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Tocchi

Regione: Toscana
Provincia: Siena
Comune: Monticiano

N° elenco ufficiale aree protette del 24/07/2003: 161
Provvedimento d’istituzione: decreto Ministero Agricoltura e Foreste 13 luglio 1977 e DM
28/04/80
Altre classificazioni: Riserva biogenetica; in parte inclusa ai sensi della Direttiva 92/43/CEE nel
Sito d’Importanza Comunitario “Alta Valle del Merse”
Proprietà: Demanio dello Stato
Localizzazione geografica: nella Toscana centrale, nel bacino idrografico del fiume Merse

Altitudine: 250-550 m s.l.m.
Estensione: 575 ha (riserva biogenetica) + 338 Riserva Popolamento Animale consistente
nell’azienda sperimentale, scientifica e didattica di interesse nazionale.

Descrizione
Tipico ambiente della collina toscana con rilievi addolciti e ad orografia irregolare mancante di
sistemi montuosi ad andamento definito. I rilievi, la cui composizione geologica prevalente è
formata da arenaria macigno, argille scagliose e calcari marnosi, sono solcati da numerosi e
brevissimi fossi che versano le loro acque nei corsi principali: il torrente Vermiglione, il fosso
Macinaio ed il fosso delle Lame Buie.

Servizi per i visitatori

Visitabile con orari di apertura al pubblico: 8,00-14,00 / 15,00-17,00.
È presente un’area pianeggiante per pic-nic vicino al Centro Ippico Potatine.
Per i visitatori diversamente abili è presente una strada pianeggiante da cui è possibile osservare
allevamenti di razze autoctone in rarefazione.

Come raggiungere l’area : L’area è ubicata a circa 25 km a Sud di Siena sulla superstrada SienaGrosseto
al Km. 45,400 circa direzione Sud, percorrendo la Strada Provinciale 4 di Petriolo.

Riferimenti:
Ufficio Territoriale Carabinieri per la Biodiversità di Siena 
Via Cassia Nord, 7  cap 53100 - Siena 
Tel. 0577/595253 
Fax 0577/588227

Flora
Pinus pinaster (Pino marittimo) è la nota vegetale predominante nel paesaggio della riserva,
occupandone più della metà della superficie e costituendovi popolamenti uniformi e praticamente
monospecifici, per lo meno limitatamente allo strato arboreo superiore. Associati alla conifera a
formare il sottobosco è rimasta la vegetazione xerofila un tempo prevalente, composta soprattutto
dalle Ericacee ed in misura inferiore da Juniperus communis (Ginepro comune), Phyllirea
angustifolia
(Fillirea), Arbutus unedo (Corbezzolo).
In aree limitate della foresta la pineta pura viene sostituita da formazioni di varie latifoglie quali
Fraxinus ornus (Orniello), Castanea sativa (Castagno), Ostrya carpinifolia (Carpino nero),
Quercus cerris (Cerro), Q.pubescens (Roverella), Corylus avellana (Nocciolo) ecc., sulle quali la
conifera resta in posizione dominante con individui isolati. Quercus ilex (Leccio) si ritrova
massivamente presente in una sola area, in località Ferraia, dove costituisce l’elemento prevalente di una macchia alta in consociazione con Corbezzolo, Fillirea. Myrtus communis (Mirto) e Quercus
suber (Sughera).
Particolarmente interessante è la presenza a m 250 m di quota, lungo il fosso delle Balze, di Fagus
sylvatica (Faggio), in esemplari isolati o a piccoli gruppi in forma di ceduo invecchiato. Il faggio
qui costituisce un interessante relitto glaciale.
L’importanza di questo sito è legata alla presenza di habitat, di fitocenosi di specie rare e di valore
ecologico e biogeografico sia per la Toscana sia per il territorio nazionale.
Indagini recenti hanno permesso di rilevare la presenza di lembi di foreste alluvionali residue di
“Alnion glutinosae incanae”, rappresentate da una vegetazione arborea ripariale costituita da un
alneto che, oltre ad ontano nero (Alnus glutinosa), comprende anche frassino (Fraxinus excelsior) e
olmo (Ulmus glabra). Legate a questa vegetazione, in presenza di ruscellamento superficiale, si
rinvengono estesi popolamenti ad Osmunda regalis (una felce la cui presenza in Toscana ha
significato relittuale), Pteridium aquilinum ed altre numerose felci relitte quali Blechnum spicant,
Phyllitis scolopendrium, Polystichum setiferum, Dryopteris filix-mas e Athyrium filix-foemina. Il
carattere fresco-umido dell’ambiente favorisce anche lo sviluppo di una ricca flora briologica.
Troviamo sia muschi sia epatiche, queste ultime in forma tallosa come Pellia epiphylla, e foliosa
con Calypogeia fissa e Cephalozia pleniceps. Tra i muschi di rilevante interesse è la presenza di
Leucobryum glaucum, specie caratteristica di torbiera, foreste acide e calluneti, inserita
nell’Allegato n. 5 della direttiva 92/43 CEE.

