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RISERVA NATURALE ORIENTATA FEUDO UGNI

Regione: Abruzzo
Provincia: Chieti
Comuni: Palombaro, Pennapiedimonte.

N° elenco ufficiale aree protette: EUAP0023
Provvedimento d’istituzione: Decreto Ministero Agricoltura e Foreste 15 settembre 1981.
Altre classificazioni: inserita nel Parco Nazionale della Majella;
Sito d’importanza Comunitaria (direttiva 92/43/CEE)
Zona di Protezione Speciale (direttiva 79/409/CEE)
Proprietà: Regionale

Altitudine: 450-2.676 m
Estensione: 1.563 ha

Descrizione

Massiccio montuoso costituito per lo più da rocce calcaree delle ere terziaria e secondaria modellate da imponenti fenomeni di erosione fluviale, carsica e glaciale. Al di sopra dei 2.000 m si estendono vasti altopiani culminali interrotti da vallate di evidente origine glaciale. Più in basso scendono profonde vallate racchiuse da pareti calcaree che raggiungono i 300m di altezza. Numerose grotte con interessanti concrezioni. Scarsità di acqua a quote medie ed alte; infatti essa viene assorbita per essere restituita da sorgenti poderose nei pressi dei paesi. 

Flora
Boschi cedui con prevalenza di Ostrya carpinifolia (Carpino nero), Fraxinus ornus (Orniello) e Quercus pubescens (Roverella) si alternano a pascoli e pietraie fino a 1000 metri. Nelle zone più calde e meglio esposte sono presenti piante caratteristiche della macchia mediterranea come Quercus ilex (Leccio), Arbutus unedo (Corbezzolo) e Carpinus orientalis (Carpino orientale). Al di sopra dell’orno-ostrieto predomina la faggeta interrotta da piccole radure e da profonde forre. Nell’orizzonte della faggeta sono presenti un nucleo residuo di Betulla sp. (Betulla). Oltre alla faggeta si sviluppano impenetrabili formazioni di Pinus mugo (Pino mugo) per centinaia di ettari. Mughete così estese e ben conservate non si rinvengono in nessuna altra zona dell’Appennino. Censite oltre 1.400 specie di piante vascolari molte delle quali di grande interesse biogeografico, come Aquilegia ottonis (Aquilegia di Re Otto), Cypripedium calceolus (Scarpetta di venere), Pyrola chloranta (Piroetta verdastra), Lonicera xilosteum var. nigra (Caprifoglio peloso), Adonis distorta (Adonide curvata), o addirittura endemiche come Soldanella minima ssp. sannitica (Soldanella della Majella). Al di sopra dei 2000 metri è facile osservare la fioritura di piante di origine artico-alpina o balcanica come Leontopodium nivale (Stella alpina appenninica), Genziana verna (Genziana primaticcia). G. nivalis (genziana nivale), Androsace mathildae (Androsace della principessa Matilde), Artemisia petrosa ssp. eriantha (Genepì appenninico). Le pareti calcaree, i ghiaioni e gli sgrottamenti sono colonizzati da piante molto particolari caratteristiche della Majella e di poche altre aree montane dell’Appennino come Juniperus sabina (Ginepro sabino), Thalictrum minus (Pigamo minore) ed altre

Fauna

Numerosi endemismi tra gli insetti d’alta quota, come Trechus montis-majelletae e alcuni Podismini, a causa di un lungo isolamento biogeografico di entità di origine alpina o balcanica. Probabile la presenza di Vipera ursinii (Vipera dell’Orsini), piccolo viperine di origine balcanica localizzato in Italia esclusivamente su alcune montagne dell’Appennino centrale. Nei piccoli corsi d’acqua e nelle zone più umide della faggeta vivono Bombina variegata (Ululone dal ventre giallo), Salamandra salamandra (Salamandra pezzata). Sono state osservate circa 120 specie di uccelli. La specie più interessante è Eudromias morinellus (Piviere tortolino), un caradriforme tipico della tundra che in tutta Europa meridionale nidifica con poche coppie solo sulla Macella. Tra i pini mughi si riproducono numerosi Loxia curvirostra (Crociere), Prunella modularis (Passera scopaiola) e Turdus torquatus (Merlo dal collare) che in tutto Appennino nidifica solo sulle Foreste Casentinesi e sulla Majella. Numerosi Montifringilla nivalis (fringuello alpino), Pyrrhocorax graculus (Gracchio), P. pyrrhocorax (Gracchio corallino) e Prunella collaris (Sordone). Presenti Aquila chrysaëtos (Aquila reale), Falco biarmicus (Lanario), F. peregrinus (Falco pellegrino), Accipiter gentilis (Astore). Da rilevare le consistenti popolazioni di Alectoris greca (Coturnice). Ursus arctos marsicanus (Orso bruno marsicano) frequenta sporadicamente la Riserva, mentre è più regolare la presenza di Canis lupus (Lupo). Tra i piccoli carnivori è da ricordare la presenza di Felis silvestris (Gatto selvatico) e Martes martes (Martora). Al di sopra della vegetazione arborea è molto comune Microtus nivalis (Arvicola delle nevi). Recentemente vi è stato introdotto Capreolus capreolus (Capriolo) ed è prevista la reintroduzione di Rupicapra pirenaica ornata (Camoscio d’Abruzzo). 

Finalità:
1) Tutela ambientale con particolare riguardo per entità floristiche e faunistiche di particolare valore biogeografico;
2) Conservazione e gestione di popolazioni animali di particolare importanza che nelle Riserve Naturali della Macella raggiungono la maggiore “densità” appenninica (Coturnici, Gracchi corallini, Picchio muraiolo ecc.);
3) Tutela di aree di notevole interesse biogenetico ai sensi delle raccomandazioni CEE; 4) Educazione ambientale e ricerca.