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Le Investigazioni Scientifiche

Un operatore del Ra.C.I.S. analizza un repertoCarabinieri con il camice bianco, rigorosi specialisti dediti alla ricerca delle più minuscole tracce del reato. Non stiamo parlando di C.S.I., ma dei R.I.S.: i Carabinieri delle investigazioni scientifiche, quelli che utilizzano le più sofisticate tecnologie per l’esaltazione di impronte digitali, tracce ematiche e sostanze biologiche latenti, che effettuano comparazioni balistiche, dattiloscopiche e foniche, che eseguono esami per risalire alla natura del materiale esplodente e che procedono alla comparazione del DNA, che seguono le metodologie più all’avanguardia per decifrare le tracce informatiche nel mondo virtuale. In televisione sembra tutto molto facile, ma nella realtà è più difficile: il loro è un paziente lavoro di analisi e precisione per ricostruire le condotte delittuose, identificare gli autori dei reati o escludere responsabilità.

Il Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche (Ra.C.I.S.) opera con quattro reparti posti alle dirette dipendenze – i R.I.S. di Roma, Messina, Parma e Cagliari – e 29 Sezioni, inserite nei principali Comandi provinciali, garantendo indagini tecniche su tutto il territorio a richiesta dell’Autorità Giudiziaria o dei reparti investigativi dell’Arma: oltre 20.000 nel 2008.
Ma l’investigazione scientifica è anche studio, con metodo scientifico, dei fenomeni criminali, dalle cause che li hanno determinati alle modalità dell’azione, alle caratteristiche degli autori e delle vittime. Questo è il compito del Reparto Analisi Criminologiche del Ra.C.I.S., di cui fa parte la neo istituita Sezione “Atti persecutori” che, insieme agli esperti del Dipartimento per le Pari Opportunità, sviluppa studi e ricerche sul fenomeno degli atti persecutori e delle manifestazioni di violenza e di vessazione verso le vittime vulnerabili, per poi delineare strategie di prevenzione e di contrasto aggiornate ed efficaci.