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RISERVA NATURALE BUS DELLA GENZIANA

Regione: Veneto
Provincia: Treviso
Comune: Fregona

N° elenco ufficiale aree protette del 24/07/2003: 188
Provvedimento d'istituzione: Decreto Ministero dell'Ambiente 16 giugno 1987
Altre classificazioni: Riserva Speleologica
Proprietà: Demanio dello Stato
Data scoperta : 1966
Data primo rilievo: 1970

Localizzazione geografica: altopiano del Cansiglio nelle Prealpi Carniche
Altitudine: 1.020 m s.l.m.
Estensione: 46 ha (profondità 587 m ca, sviluppo 8 km ca)

Organo di Gestione
Reparto Carabinieri Biodiversità di Vittorio Veneto (TV)
Via Girolamo Lioni, 137 - 31029 Vittorio Veneto
Tel. 0438/57033  Fax 0438/554991

    1Descrizione
    È una cavità composta da tratti orizzontali posti a vari livelli e collegati da pozzi verticali profondi anche 70 metri; qual e là si possono trovare anche delle sale piuttosto ampie, la maggiore delle quali ha la dimensione di 40x30 ed è alta oltre settanta metri.
    Ci sono numerosi rami che si intersecano tra di loro, parte dei quali non completamente esplorati.
    In genere gli strati, ben visibili soprattutto nella scaglia, seguono l'andamento generale delle formazioni che costituiscono l'altopiano del Cansiglio.
    La cavità si apre nella scaglia cretacico-eocenica costituita da un calcare grigio più o meno marnoso a letti relativamente sottili intercalati a letti in selce grigia; nella scaglia si possono rinvenire, disposti disordinatamente, dei grossi noduli di selce grigia.
    Il passaggio tra intercalazioni marnose ed il sottostante calcare bioclastico di "scogliera" avviene in uno spessore di circa tre metri caratterizzato da una alternanza di straterelli marnosi e di banchi di calcare.
    Per questa situazione, il Bus della Genziana è l'unica cavità nella quale, passando dalla scaglia cretacea-eocenica, si attraversa, procedendo verso il basso, tutto lo spessore del calcare di scaglia del cretaceo medio-superiore, per cui si può avere un'unica sezione continua di questa interessantissima formazione geo-litologica.

    La cavità, inoltre, ha anche una notevole importanza idrogeologica.
    Attualmente, infatti, non si hanno nozioni precise su come e dove si disperdano le acque meteoriche che cadono in Cansiglio: con molta probabilità esse si raccolgono nel lago di Santa Croce, nella valle Lapisinia, attraverso le importanti sorgenti carsiche del Gorgazzo, del Molinello e Santissima, e attraverso le risorgive dell'alta pianura veneto-friulana.
    Il Bus della Genziana è l'unica cavità che, aprendosi a quota 1.020 m s.l.m., riesce a penetrare così profondamente nel Massiccio; infatti la sua parte più profonda è appena ad una cinquantina di metri più alta del pelo libero dell'acqua del lago di Santa Croce.
    Inoltre la cavità, dai 250 m di profondità, è percorsa da torrentelli ipogei, i quali, in occasione di periodi piovosi, si trasformano in autentici fiumi sotterranei, dei quali si conosce solo in parte il percorso.

    Inquadramento geologico generale

     

    Il Gruppo del Cansiglio - Cavallo è un massiccio carsico situato nelle Prealpi Carniche, che si protende come uno zoccolo montuoso sulla pianura veneto friulana ed è diviso tra due Regioni: il Veneto a Ovest e il Friuli a Est, e tre province, Pordenone, Treviso e Belluno. Presenta la quota massima di 2200 metri e due altopiani a quota media di 1000 m, il Pian Cansiglio e il Piancavallo.  L’area di emergenza della falda di questa montagna carsica è localizzata nel versante Sud - orientale del Massiccio, dove nasce il Fiume Livenza che viene alimentato da tre sorgenti principali: il Gorgazzo, la Santissima, il Molinetto. Le formazioni geologiche che riguardano il Massiccio del Cansiglio – Cavallo hanno un’età compresa tra il Triassico Superiore (210 milioni di anni) e la fine del Miocene (5 milioni anni). Le rocce interessate dal fenomeno carsico sono la Scaglia e la Formazione del Calcare di Monte Cavallo.Il carsismo è un fenomeno naturale che consiste nella dissoluzione delle rocce per opera dell’acqua piovana, che diventa una sorta di grande artista modellando il territorio in superficie (carsismo epigeo o superficiale) e sottoterra (carsismo ipogeo o profondo).

