Menu
Mostra menu

Majella-Morrone

Valle dell'Orfento, Lama Bianca, Feudo Ugni, Fara S.Martino-Palombaro e Monte Rotondo (Percorsi dedicati ai diversamente abili)

Regione: Abruzzo
Provincia: Pescara, Chieti e L'Aquila
Comuni: Caramanico Terme, S.Eufemia a M., Pennapiedimonte, Palombaro, Fara S.Martino, Popoli, Tocco da Casauria e Corfinio
 

Istituzione:
R.N.O. "Valle dell'Orfento" - D.M. 11.9.1971, D.M. 29.3.1972, D.M. 18.10.1982
R.N.O. "Lama Bianca" - D.M. 5.6.1987
R.N.O. " Feudo Ugni" - D.M. 15.9.1981
R.N.O "Fara S.Martino-Palombaro" - D.M. 2.2.1983
R.N. "Monte Rotondo" - D.M. 18.10.1982
Proprietà: Demanio dello Stato, Demanio Regionale, Demanio Comunale
Altitudine: da 200 a 2.793 m. s.l.m.
Estensione: 11.230 ha
 
Altre indicazioni e classificazioni:
parte del Parco Nazionale della Majella
ZPS (Direttiva79/409/CEE) IT7110129
pSIC (Direttiva 92/43/CEE) IT7130024
pSIC (Direttiva 92/43/CEE) IT7130025
pSIC (Direttiva 92/43/CEE) IT7110026
pSIC (Direttiva 92/43/CEE) IT7140036
pSIC (Direttiva 92/43/CEE) IT7130030
pSIC (Direttiva 92/43/CEE) IT7130037
 
Organo di Gestione:
Reparto Carabinieri Biodiversità di Pescara
Viale Riviera, 299  - 65123 PESCARA
Tel 08574228  Fax 08575484


  1. Flora
  2. Fauna
  3. Il Centro del Lupo ed il Progetto lontra
  4. Percorsi dedicati ai diversamente abili
Vista panoramica della Majella

Descrizione e cenni storici

Le Riserve Naturali sono il "cuore" del Parco Nazionale della Majella sia in termini geografici che di valenza ambientale. Occupano i versanti occidentale ed orientale della parte nord del massiccio della Majella e sono state tutte istituite dal Corpo forestale dello Stato. Sono tanti gli elementi che hanno contribuito e contribuiscono a rendere questo territorio "speciale". La posizione centrale rispetto agli altri massicci abruzzesi (le montagne del Parco Nazionale d'Abruzzo a sud-ovest, il massiccio del Gran Sasso ed i Monti della Laga andando verso nord, il Sirente ed il Velino ad ovest), l'orografia complessa, con montagne che raggiungono spesso quote elevate, una storia di trasformazioni geologiche per cui il territorio è stato collegato prima e diviso poi dai Balcani.

La Majella da sempre è per gli abruzzesi la montagna legata al concetto della magia e della maternità. Forse la sua conformazione, così imponente ed impenetrabile ma allo stesso tempo così dolce e compatta, avendola difesa dagli attacchi dell'uomo, l'ha resa fino a tempi recenti quasi inviolabile, avvolgendo le sue vette di leggende e di miti.
Numerosi sono gli eremi e le abbazie: di queste opere, realizzate soprattutto dai monaci benedettini e dai seguaci di Celestino V, rimangono numerose testimonianze storiche. Ma la presenza dell'uomo sulla Majella è ben più antica, e numerosi sono i siti ed i reperti preistorici; tale presenza è praticamente ininterrotta fino ai nostri giorni: di notevole interesse sono le rudimentali capanne a tholos o le iscrizioni rupestri risalenti al secolo scorso eseguite da pastori e briganti.

 
 
Alberi

Flora

Il gran numero di specie vegetali ed animali che popola le Riserve Naturali della Majella riflette la complessità ambientale del massiccio. Molte di queste specie, sono una peculiarità di tale montagna: si tratta dei cosiddetti endemismi.
Come in tutti i rilievi montuosi, la vegetazione è stratificata lungo le pendici secondo fasce bio-climatiche. Perciò nel piano basale delle Riserve Naturali, tra i 400 e gli 800 m, ritroviamo residui boschi di querce, in cui la roverella è spesso accompagnata da carpini, ornielli e lembi di macchia mediterranea. Biancospini, ginestre, rose selvatiche si accompagnano a specie erbacee dai colori vivaci: primule, campanule, anemoni ed un'incredibile varietà di orchidee selvatiche. Più in quota, attorno agli 800-900 m, il faggio sostituisce le querce con fitte formazioni boschive, interrotte solo in alcuni tratti da ampie praterie. Al di sopra del faggio, a 1800-1900 m, si estende la mugheta

