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RISERVA NATURALE DI POPOLAMENTO ANIMALE LAGO DI CAMPOTOSTO

Istituzione: decreto Ministero Agricoltura e Foreste 15 marzo 1984
Altitudine: 1300-1400 m s.l.m.
Estensione: 1.600 ha (1.400 occupati dalle acque e 200 di fascia rivierasca)

Altre classificazioni: inserita nel Parco Nazionale Gran Sasso-Monti della Laga
Sito d'importanza Comunitaria (direttiva 92/43/CEE)
Zona di Protezione Speciale (direttiva 79/409/CEE)

Organo di Gestione:
Reparto Carabinieri Biodiversità di L'Aquila
Via delle Fratte, snc -  67100 - L'Aquila
Tel. 0862/428990

  1. Flora
  2. Fauna
  3. Fruizione
Lago di Campotosto

Descrizione e cenni storici

La Riserva Naturale di popolamento animale del Lago di Campotosto, rappresenta attualmente il maggiore bacino lacustre d'Abruzzo. Il perimetro della Riserva di circa 1600 ha racchiude integralmente l'area lacustre omonima per una superficie di 1.400.
Il lago presenta una forma a "V" parzialmente rovesciata con il vertice disposto verso oriente; la sua quota d'invaso è posta ad un'altitudine di oltre 1.300 m. s.l.m., sull'altopiano di Campotosto tra le vallate del Vomano, Aterno e Tronto.
Tutto il Bacino è incassato tra i morbidi profili arrotondati dei Monti della Laga e le aspre giogaie del Gran Sasso d'Italia nel cuore del grande Parco Nazionale Gran Sasso Laga.

L'invaso artificiale è stato realizzato nel 1938 per la produzione di energia elettrica, sommergendo un vasto altopiano sede un tempo di un antico lago pleistocenico che ha generato, la più grande torbiera appenninica. Su tale torbiera il Marchetti nel 1932 effettuò analisi polliniche, tracciando così, l'antica storia forestale dell'Appennino Abruzzese.
Il lago ha una profondità media di circa 13 mt., presenta uno sviluppo perimetrale di oltre 42 Km. ed è cinto interamente da una strada circumlacuale e rotabile, che ne consente agevolmente il periplo.


 
Betulla

Flora 

Dell'antica vegetazione e flora palustre, caratteristica della vastissima torbiera distrutta nel 1938 per la realizzazione dell'invaso artificiale, riemergono importanti relitti nei rigagnoli, negli impluvi e nelle risorgive presenti sui bordi del lago. Sono presenti moltissime specie vegetali di grande ed insostituibile valore ecologico, paesaggistico e storico. Tra le numerose ed uniche specie, il bellissimo, appariscente e rarissimo, trifoglio fibrino (Menyanthes trifoliata); le molteplici entità eurasiatiche favorite da un clima montano e umido, come la bella Caltha palustris; piante endemiche e rarissime come l'Helleborus abruzzicus, descritto solo recentemente; quelle relitte, per cui Campotosto rappresenta l'unica stazione in Abruzzo, come la brasca ingrossata (Potamogeton gramineus), il delicato ranuncolo a foglie capillari (Ranunculus flammula), il candido erioforo (Eriophorum latifolium); l'unica pianta carnivora in Abruzzo detta erba unta (Pinguicula vulgaris subsp. vulgaris). A queste se ne aggiungono moltissime altre inserite nelle Liste Rosse d'Italia, tra cui ricordiamo la peverina erecta (Moenchia erectasubsp. erecta), il morso del
diavolo (Succisa pratensis), la cariofillata dei rivi (Geum rivale) e l'elleborine palustre (Epipactis palustris), che fanno di questo luogo un piccolo e perduto paradiso fiorito.
Di notevole rilievo, infine, è la stazione relitta di Betulla (Betula pendula), presente nell'area limitrofa della Riserva del Lago di Campotosto con una decina di esemplari in discreto stato vegetativo
Presenti anche notevoli boscaglie ripariali caratterizzate dai Salici,che assumono talora portamenti e dimensioni non trascurabili. Specie arboree tipiche della zona circostante il lago sono Fagus sylvatica (Faggio) e Acer pseudoplatanus (Acero montano). 

 
 
Gracchio corallino

Fauna

Il lago di Campotosto è un bacino artificiale, posto a 1313 metri di altitudine ai piedi dei Monti della Laga, i primi studi ornitologici riferiti all'area risalgono al 1947 (Di Carlo). Esso con il sistema di bacini artificiali satelliti lungo l'asta fluviale del Vomano (Provvidenza, Pagannoni e Villa Vomano), costituisce da sempre una delle maggiori direttrici di migrazione dell'avifauna acquatica, lungo la dorsale appenninica.
ll bacino è ritenuto come la più importante area umida in Abruzzo per lo svernamento della: Folaga (Fulica atra -con punte di circa 5000 individui l'anno), Moriglione (Ajthja ferina - con punte di circa 1000 individui l'anno), Alzavola (Anas crecca), Fischione (Anas Penelope), Moretta (Ajthja fuligola) e Moretta tabaccata (Ajthja njroca). Per l'importanza che il bacino ricopre nei confronti della biodiversità ornitica, l'Ufficio Territoriale Carabinieri per la biodiversità di L'Aquila, dal 2006 ha avviato un “Centro di monitoraggio dell'avifauna”, con l'istituzione di una Stazione di inanellamento.

Le specie ittiche presenti nel lago sono state introdotte con opere di popolamento a partire dall'inizio dell'invaso. Le specie ittiche attualmente presenti nel lago sono: Coregone (Coregonus lavaretus), Trota fario (Salmo trutta forma fario), Trota iridea (Salmo gairdnerii), Tinca (Tinca tinca), Triotto o Rovella (Rutilus rubilio), Barbo (Barbus meridionalis).
L' Ufficio Territoriale Carabinieri per la biodiversità di L'Aquila, da anni si occupa della produzione di novellame di Coregone (Coregonus lavaretus), che viene prodotto in un incubatoio adiacente le acque del bacino.
 


 

 
 
Fruizione

Fruizione

Il bacino di Campotosto in genere, vista la geometricità del paesaggio e l'assenza di vegetazione ripariale, consente una visuale del paesaggio per l'intero perimetro del lago.
Appena fuori dall’abitato di Campotosto, in località “piano delle Macchiole” si segnala un sentiero, che porta agevolmente alle rive del bacino, dov'è possibile osservare numerose specie di uccelli
Presso la Riserva è stata istituita in collaborazione con l'Ente Parco del Gran Sasso e Monti della Laga, una stazione d'inanellamento degli uccelli a scopo scientifico, visitabile tramite preventiva prenotazione