    Il Massiccio è interessato da uno sviluppato carsismo profondo con circa 200 cavità e variegate morfologie di superficie. Sebbene le precipitazioni medie annue siano di circa 1800 mm, l’Altopiano del Cansiglio è attualmente privo di torrenti e fiumi superficiali, ma funge da bacino chiuso e imbrifero con un articolato sistema di canalizzazione ipogea, cioè le acque si raccolgono nel sottosuolo creando le grotte. Si contano essenzialmente tre cavità degne di nota: il Bus de la Lum profondo 185 m, il Bus de la Genziana che con i suoi 8 km di sviluppo raggiunge i 587 m di profondità, e l’Abisso del Col della Rizza, la cavità più profonda di tutto il gruppo montuoso con 800 m di profondità dalla quota di 1100 metri.. Recenti prove di tracciamento hanno dimostrato la comunicazione idrologica tra l’Altopiano del Cansiglio e due delle tre sorgenti friulane principali.

    Localizzazione e descrizione della grotta

     1Il Bus de la Genziana è una cavità che si apre in Pian Cansiglio a quota 1020 m a monte del margine della Strada Statale n° 422 al Km 23 nel comune di Fregona  (Treviso). La cavità è stata catastata con il numero1000 VTV e si trova a pochi metri dal confine regionale con il Friuli Venezia Giulia. Fu scoperta nel 1966 da alcuni operai dell’A.N.A.S. in seguito a lavori di allargamento della strada provinciale n° 422 Crosetta – Pian Cansiglio.

    Nel suo interno la temperatura si mantiene pressoché costante per tutto l’anno: + 5°C ~ 6,5°C a - 15 metri di profondità; nel Salone a quota 180 metri è di + 7°C, sul fondo a -587 m + 7.5°C. Le oscillazioni termometriche, pur minime, sempre meno di 2°C, si verificano con alcuni mesi di ritardo rispetto alle medie esterne; date le relativamente basse temperature medie, la cavità rientra nel gruppo delle grotte “fredde”. Questa prima rilevazione termo-metrica ha una notevole importanza da un punto di vista biologico e chimico. La Genziana è sempre stata la cavità più emblematica per eccellenza del massiccio del Cansiglio-Cavallo. Morfologicamente presenta complessi sistemi di gallerie, pozzi, sale, forre, meandri a volte labirintici quale espressione di una fase di ringiovanimento, e anche ben concrezionati. Circa i primi 20-30 metri della grotta attraversano il calcare marnoso della Scaglia e poi tutto il resto si sviluppa nel calcare di Monte Cavallo. Consiste in un intricato dedalo di vuoti che si diramano nella conca del Cansiglio, quasi come fossero più grotte che si sono intrecciate sottoterra, e raccoglie come un grande imputo gran parte dell’acqua della conca, senza però sapere dove la scarica. Dal punto di vista del carsismo ipogeo, si tratta di un sistema carsico di tipo alpino, la cui genesi è stata prevalentemente condizionata dall’assetto geologico  strutturale, cioè dalla geometria dagli strati e dalle fratture che sono le autostrade di scorrimento dell’acqua. Sulla base dell’analisi delle morfologie si ritiene che questa grotta abbia avuto una evoluzione caratterizzata da molti fattori, che hanno agito, talora contemporaneamente, con diverse velocità e in più fasi. La stratificazione ha influito sulla direzione di scorrimento preferenziale delle acque conferendo diverso aspetto in funzione della potenza (spessore) degli strati: là dove si presenta in bancate di spessore metrico si hanno pozzi e ambienti anche di grandi dimensioni, là dove si presenta decimetrica si formano rami sub-orizzontali, forre e/o meandri. La genesi della grotta risale probabilmente a qualche milione di anni fa. Durante l’interglaciale Riss-Würm (130 000 - 70 000 anni fa) ha subito più di un ciclo di erosione-deposito e questo è testimoniato da notevoli depositi di argilla, sabbia e ghiaia alternatisi tra loro. Ci sono alcuni rami riccamente concrezionati e altri meno, attualmente in fase di erosione, testimoni di un clima assai più favorevole di quello odierno. Le esplorazioni più significative della grotta sono state effettuate negli anni 70 ad opera di speleologi del gruppo di Vittorio Veneto e xxx ottobre di Trieste ,e successivamente da esploratori dei gruppi di Ferrara, Urbino,  Pordenone, Sacile, che negli anni hanno portato alla scoperta di nuovi rami arrivando alla profondità attuale di -587m-

     

    Fauna e Ricerche Biospeleologiche

     

    Le grotte, a differenza di quanto si possa immaginare, sono abitate da organismi molto specializzati, che vivendo in permanenza nel sottosuolo nel corso dell’evoluzione si sono adattati alle condizioni diverse e spesso estreme di questi ambienti. In maggioranza si tratta di invertebrati, in particolare planarie, anellidi, molluschi, ma soprattutto artropodi, essenzialmente rappresentati da insetti, crostacei, diplopodi, aracnidi. Le loro condizioni di vita sono paragonabili a quelle che si hanno sotto i grossi massi, tra le microfratture della roccia e tra il detrito del suolo, con la differenza che spesso nelle profondità del sottosuolo non filtra la luce ed è quindi impossibile la fotosintesi clorofilliana: per questo la maggior parte di questi organismi sono animali, mentre i vegetali sono relegati ai pochi siti dove filtra ancora un po’ di sole.  Fra le caratteristiche più evidenti di questi abitanti di un mondo senza luce vi è la scomparsa degli occhi della pigmentazione (sarebbero solo un inutile dispendio energetico), così come certi organi deputati alla respirazione. Essa avviene così direttamente dai tegumenti, delicati e ‘porosi’, adatti ad un ambiente saturo di umidità e con temperature stabili. In compenso il loro corpo è cosparso di raffinatissimi organi di relazione molto sensibili, capaci di “leggere” il mondo che li circonda.

