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RISERVA NATURALE ORIENTATA GUADINE PRADACCIO

Localizzazione geografica: Appennino tosco - emiliano.
Estensione: 289 ha
Altitudine: compresa tra 1195-1796 m (Monte Brusà)

Tipologia: Riserva Naturale Orientata Statale
Provvedimento d'istituzione: DM 26 luglio 1971
Altre classificazioni: inserita nel Parco Nazionale dell'Appennino tosco-emiliano (D.P.R. 21 maggio 2001); Riserva biogenetica (DM 2 marzo 1977); Sito d'importanza Comunitaria (Alta Valle del torrente Parma-Val Cedra)

Organo di Gestione
Reparto Carabinieri Biodiversità  di Lucca
viale G. Giusti, 65 - 55100 Lucca
Tel. 0583/955525-26  fax 0583/953775


Altri Riferimenti utili
Comando stazione Carabinieri Forestali di Bosco di Corniglio
Tel. 0521/889146
Comune di Corniglio
Tel. 0521/88
Comunità Montana Appennino Parma Est
Tel. 0521/354111- 852743 

  1. Flora
  2. Fauna
Bacino d'acqua con massi di pietra e vegetazione sparsa

Descrizione e cenni storici

Il territorio della Riserva si estende nell'Alta Valle del fiume Parma, sul versante settentrionale della catena appenninica. L'area occupa una conca glaciale con marcati caratteri geomorfologici.
L'intero paesaggio è il risultato dell'erosione glaciale, evidente e ben conservata, grazie alla compattezza del Macigno, formazione arenacea oligocenica.
Nel tardo Pleistocene (18.000-15.000 anni fa), il ghiacciaio vallivo della Val Parma era il più grande dell'Appennino settentrionale. All'interno della Riserva si trovano: il Lago delle Guadine (a carattere temporaneo) situato in un piccolo circo glaciale a quota 1.635, nei pressi del Passo dell'Aquila e il Lago Pradaccio (un invaso semiartificiale) a quota 1.363, derivato da lavori di sistemazione idraulico-forestale.
Il clima è temperato freddo e l'area si colloca nella fascia di transizione tra regime continentale e oceanico. La temperatura media annua è di circa 6° C, la media del mese più freddo è di -3°C e quella del mese più caldo è di 16,5°C. Le precipitazioni medie annue oscillano attorno ai 2.600 mm, con massimi in primavera ed autunno e minimi in estate. Le precipitazioni nevose, rilevate dal personale del Corpo forestale dello Stato nell'ultimo decennio, raggiungono massimi di oltre 160 cm.

Come raggiungere l'area: a circa 8 km. dall'abitato di Bosco di Corniglio, quest'ultimo raggiungibile dopo circa 50 minuti dall'uscita A15 di Berceto o partendo da Langhirano, seguendo per circa un'ora la SP 13.

Modalità di accesso: visitabile mediante accompagnamento in gruppi organizzati. Prenotazione obbligatoria contattando l'Ufficio territoriale per la biodiversità di Lucca o direttamente la Stazione Carabinieri Forestale di Bosco di Corniglio.

Ricerca scientifica: progetto LIFE Natura 2004-2008 per la conservazione dei siti Natura 2000, gestiti dal Corpo forestale dello Stato. Ricerche sull'ecosistema, finanziate dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio, in collaborazione Centro Nazionale per la Conservazione della Biodiversità di Bosco Fontana.

Credits

"Faggete dell'Appennino Settentrionale" - Habitat e vertebrati. AA.VV.

 
 

Flora

La formazione arborea è costituita da bosco misto predominato da faggio (Fagus sylvatica), con presenza di abete bianco (Abies alba), acero montano (Acer pseudoplatanus), sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia), sorbo montano (Sorbus aria), maggiociondolo alpino (Laburnum alpinum), cui si succedono praterie d'alta quota, torbiere, brughiere a mirtillo (Vaccinium myrtillus eVaccinium uliginosum) e formazioni di rupi. Presenti anche alcuni nuclei artificiali (rimboschimenti) di abete rosso ed abete americano Le formazioni lacustri presentano degli endemismi unici per la regione come, ad esempio, Menyantes trifoliata.
Le principali specie erbacee presenti nella riserva sono: Primula apennina (specie d'interesse comunitario prioritaria), Cypripedium calceolus ed altre interessanti entità montane come la Lonicera alpigena. L'eterogeneità degli ambienti, unita alla combinazione dei parametri climatici, creano all'interno della Riserva dei microhabitat unici per la Regione.

 
 
Capriolo

Fauna

Numerose sono le classi rappresentate. Tra i mammiferi di grandi dimensioni, il lupo (Canis lupus) ed il capriolo (Capreolus capreolus); nel gruppo dei piccoli, degna di nota, è l'arvicola delle nevi (Chionomys nivalis), tipica delle praterie di altitudine.
Importante, anche la popolazione di pipistrelli con: Rhinolophus ferrumequinum, Rhinolophus hipposiderus, Myotis blythi, Myotis daubentoni, Myotis mistacynus, Myotis nattereri, Nyctalus Leisleri, Hytsugo savii, Eptesicus serotinus, Barbastella barbastellus, Plecotus auritus, Tadarita teniotis,.
Sono inoltre segnalate, 8 specie di uccelli di interesse comunitario: aquila reale (Aquila chrysaetos), falco pecchiaiolo (Pernis apivorus), tottavilla (Lullula arborea), calandro (Anthus campestris), succiacapre (Caprimulgus caprimulgus), balia dal collare (Ficedula albicollis), averla piccola (Lanius collurio)
Tra i rettili, da ricordare, la natrice viperina (Natrix maura) e la luscengola (Chalcides chalcides), mentre per la classe degli anfibi il tritone crestato (Triturus carnifex), il tritone alpestre (Triturus alpestris), la salamendra pezzata (Salamandra salamandra) e la rana temporaria (Rana temporaria), quest'ultima presente con isolate popolazioni appenniniche.
Da annoverare infine, l'attività di ricerca condotta dal Centro Nazionale per la Conservazione della Biodiversità Forestale di Bosco Fontana (MN), che ha portato alla scoperta di due nuove specie, di Coleotteri Curcilionidae.