 
 
Lupo

Fauna
 
Nelle Riserve della Majella si trovano specie animali come il cinghiale e il riccio tra i mammiferi, il rigogolo, la tortora ed il lodolaio tra gli uccelli ed una multiforme varietà di invertebrati.
Qui trovano rifugio numerose specie animali estremamente importanti per la fauna italiana come l'orso marsicano e il lupo.
Le reintroduzioni di cervi e caprioli, condotte dal CFS a partire dagli anni '80, hanno dato risultati molto positivi, tanto che si può affermare che questi ungulati hanno ormai ricolonizzato definitivamente la Majella, creando presupposti migliori per la sopravvivenza di predatori come il lupo e l'orso.

Martore, gatti selvatici, sparvieri, allocchi arricchiscono la fauna di questo ambiente in cui ritroviamo anche numerose specie vegetali: ciclamini, viole, ranuncoli nelle faggete più compatte; epilobi, genziane, gigli e la stupenda peonia selvatica in quelle più aperte o nelle piccole radure. Imponenti bancate rocciose si alternano al bosco di faggio ed anche qui si rinvengono specie rare come l'aquila reale e il falco pellegrino o, addirittura, una piccola pianta carnivora esclusiva di questo massiccio, la pinguicola fiorii, e l'aquilegia di Rè Otto, endemismo della Majella e del Parco Nazionale d'Abruzzo. Eccezionale la presenza del merlo dal collare, dell'arvicola delle nevi, della vipera dell'Orsini, del fringuello alpino, del sordone ed infine del piviere tortolino.

 
 
Lontra

Il Centro del Lupo ed il Progetto lontra

Recuperare animali feriti e, ove possibile, restituirli alla vita selvatica; garantirne il mantenimento della variabilità genetica; collaborare nelle attività di ricerca sulla specie; educare e creare "cultura" sul lupo: tutte queste sono oggi le finalità di lavoro del Centro del Lupo di Popoli. La struttura consta oggi di diversi recinti, per un'area complessiva di circa 30.000 mq ed ospita 13 animali.
Oltre ai recinti faunistici, in località Impianezza, presso il Centro Aziendale, è ubicato il Centro Visita del Lupo, un vero e proprio centro di educazione sulla specie.

La Lontra è attualmente una delle specie più minacciate d'Italia. Le attività umane pongono sempre più in pericolo la sua sopravvivenza.
Il Progetto Lontra è nato a Caramanico Terme nel 1989 con l'obiettivo di contribuire alla conservazione della specie sull'intero territorio nazionale. Le attività condotte si svolgono su diversi piani: dalla riproduzione, alla ricerca, alla didattica e divulgazione.
Grazie ad uno spazio aperto al pubblico è possibile osservare le lontre mentre giocano, nuotano e predano; l'esperienza è indimenticabile e l'emozione che ne deriva costituisce un elemento a favore della conservazione della lontra.

 
 

Percorsi dedicati ai diversamente abili
 
PROGETTO ASTORE" Riserva Lama Bianca - Comune di Caramanico Terme (PE) aperto tutti i giorni dalle 9 alle 13 Informazioni 085/922084 - Prenotazioni 085/72303.
Confinante con la riserva della valle dell'Orfento e istituita nel 1987, la Riserva Nazionale Lama Bianca si estende su 1.407 ettari e ospita in un paesaggio montano due percorsi dedicati ai disabili lunghi rispettivamente 2.5 chilometri e 350 metri, inaugurati nel 1988 e caratterizzati da dislivelli minimi e ottima accessibilità. La pavimentazione dei percorsi è realizzata in materiali inerti rullati, agevolmente percorribili dai disabili, e robuste staccionate limitano il sentiero dalla faggeta. Nei prati: gigli martagoni, gigli rossi, peonie e nelle quote più elevate, non toccate dal percorso, stelle alpine. Con un po' di fortuna è possibile incontrare caprioli e cervi o avvistare tracce di orsi e lupi appenninici. Materiale informativo è reperibile al Centro visite di Caramanico Terme.