenti su luoghi a maggiore vocazione turistica, per rispondere in modo sempre più aderente alle diverse esigenze provenienti dal territorio. Dall’altro, costituiscono uno strumento efficace per penetrare una criminalità connotata etnicamente e sempre più attiva in particolari settori quali la tratta di esseri umani, il traffico di stupefacenti e, recentemente, anche quello di rifiuti speciali favorendone lo smaltimento nei Paesi di provenienza.

Carabinieri di origini diverse possono offrire la possibilità di meglio interpretare dinamiche interne, idioma e logiche delinquenziali, ma anche, più semplicemente, contribuire a rafforzare, in specifiche realtà locali, il legame con le comunità, caratteristica e punto di forza dell’identità istituzionale. E’ il caso di un Carabiniere, sbarcato bambino quasi vent’anni fa sulle coste pugliesi proveniente dall’Albania, che oggi veste l’uniforme in Sicilia, presso una Stazione nel cui territorio vive una folta e laboriosa comunità schipetara. Essi, inoltre, offrono all’Arma l’opportunità di avvicinare in modo nuovo le sacche di marginalità alimentate dall’immigrazione clandestina nelle grandi città come nei centri più piccoli, diventando veri e propri “sensori sociali” in grado di percepire con maggiore facilità tensioni, interazioni culturali ed esigenze particolari, proponendosi anche come superficie di contatto privilegiata.

L’interesse dei “nuovi cittadini” per l’Arma non nasce solo dal “fascino della divisa”. Esso affonda le proprie radici anche nella secolare attitudine dell’Istituzione a ergersi in difesa dei più deboli, vocazione alla quale non possono restare insensibili giovani che, almeno in qualche momento della loro vita, hanno vissuto la condizione di vulnerabilità propria di coloro i quali crescono lontano dalla loro terra d’origine. E proprio in Paesi lontani l’Arma, impegnata in operazioni di mantenimento della pace, si è fatta apprezzare per la sua capacità di stare fra la gente, di intercettarne i bisogni e le aspirazioni, proponendosi alle popolazioni locali, come in Patria, quale sicuro punto di riferimento per esigenze non solo di sicurezza.