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RISERVA NATURALE TOMBOLI DI CECINA

Bibbona, Calafuria e Caselli

Regione: Toscana
Provincia: Livorno
Comune: Cecina, Bibbona, Rosignano M.mo

Istituzione: DM 13 luglio 1977
Proprietà: Demanio dello Stato
Altitudine: 0-15 m. s.l.m.
Estensione: 405 ha

Riserva Naturale Biogenetica:
L'estensione indicata non comprende quella relativa ad altre tre Riserve Naturali Statali:
R.N.B. di Bibbona di 5,.84 Ha 
R.N.B. di Caselli 6,66 Ha 
R.N. di Calafuria di 115,63 Ha

Altre indicazioni eclassificazioni:
ZPS (Direttiva 79/409/CEE) IT5160003

Organo di Gestione:
Reparto Carabinieri Biodiversità di Cecina LI
Via Roma, 3,  57023 CECINA LI
Tel 058684220 Fax 0586630987

 
  1. Flora
  2. Fauna
  3. Itinerari e Punti di Interesse
 
Cenni storici

Descrizione e cenni storici

Il Granduca di Toscana Leopoldo II, nel 1839, iniziò una piantagione di una pineta lungo il litorale oggi interessato dalla foresta dei Tomboli, allo scopo di riparare dalla violenza e dalla salsedine dei venti marini le colture agrarie retrostanti.

Nel 1859, la foresta passò al demanio dello Stato e venne gestita dal Ministero delle Finanze e quando nel 1906 quest'ultimo ne bandì la vendita , l'Amministrazione Forestale dello Stato vi si oppose riuscendo ad ottenere che quelle tenute demaniali venissero dichiarate inalienabili e fossero ad essa consegnate al fine di svolgervi una razionale coltura silvana.
Dal primo nucleo pinetato, attraverso metodici rimboschimenti, si è raggiunta l'attuale estensione di 405 ettari circa. L'originario scopo di cui la pineta venne destinata permane ancora oggi in tutta la sua validità, ma alla funzione protettiva e produttiva se ne sono aggiunte altre di pari o superiore importanza, tra cui quella igienico-ricreativa esercitata sui residenti e sui villeggianti italiani e stranieri, sempre più numerosi. La Riserva Naturale Biogenetica denominata "Tomboli di Cecina" è ubicata lungo il litorale tirrenico, a nord e a sud della foce del fiume Cecina e dell'abitato di Marina di Cecina. Ha un'estensione complessiva di ettari 405 circa e con una larghezza variabile da 100 a 600 metri, lungo il litorale per 15 chilometri. La foresta risulta suddivisa in due zone, tradizionalmente denominate Tombolo Settentrionale e Tombolo Meridionale, fra loro separate dall'abitato di Marina di Cecina. Il paesaggio è quello tipico della pianura compresa fra il mare e l'arco di colline dell'entroterra che partendo da Castiglioncello raggiungono S. Vincenzo. E' un paesaggio piatto, nel quale l'uniformità del suolo è interrotta dalla presenza di corsi d'acqua e da leggere ondulazioni che lungo il litorale assumono l'aspetto di dune vere e proprie raggiungendo l'altezza di 6-7 metri.

Servizi ai visitatori: Percorsi didattici per evidenziare l'importanza della vegetazione. Educazione ambientale e visite guidate per gruppi e scuole su prenotazione.

 
 
Flora

Flora

Alla spiaggia sabbiosa, di pertinenza del demanio marittimo e in parte ricoperta da vegetazione erbacea alofila (cioè adatta alla salinità), procedendo verso terra segue un primo cordone di dune parallelo alla costa dove vegeta con prevalenza il ginepro coccolone e il ginepro fenicio insieme ad una bassa e intricata fascia arbustiva alla quale succedono i pini mediterranei.
In alcuni tratti i fenomeni di erosione marina in atto hanno determinato, in modo più o meno consistente, la scomparsa di questa prima fascia di vegetazione con funzioni protettive, mettendo allo scoperto la pineta di pino domestico.
La prima fascia pinetata, larga circa 20 metri, a tergo della zone dei ginepri è rappresentata dal pino marittimo che risulta più resistente ai venti salmastri. Segue la fustaia di pino domestico profonda dai 100 ai 600 metri. Il sottobosco, salvo limitate superfici ove a causa dell'ubicazione è maggiore la pressione antropica, è ampiamente diffuso e con buona densità. E' rappresentato oltre che dalle specie tipiche della macchia mediterranea, che prima della costituzione della pineta ricopriva l'intera superficie interessata, anche da altre quali il viburno, alcuni cisti (monspeliensis, salvifolius, e incanus), l'elicriso, l'evonimo europeo.
A fine inverno il tappeto erbaceo si arricchisce del colore dei ciclamini, che specie nel Tombolo Meridionale, coprono ampie superfici.

 
 
Fauna

Fauna

La riserva naturale dei Tomboli di Cecina, anche se di modesta superficie e di limitata larghezza, costituisce un interessante area per la sosta e la riproduzione dei numerose specie animali.
I fossi e gli acquitrini sono ricchi di ittiofauna (anguilla, muggine dorato, cefalo spigola, carpa) e anfibi tra cui rane, rospi e tritoni.
Fra i rettili si possono annoverare lucertole, ramarri, tartarughe terresti, tartarughe acquatiche e varie specie di serpenti.

