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Poggio Tre Cancelli

Istituzione: D.M. 26.luglio 1971

Proprietà: Demanio dello Stato
Altitudine: 200 mslm
Estensione: 99 ha

Riserva Naturale Integrale

Altre indicazioni e classificazioni:
Inclusa nel Parco Interprovinciale di Montioni
Codice EUAP 0123

Organo di Gestione:
Reparto Carabinieri Biodiversità di Follonica GR
via E. Bicocchi n. 2 58022 FOLLONICA
Tel 056640019

  1. Flora
  2. Fauna
  3. Fruizione
Alberi

Descrizione e cenni storici

L'area protetta, tra le prime Riserve Naturali Integrali istituite in Italia, è situata nella parte nord occidentale della provincia di Grosseto, e si estende per 99 ettari (49 dei quali costituiscono la zona di protezione) nel territorio comunale di Follonica. La Riserva è interamente compresa nel perimetro del Parco Interprovinciale di Montoni, ed è quindi immersa in all'interno di una area boscata molto più estesa, non presentando soluzioni di continuità con quest'ultima. Infatti Il Parco interprovinciale di Montioni si estende per circa 6500 ettari tra le province di Livorno e Grosseto, e appartiene per gran parte al Patrimonio Agricolo e Forestale della Regione Toscana.
La principale finalità istitutiva della Riserva Integrale è la tutela della biodiversità attraverso la conservazione di habitat e il monitoraggio della dinamica evolutiva di popolamenti forestali indisturbati. L'accesso è consentito unicamente per finalità didattiche, di ricerca o per compiti amministrativi e di vigilanza.
Il profilo altimetrico è basso collinare, in cui si alternano modesti rilievi a zone di impluvio caratterizzate da maggiore umidità ed accumulo di suolo. I soprassuoli attuali derivano da tagli del ceduo a turni relativamente brevi, volti alla produzione di legna da ardere e carbone.
L'evoluzione dei popolamenti forestali, cessati i tagli di utilizzazione, ha originato boschi dalla fisionomia simile a fustaia, in cui tuttavia sono ben visibili le vecchie matricine. All'aumentare dell'età si è assistito al progressivo regresso delle specie di sclerofille tipiche del forteto a turni brevi e alla rarefazione dello strato arbustivo

 
 

Flora

I tagli di utilizzazione sono cessati nel 1948. Da allora il bosco viene lasciato all'evoluzione naturale. L'elemento arboreo dominante è il leccio che si ritrova sia come matricina che come polloni ormai affrancati. A seconda della giacitura cambia il portamento degli alberi oltre che la composizione specifica. Negli impluvi prevale la fisionomia arborea, ed i lecci si accompagnano a grossi cerri, carpini, roverelle e sughere, mentre le specie più esigenti di luce quali il corbezzolo o le eriche tendono a filare ovvero a sparire completamente. Raro anche l'orniello, presente con sparuti individui che vanno cercando la luce, partecipando alla copertura forestale con ridotti ciuffetti di foglie. Diverso il caso dei versanti e dei crinali, dove sono ancora presenti le specie tipiche della macchia, corbezzolo in testa, ma anche fillirea ed eriche, ancora con portamento arbustivo. La scarsissima quantità di luce che filtra al terreno non consente l'affermazione di un sottobosco o di uno strato erbaceo significativi.
La sentieristica all'interno della riserva è totalmente residuale, ma consente ancora l'individuazione delle originarie aie carbonili, quegli spiazzi che venivano creati in foresta per la creazione della catasta e ala cotura della legna per la produzione del carbone. Tutto il comprensorio forestale delle Colline Metallifere intorno a Follonica era un tempo funzionale all'attività estrattiva e siderurgica. Pertanto il carbone era il prodotto principale, che serviva ad alimentare gli altoforni per la produzione della ghisa.

 
 
Cinghiale

Fauna

Trovandosi all'interno di un ampio comprensorio boscato, non ci si può riferire ad una fauna tipica della riserva. Un tempo completamente recintata, la riserva è collegata oggi all'ambiente esterno senza soluzioni di continuità. Vi si trovano gli ungulati, primo fra tutti il cinghiale, ma anche il capriolo, che però necessiterebbe di maggiori spazi aperti per le esigenze di pascolamento. Frequenti i piccoli mammiferi, i mustelidi e la volpe.
Gli uccelli frequentano abbondantemente la Riserva, dai rapaci tipici quali allocco, civetta, assiolo, poiana, gheppio, ai picchi, tortore, cuculi cinciallegre e usignoli.
La riserva è frequentata anche dai rettili, sia serpenti che sauri. Non è raro imbattersi nelle

 

 
 
Paesaggio con alberi

Fruizione

Il regime di tutela integrale non consente alcuna fruizione della Riserva come siamo abituati a concepirla. L 'accesso è consentito solo per compiti gestionali e di sorveglianza e per la conduzione di studi e ricerche.
Nella nostra vecchia Italia l'istituzione di una riserva integrale non ha certo lo scopo di conservare una natura vergine o incontaminata. Si può dire che non esistono plaghe che non siano state frequentate in passato e soprattutto boschi che non abbiano mai conosciuto la ceduazione.
Per la riserva integrale di Poggio tre Cancelli il significato dell'esclusione è quello di lasciare una porzione modesta ad una evoluzione naturale per avere una testimonianza di quello che la natura riesce a fare in assenza di interferenze dirette oltre che una guida per scelte gestionali in ambienti paragonabili. Pertanto la fruizione non deve considerarsi come frequentazione, magari a corredo di una gita pure piacevole nelle selve maremmane. Non ci sono segnali, non ci sono sentieri, vi è un unico ingresso quasi simbolico, che si attraversa piegandosi. Niente panchine, né tavoli: Tre Cancelli è il bosco dei nostri avi, dove c'è ben poco d'umano.