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RISERVA NATURALE BIOGENETICA INTEGRALE SFILZI

Istituzione: DM 26 luglio 1971

Proprietà: Demanio dello Stato
Altitudine: 389-600 m. s.l.m.
Estensione: 56 ha

Riserva naturale biogenetica integrale
Parte dell'antico e più vasto Bosco Sfilzi

Altre indicazioni e classificazioni:
Inclusa nel Parco nazionale del Gargano
ZPS (Direttiva79/409/CEE) IT9110039
SIC (Direttiva 92/43/CEE) IT9110004

Organo di Gestione:
Reparto Carabinieri Biodiversità di Foresta Umbra (FG)
Località Foresta Umbra - 71018 Monte Sant'Angelo (FG)
Tel. 0884/560944  Fax 0884/560948

  1. Flora
  2. Fauna
  3. Itinerari e Punti di interesse
Scorcio della Riserva di Sfilzi

Descrizione e cenni storici

La Riserva si estende lungo le pendici della Valle della Carpinosa, a monte della "Fonte di Sfilzi", l'unica sorgente perenne esistente nella zona montana del Gargano. L'area è pervenuta allo Stato nel 1919 per acquisto effettuato dalla ex Azienda di Stato per le Foreste demaniali (ASFD) dalla Famiglia Forquet, proprietaria della vasta tenuta di caccia costituita dal Bosco Sfilzi in agro di Vico. Si tratta di un lembo di Foresta molto ben conservato ove si possono osservare, oltrechè una ricchissima vegetazione, interessanti fenomeni di inversione termica: il faggio si localizza nel fondovalle più fresco mentre alle quote più elevate si ritrova il cerro, la roverella e finanche, nelle esposizioni più soleggiate, essenze tipiche della macchia mediterranea (leccio, ciavardello).
La Fontana di Sfilzi, che si pensa costruita da eremiti che colonizzarono la vicina località Casalini, risale forse all'VIII secolo.
 
 

 
 
Flora

Flora

La vegetazione è quella tipica dell'area di tensione Faggio-Cerro. Le specie arboree consociate al faggio, grazie alle diverse esposizioni che influenzano il microclima sono numerose: acero opalo, acero campestre, carpino bianco, carpino nero, cerro, rovere, leccio, tiglio, olmo, sorbo, melastro, alloro, corbezzolo e terebinto.
Molte altre specie arbustive ed un ricco corteggio di specie erbacee e muscinee, rendono la vegetazione molto varia e interessante.
 
 

 
 

Fauna

La fauna stanziale selvatica annovera il capriolo, che nella riserva integrale trova una particolare protezione, il cinghiale, il tasso, la volpe, il gatto selvatico, la faina e il ghiro; tra gli uccelli degna di nota è la presenza del colombaccio, del gufo comune, dell'allocco e di numerose specie di picchi e Silvidi.
Recentemente nell'area protetta è stata accertata la presenza di almeno due coppie del raro picchio rosso mezzano. Nelle vasche di raccolta delle acque è possibile osservare il tritone italico.
 
 

 
 
Sentiero tra gli alberi

Itinerari e Punti di interesse

Sentiero "Fonte Sfilzi - Casalini"
 
DIFFICOLTA': Alta
LUNGHEZZA: m. 1.000
DISLIVELLO: da 400 a 506 m. s.l.m.
TEMPO DI PERCORRENZA: 40  minuti
 
Il sentiero, realizzato nell'ambito di un progetto LIFE, si snoda all'interno della riserva statale integrale "Sfilzi". La stessa è raggiungibile solo a piedi, con mountain-bike o, previa autorizzazione, con mezzi fuoristrada, percorrendo strade sterrate che dipartono dalla strada provinciale n. 144, che conduce da Vico del Gargano a Monte Sant'Angelo, all'altezza del km. 17,000, ovvero dalla n. 52 bis, Umbra - mare, all'altezza della località Caritate. Partendo dal confine dell'area protetta, raggiunge la sorgente e, attraversando con un breve ponte la valle della Carpinosa,  sale alla località Casalini, luogo di eremi ove sono stati scoperti i resti di antiche sepolture. È segnalato da una apposita tabella e completamente delimitato da una staccionata.
L'ubicazione, il fondo  naturale e la rilevante pendenza lo rendono adatto solo a camminatori esperti.
L'accesso alla riserva integrale, pur consentito per motivi di studio e per escursioni naturalistiche, può avere luogo solo previo permesso scritto da rilasciarsi da parte dell'ufficio (info tel. 0884.560944)
 
PUNTI DI INTERESSE
 
La fonte Sfilzi è l'unica sorgente montana del Gargano. L'area non soggetta ad alcun tipo di intervento antropico offre l'immagine di un soprassuolo boschivo del tutto naturale. La dislocazione dell'area lungo la valle della Carpinosa e nella fascia vegetazionale di tensione tra la cerreta e la faggeta, nonché la presenza di vallecole con orientamento sud-nord, offrono la possibilità di osservare interessanti fenomeni di inversione termica e di intrusione di specie più tipiche della macchia mediterranea.