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RISERVA NATURALE BIOGENETICA SAN CATALDO

 
Regione: Puglia
Provincia: Lecce
Comune: Lecce, Vernole
 

N° elenco ufficiale aree protette del 24/07/2003: 131
Provvedimento di istituzione: decreto Ministero Agricoltura e Foreste 13 luglio 1977
Altre classificazioni: riserva biogenetica
Proprietà: Demanio dello Stato

Altitudine: 0 m s.l.m.
Estensione: 28 ha

Organo di Gestione:
Reparto Carabinieri Biodiversità di Martina Franca (TA)
Via Alcide de Gasperi, n.3
Tel 080/4306471  Fax 080/4833156

 

    Descrizione e cenni storici
    La Riserva Naturale Biogenetica di San Cataldo, istituita con Decreto del Ministro per l'agricoltura e le foreste del 13 luglio 1977,  è ubicata lungo il litorale adriatico ricadente nei Comuni di Lecce e Vernole, ha una estensione di 28 ettari.
    Il bosco, costituito prevalentamente da pini ed eucalipti, risale agli inizi del '900, quando, per debellare la malaria che infestava le zone paludose estese per buona parte del litorale salentino, in concomitanza con i lavori di bonifica furono effettuati estesi impianti con specie a rapido accrescimento, quali appunto il pino d'aleppo e l'eucalipto.
    L'esposizione del bosco, caratterizzata dalla vicinanza del mare accompagnata dai forti venti di tramontana e scirocco, il basso impatto antropico dovuto all'istituzione dell'area protetta nonchè una serie di incendi verificatisi agli inizi degli anni '80,  hanno diversificato l'aspetto della Riserva che, oggi, si presenta come un'area in cui poter scoprire habitat molto differenti tra loro:
    dalla pineta artificiale piantata dall'uomo a quella naturale nata spontaneamente dopo gli incendi, dalla macchia mediterranea con prevalenza di corbezzolo, lentisco e mirto che lentamente   riconquista il sottobosco della pineta, agli specchi d'acqua palustri prova della massiva opera di bonifica effettuata dall'uomo, dal fresco bosco ad alto fusto di quercia della specie quercus ilex (leccio)  agli estesi popolamenti di eucalipto.
     
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    Flora 
    Dal punto di vista forestale, oltre alla fustaia rappresentata da Pino d'Aleppo ed Eucalyptus  messa a dimora con le prime bonifiche degli anni '30, la Riserva presenta un sottobosco di sclerofille sempreverdi tipiche degli ambienti mediterranei formate da leccio, lentisco, mirto, fillirea, corbezzolo e alaterno; ed ancora di specie lianose e rampicanti quali la robbia selvatica , l'asparago pungente , l'edera , smilacee, la rosa selvatica, la lonicera,etc...
    Una nota a parte merita una specie lianosa censita in questi ultimi anni all'interno della Riserva  dal personale del CFS: laperiploca greca,considerata specie relitta e per questo motivo inserita nella Lista Rossa Nazionale delle piante in pericolo di estinzione.  Oggi, esemplari della pianta sono presenti in poche regioni italiane, in Puglia è stat individuata unicamente nel Salento presso il lago Alimini di Otranto, nel Bosco e Paludi di Rauccio di Lecce  e nella Riserva Naturale dello Stato "Le Cesine".
    Le depressioni palustri sono invece dominate da cannuccia di palude (Phragmytes australis) e  falasco (Cladium mariscus), oltre alla presenza di alberi di tamerice ed acacie.
    Lungo i confini della pineta e del sottobosco di macchia mediterranea,  trovano posto habitat prativi  in cui crescono le orchidee spontanee,una flora quest'ultima che con i suoi endemismi e peculiarità caratterizza la cosiddetta "Regione Floristica Salentina". Diverse le specie censite all'interno della Riserva tra le quali si segnalano il Limodorum abortivum, Serapias lingua o lingua di gallina,Ophrys bombyliflora, tenthredinifera e lutea subsp.minor oltre all'ophrys apulica,specie endemica della Puglia.
     

    Fauna
    La diversificazione degli habitat presenti all'interno della Riserva si rispecchia anche nella fauna che la popola: le specie che possiamo incontrare all'interno del bosco sono rappresentate da volpi, ricci, tassi e donnole;  ricca  la presenza di rettili, quali il cervone,il biacco, ed il bellissimo e raro colubro leopardino; la prossimità al mare e la falda freatica estremamente superficiale consentono, dopo le piogge della stagione invernale,  la formazione di lembi residuali della vecchia palude, habitat  ideale per anfibi e rettili come la biscia d'acqua, la testuggine palustre, i rospi bufo bufo e smeraldino ed infine le rane e le raganelle che trovano le condizioni favorevoli per la riproduzione. Da osservare inoltre, che durante i flussi migratori qui trovano riposo diverse specie di uccelli quali l'airone rosso e cenerino, il germano reale, l'alzavola e la folaga. Numerosi i rapaci notturni presenti nell'area specialmente durante la primavera/estate, in particolare l'Assiolo, piccolo rapace notturno, che al crepuscolo incomincia a far sentire il suo ritmato richiamo notturno.

    Itinerari e Punti di Interesse
    Punto di partenza: Posto Fisso Carabinieri  - Viale A.Vespucci, 13 - San Cataldo (Le)
    Orari di apertura: 10-16 previa prenotazione al numero 0832.650009
    Coordinate: 40.386255 N - 18.303664 E
     
    PERCORSO DELLA PALUDE
     
    DIFFICOLTÀ: bassa
    LUNGHEZZA: 950 mt
    TEMPO RICHIESTO: 1h 30m
    DISLIVELLO: assente
     
    Il percorso si snoda attraverso i vari habitat che compongono la Riserva, partendo dalla pineta impiantata a seguito della bonifica, passando attraverso la macchia mediterranea e la lecceta ed arrivando in prossimità della palude.
    Sarà quindi possibile osservare le dinamiche che caratterizzano i diversi habitat analizzando, nel contempo, gli aspetti legati alla biodiversità vegetale presente nella Riserva. 
     
    PERCORSO DELLE ORCHIDEE
     
    DIFFICOLTÀ: bassa
    LUNGHEZZA: 850 mt
    TEMPO DI RICHIESTO: 1h 30 m
    DISLIVELLO: assente
     
    Il percorso, che riprende parte del sentiero della palude, lambisce dei prati ove, a partire da Marzo fino a Luglio inoltrato, fioriscono molteplici specie di orchidee spontanee. L'itinerario permette di osservare e riconoscere, oltre alle diverse specie di orchidee presenti nel territorio Salentino, anche la loro biologia come, ad esempio, le singolari modalità di riproduzione.
    Data la notevole fragilità di tali specie, la visita è consentita a gruppi di massimo 8 persone. 
     

    PERCORSO DELLE GHIANDE
     
    DIFFICOLTÀ: bassa
    LUNGHEZZA: 1200 mt
    TEMPO RICHIESTO: 2 h
    DISLIVELLO: assente
     
    L'attività, effettuabile da Novembre a Marzo, si articola in due fasi: dopo aver attraversato boschi differenti tra loro come la pineta, la lecceta d'alto fusto e la macchia mediterranea, i visitatori raggiungeranno un'area attrezzata ove contribuiranno alla realizzazione di un piccolo vivaio, piantando in vaso semi di essenze autoctone. Successivamente si procederà con la messa a dimora delle piantine nelle aree più degradate della Riserva, come quelle maggiormente colpite dagli incendi nei primi anni '80.