     

    Altri caratteri, come il rallentamento delle funzioni metaboliche, l’assenza di periodicità regolare nei cicli riproduttivi, la produzione di poche ma voluminose uova, fanno parte di strategie di sopravvivenza e di risparmio energetico in un ambiente più o meno stabile e prevedibile.  Gli organismi che vivono in ambiente sotterraneo traggono le loro origini da progenitori che, in ere geologiche diverse dall’attuale, si sono “pre-adattati” poco per volta a gradire condizioni ambientali con un grado di umidità molto elevato (prossimo al 100 %), come il suolo di ambienti forestali in zone ricche di precipitazioni, e con temperature relativamente basse e costanti. Le alterne vicissitudini climatiche avvenute sulla Terra (soprattutto i periodi più caldi e più aridi) hanno spinto questi animali a popolare sempre più il sottosuolo, garante di condizioni più stabili e favorevoli. Nel Bus della genziana è stato rinvenuto un coleottero ipogeo attribuito al nuovo genere Cansiliella e alla specie tonielloi, oltre a questo sono stati trovati anche altri due coleotteri Orotrechus jamae Etonti & Etonti, 1979 e Oryotus ravasinii Müller, 1922, uno iulide (centopiedi) che, descritto come nuova varietà, è chiamato Typhloiulus ausugi gentianae Strasser, 1971, un ragno Ischyropsalis, ed una nuova specie di crostaceo chiamato Niphargus barbatus Karaman, 1985, lungo meno di 5 mm.

     

      

    Ricerche Geologico Geofisiche

    Il Cansiglio è una delle più interessanti aree carsiche d’Italia ed é stata oggetto di studi di diverse materie scientifiche (scienze geologiche e naturali). Tra il 2000 e 2002 la cavità è stata oggetto da parte dell’Università di Trieste di un dettagliato rilevamento geologico sotterraneo con la produzione di una carta geomorfologica, oltre che di un campionamento idrogeologico per caratterizzarne le acque di circolazione e le aree di alimentazione in relazione alla zona di emergenza della falda nel versante friulano.

    Nel 2005 sempre l’Università di Trieste decide di installare nel “Ramo dei Laboratori” a 25 m di profondità una stazione geodetica ipogea che consiste in una coppia di clinometri. L’area è notoriamente a medio - alto rischio sismico e l’interesse geofisico per il Cansiglio da parte degli Enti preposti è sempre stato molto elevato. In questa maniera il Dipartimento di Matematica e Geoscienza ha allargato la sua rete geodetica anche a Ovest per completare il quadro geodinamico: le altre due stazioni stanno infatti nella Grotta Gigante (TS) e Villanova delle Grotte (Tarcento) e registrano da 45 anni una e 37anni l’altra. L’installazione degli strumenti è avvenuta grazie sempre all’aiuto dei gruppi speleologici locali. L’obiettivo è studiare i movimenti lenti delle Prealpi friulane e nel caso specifico le deformazioni del Cansiglio dovute agli spostamenti delle placche, oltre che le maree terrestri.

     

     

     

    Ogni giorno la superficie terrestre si muove per gli stessi motivi astronomici che creano le maree marine: ci si alza e abbassa due volte al giorno dai 20 ai 40 cm (dipende dalla zona del Pianeta), ma non lo vediamo perché ci siamo sopra. Questo movimento è un fenomeno naturale della Terra ed è riscontrabile da questi clinometri, che trovano nella grotta un ambiente ottimo e idoneo per le loro registrazioni perché la temperatura e l’umidità sono costanti. I risultati di tutti questi anni hanno dimostrato che gli strumenti registrano un segnale idrologico oltre che tettonico, permettendo di capire in modo indiretto la circolazione idrica sotterranea. in sostanza il Cansiglio si deforma per carico idraulico.

    All’interno del Bus della Genziana sono stati avviati negli ultimi anni anche studi sulla dissoluzione chimica delle rocce mediante la costruzione di alcune stazioni di rilevamento volte a conoscere sia la dissoluzione carsica sulle pareti rocciose, sia l’azione meccanica che i piccoli corsi d’acqua sotterranea esercitano sulla roccia, soprattutto durante le piene.

    ESPLORAZIONI SPELEOLOGICHE E VISITE GUIDATE

     

    All’interno del Bus della Genziana vengono effettuate esplorazioni e attività varie da alcuni gruppi di esperti speleologi, e vengono effettuate visite guidate al laboratorio sito a -25 m, sempre in collaborazione con geologi e biospeleologi.