Fauna
Sito di rilevante importanza per la conservazione della lontra (Lutra lutra) segnalata almeno fino al
1992. L’elevata naturalità dell’area permette la presenza di altri predatori ormai rari quali la martora
(Martes martes) e il gatto selvatico (Felis silvestris). Tra gli altri mammiferi sono da ricordare Sus
scrofa (Cinghiale), Capreolus capreolus (Capriolo), Hystrix cristata (Istrice), Meles meles (Tasso),
Vulpes vulpes (Volpe).
Tra gli uccelli nidificanti di rilievo naturalistico si possono citare: biancone (Circaetus gallicus),
falco pecchiaiolo (Pernis apivorus), sparviero (Accipiter nisus), poiana (Buteo buteo), assiolo (Otus
scops), colombaccio (Colomba palumbus), succiacapre (Caprimulgus caprimulgus), torcicollo (Jinx
torquilla), picchio verde (Picus viridis), cappellaccia (Galerida cristata), tottavilla (Lullula
arborea), merlo acquaiolo (Cinclus cinclus), tordela (Turdus viscivorus), magnanina (Sylvia
undata), cincia mora (Parus ater), rigogolo (Oriolus oriulus), averla piccola (Lanius collurio),
averla capirossa (Lanius senator). Inoltre nell’area è stato condotto un progetto di reintroduzione
del nibbio reale Milvus milvus.
I corsi d’acqua ospitano popolazioni di specie ittiche caratteristiche del distretto ittiogeografico
tosco-laziale con presenza delle seguenti specie di pesci d’interesse comunitario ai sensi della
direttiva 92/43/CEE: Rutilus rubilio; Leuciscus souffia; Chondrostoma genei; Barbus plebejus;
Barbus meridionalis; Leuciscus lucumonis.
Tra gli invertebrati, oltre alla Callimorpha quadripunctata, sono da segnalare numerose specie rare
e localizzate e una popolazione importante di gambero di fiume (Austropotamobius pallipes),
rinvenuto in molti fossi e torrenti.

Ricerca scientifica
Conservazione e produzione di germoplasma forestale soprattutto di pino marittimo. È in corso di
redazione il Piano di Gestione naturalistica. Nella Riserva sono inoltre in corso progetti di
monitoraggio ambientale in collaborazione con l’Università di Siena ricompresi nell’ambito di un
progetto LIFE-Natura cofinanziato dall’Unione Europea.
Tocchi è inoltre una delle Aziende sperimentali, scientifiche e didattiche . Si tratta di Centri pilota integrati destinati alla salvaguardia e tutela della biodiversità con particolare riferimento alle razze domestiche reliquie in via di estinzione. La ricerca di una sempre
maggiore efficienza produttiva ha infatti portato alla graduale erosione genetica di patrimoni
zootecnici rustici che trovavano fondamento nel rapporto con le specifiche realtà territoriali.
Per il supporto logistico è attivo un centro di addestramento per i servizi a cavallo.