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RISERVA BIOGENETICA DI TOMBOLI DI FOLLONICA E SCARLINO

Istituzione: D.M. 13.07.1977
Proprietà: Demanio dello Stato
Altitudine: 0 - 5 m. s.l.m.
Estensione: 145 ha

Riserva Biogenetica dal 1977

Organo di Gestione:
Reparto Carabinieri Biodiversità di Follonica GR
Via Bicocchi 2,  58022 Follonica GR
Tel 056640019

  1. Flora
  2. Fauna
  3. Fruizione
Duna costiera con alberi centro abitato e montagne

Descrizione e cenni storici

La Riserva, costituita da una pineta di pino domestico con poco marittimo è costituita da nuclei separati. Parte della riserva ricade in ambito urbano, all'interno dell'abitato di Follonica, andando a costituire due parchi pubblici (pineta di Ponente e di Levante) per un totale di circa 10 ettari. Il secondo e più consistente nucleo, di circa 45 ettari, peraltro anch'esso suddiviso da appezzamenti di proprietà regionale concessi a privati per insediamenti a destinazione ricettiva e turistica, è radicato nel cordone sabbioso costiero che si estende da Follonica fino al Puntone di Scarlino. L'area si è trovata sempre più immersa nel tessuto urbano in forte espansione. Svolge pertanto una rilevante funzione turistica. E' inoltre riconosciuta come bosco da seme di Pino domestico, e svolge un'importante azione di difesa, o meglio di rallentamento, dall'erosione costiera.
La pineta è di impianto relativamente recente. I rimboschimenti furono avviati a partire dal 1880 fino ad ottenere gli attuali 60 ettari.
La gestione di queste pinete è sempre stata improntata al mantenimento per finalità estetiche e sanitarie, per la protezione dai venti marini delle pianure retrostanti, che venivano conquistate per la coltura attraverso opere di bonifica idraulica.
L'erosione costiera e l'espansione abitativa ha influito in maniera determinante sulle pinete.

 
 
Alberi

Flora

La vegetazione è costituita da boschi puri coetanei di pino domestico ottenuti per semina e piantagione, con età variabile e generalmente avanzata. In alcune zone si trovano lembi residui di popolamento di pino marittimo originariamente deputato alla protezione delle retrostanti colture e della pineta di domestico.
Nelle aree recintate, ove vige il divieto d'accesso, sotto la pur densa copertura di domestico è presente uno strato arbustivo costituito da specie tipiche della macchia mediterranea. La forte antropizzazione e il carico estivo di turisti limita fortemente ed impedisce lo sviluppo degli strati arbustivi ed erbacei nelle aree maggiormente transitate. La progressiva erosione del litorale tuttora in atto, ha causato l'irregolare arretramento della duna costiera, la progressiva scomparsa delle fascia di protezione di pino marittimo, e l'interruzione del cordone di vegetazione dunale che si trova al momento ridotto e lacunoso. Il problema dell'erosione costiera è particolarmente grave in questa zona, ed oltre ad avere ripercussioni dirette sull'attività balneare per il venir meno di spiaggia utilizzabile, ha evidenti effetti negativi sulla pineta, in quanto ha determinato in molti la scomparsa della duna e della fascia protettiva di pino marittimo.
Il risultato è che la pineta di domestico, per lo più in età avanzata, si trova esposta ai venti occidentali, e ciò scoraggia interventi selvicolturali in quanto qualsiasi apertura nella copertura arborea può provocare ingresso di forti correnti, con effetto devastante e crollo di pini. Gli interventi si limitano ad eliminare le situazioni di rischio contingente, abbattendo piante in evidente stato di prostrazione e procedendo a potature di rami secchi o evidentemente pericolosi. La produzione dei pinoli è in fase calante, in ragione dell'avanzamento dell'età

 
 

Fauna

La volpe fa frequenti incursioni, arrivando sino al mare durante la notte, spesso per cercare cibo nei cestini dei rifiuti a servizio della spiaggia. Molti i roditori tra cui lo scoiattolo. Gli uccelli nidificano volentieri tra le fronde dei pini. D'estate il frinire delle cicale è quasi assordante.
 
 

 
 

Fruizione
 
I bagnanti sono i principali frequentatori della pineta durante i mesi estivi. Cercano riparo dal sole durante le giornate al mare.
Il difficile rapporto tra uomo e bosco ha nelle pinete litoranee di Follonica una delle sue espressioni più eclatanti. Formazioni forestali spesso considerate totalmente accessorie all'attività recettiva e turistica, se non addirittura un intralcio alla stessa, sono invece elementi determinanti non solo per l'estetica del paesaggio, ma anche e soprattutto per l'importante influenza microclimatica. Il golfo di Follonica sarebbe ben povera cosa senza le pinete litoranee che le precedenti generazioni ci hanno tramandato, sia visivamente che climaticamente. Un albergo, una casa, in pochi mesi si costruiscono. Per una pineta di cento anni occorrono cento anni.