Anche fra i chirotteri ci sono circa 8 specie stanziali all'interno della Riserva.

Sono presenti mammiferi vari tra cui il coniglio selvatico, lo scoiattolo, il riccio, l’istrice e il tasso; fra gli ungulati capriolo e cinghiale. Fra mammiferi predatori abbiamo la volpe e la martora, molto probabile anche la presenza della puzzola e della faina.

Ricca e variegata è l’avifauna con varie specie sia acquatiche, come alzavola, germano reale, marzaiola, tarabusino, airone rosso, tuffetto, porciglione, folaga, gallinella d’acqua; che arboricole come pettirosso, tordo bottaccio, regolo, fiorrancino, codibugnolo, cince, rampichino comune, ghiandaia, il colombaccio ed i picchi, tra cui si evidenzia il poco frequente torcicollo e il picchio verde. In aree arbustive ai margini del bosco si possono incontrare passeriformi canori come usignolo, canapino comune, capinera, sterpazzola, sterpazzolina comune, sterpazzolina di Moltoni, occhiocotto e la più rara magnanina comune Inoltre si ricordano i rapaci sia diurni (poiana, gheppio, sparviere) che notturni (civetta, allocco, barbagianni, assiolo e il poco frequente gufo comune).

E’ facile nelle giornate estive incontrare upupe, cinciallegre, ghiandaie e sentire il verso del picchio verde.

 

 
 
Castello

Itinerari nella Riserva naturale biogenetica dei Tomboli di Cecina
 
(N.B: Percorsi non segnalati)
DIFFICOLTA': BASSA
LUNGHEZZA:
DISLIVELLO: 0-15 m s.l.m.
TEMPO RICHIESTO:
 
La Riserva Naturale Biogenetica dei Tomboli di Cecina è intersecata da sentieri in terra battuta pianeggianti prevalentemente percorribili da disabili eccetto quelli a ridosso del litorale dove il terreno è più sciolto.
L'orientamento è semplice, data la presenza di un viale centrale molto largo, detto "Il Vialone" parallelo alla linea di costa, dal quale si dipartono strade perpendicolari che portano alla spiaggia.
E' possibile percorrere queste strade a piedi, in bicicletta e a cavallo, fare attività escursionistica e, su richiesta, visite guidate sia in riserva che alle strutture del Vivaio Forestale “Il Ferraccio

ARBORETO

DIFFICOLTA’: bassa
LUNGHEZZA: circa 400 m
DISLIVELLO: nessuno
TEMPO RICHIESTO  circa 1 ora per la lettura dei cartelli e osservazione specie vegetali

L’arboreto è formato da un sentiero in terra battuta molto facile e pianeggiante che inizia all’interno della riserva. Dall’ingresso principale del Tombolo meridionale a Cecina Marina, chiamato “Il Cancellone”, si procede lungo il vialone verso sud per circa 400 m e, alla nostra sinistra, troveremo l’ingresso. E’ un’area della riserva in cui è possibile osservare la vegetazione della macchia mediterranea, con cartelli che sono posti vicino alle singole piante. Si possono anche osservare le tane della volpe, del tasso e dell’istrice.

 

SENTIERO “NATURA PER TUTTI”

DIFFICOLTA’:  bassa
LUNGHEZZA: circa 600 m

Sentiero in terra battuta sito all’interno della riserva. L’ingresso si trova in località “Andalù” alla quale si arriva percorrendo il Viale della Vittoria di Cecina Marina verso sud fino alla fine del centro abitato, dove, sulla vostra destra, troverete uno degli ingressi della riserva, da cui ha inizio il sentiero provvisto di pannelli per non vedenti scritti in alfabeto Braille e formine di animali da poter toccare.

Il sentiero sarà fruibile dal mese di Aprile 2017 con prenotazione per gruppi, scuole e per portatori di handicap, per la fruizione di tutti i pannelli divulgativi.

Itinerari nella Riserva naturale Calafuria
 
SEMAFORO DEL MONTACCIO

DIFFICOLTA': media
LUNGHEZZA: 2500 m
DISLIVELLO: Quota partenza 10, quota arrivo 240 m s.l.m.
TEMPO RICHIESTO: 1 h
 
Il sentiero parte dalla sbarra in Loc. Maroccone ed attraversa tutta la Riserva Naturale dal livello del mare fino alla vetta del Semaforo del Montaccio.
La pista, lievemente acclive, si percorre abbastanza facilmente a piedi o in Mountain Bike ma non è praticabile da disabili per l'eccessiva pendenza di alcuni tratti, e si snoda all'interno della macchia-foresta mediterranea che caratterizza la Riserva Naturale.
La stagione migliore per compiere escursioni è quella primaverile, allorché la vegetazione mediterranea si caratterizza maggiormente per le fioriture e colori, nonché per la presenza della fauna ornitologica e di piccoli mammiferi.
Lungo il sentiero si può godere della vista del mare da alcuni punti panoramici.