Menu
Mostra menu

RISERVA NATURALE POPOLAMENTO ANIMALE VINCHETO DI CELARDA

Percorso dedicato ai diversamente abili

Regione: Veneto
Provincia: Belluno
Comune: Feltre

Istituzione: DM 28 dicembre 1971
Proprietà: Demanio dello Stato
Altitudine: 218-239 m slm
Estensione: 92 ha

Altre indicazioni e classificazioni:
ZPS (Direttiva79/409/CEE) IT3230032
SIC (Direttiva 92/43/CEE) IT 3230088
Zona Umida di importanza internazionale (Convenzione di Ramsar 2 febbraio 1971, ratificata dall'Italia con DPR 448 del 13 marzo 1976)

Organo di Gestione:
Reparto Carabinieri Biodiversità di Belluno
Via Gregorio XVI n°8  - cap 32100 Belluno
tel 0437944830  fax 043725084

 

  1. Flora
  2. Fauna
  3. Fruizione
Cenni storici

Descrizione e cenni storici
L'aspetto più caratteristico della riserva è sicuramente l'abbondanza d'acqua che ha favorito l'insediamento di varie forme di vita acquatica e di un'avifauna tipica delle zone umide. 
Il clima è di tipo continentale, l'umidità atmosferica è sempre elevata, le precipitazioni sono abbondanti soprattutto in primavera ed autunno. 
Nel 1887 l'area venne concessa in uso al Ministero dell'Agricoltura; da allora l'Amministrazione Forestale vi intraprese la coltivazione di salici da vimini, da cui la derivazione del toponimo "Vincheto". 
Nel 1920 l'area fu trasferita al Demanio Forestale dello Stato che intraprese anche la coltura vivaistica cessata dopo gli eventi catastrofici dell'alluvione del 1966. 
All'interno della riserva sono presenti un impianto per l'allevamento della trota marmorata, specie autoctona destinata al ripopolamento dei corsi d’acqua ed un centro equestre; sono, poi, di principale interesse tutte le attività che riguardano la conservazione e la promozione della cultura ambientale. A supporto delle attività didattiche vi è un centro visitatori nel quale sono riprodotti i principali ambienti della riserva; sono poi presenti recinti e voliere in cui vengono ospitati animali in cattività provenienti da altri centri di recupero o che presentano menomazioni gravi da non permettere il loro reinserimento in natura, un apiario ed un centro per l'equitazione dove vengono addestrati i cavalli utilizzati dal personale del Comando Unità Tutela Forestale, Ambientale ed Agroalimentare dei Carabinieri per i servizi di vigilanza e di rappresentanza. 
La riserva è oggi un luogo in cui si incontrano, senza che si generino conflitti, elementi di un'economia tipicamente rurale e altri mirati ad una consapevolezza naturalistico ambientale, favorita dalle disponibilità di ecosistemi ricchi di biodiversità e assolutamente pregevoli sotto il profilo estetico e paesaggistico. 


 
 
Flora

Flora

Gli elementi vegetazionali caratterizzanti la riserva sono per lo più legati alla presenza d'acqua; sono frequenti le formazioni a ranuncolo a foglie capillari (Ranunculus tricophyllus) e la foresta ripariale ben rappresentata dagli habitat di interesse comunitario in cui si evidenziano formazioni con prevalenza di salice bianco, ontano nero e pioppo, al quale si associa la foresta riparia mista ove sono più frequenti ontani, olmi e frassini. 
Altri lembi di foresta, nelle aree meno influenzate dalle oscillazioni della falda freatica, sono caratterizzati da carpino bianco, querce, aceri, tigli e frassini. Le aree prative soggette a regolare falciatura non presentano caratteristiche di particolare pregio floristico, molto più interessanti risultano invece  i prati xerofili, detti magredi, dove troviamo olivello spinoso, citiso strisciante, citiso purpureo ed in alcuni lembi anche due rare orchidee: Orchis coriophora e Ophrys holosericea
Molte delle superfici boscate, anche a causa delle numerose attività antropiche svolte in passato, mostrano segni di degrado con presenza di specie alloctone, come ad esempio l'abete rosso, la robinia, l'ailanto e il platano; le estese superfici prative denotano una forte utilizzazione antropica pur presentando aree ricche di specie. Proprio queste superfici, sono state oggetto di interventi di miglioramento all’interno del Progetto Europeo Life-Natura “Tutela dei siti Natura 2000 gestiti dal Corpo Forestale dello Stato” i cui obiettivi principali sono la conservazione e l'incremento della biodiversità e la valorizzazione naturalistica dell’area.

 
 
Fauna

Fauna
 

La comunità faunistica del Vincheto è piuttosto ricca. Sono state segnalate otto specie di anfibi fra cui, la più comune e abbondante, è la rana ibrida dei fossi. Vi sono poi il tritone punteggiato meridionale, il rospo smeraldino, l'ululone dal ventre giallo, la raganella italiana, la salamandra pezzata, il rospo comune e la rana agile. 
Il rigore invernale che caratterizza l'area, fa sì che la comunità di rettili non sia molto abbondante: sono presenti la biscia tassellata, la biscia dal collare, il saettone, il biacco, la lucertola muraiola ed il ramarro. La comunità ornitica è sicuramente la componente faunistica principale per il Vincheto, vista anche la vicinanza con l'ambiente fluviale. 45 specie nidificano all'interno della riserva mentre altre 17 si riproducono in aree immediatamente limitrofe. Fra queste, meritano una menzione particolare lo smergo maggiore, il gufo reale, la quaglia, il saltimpalo e lo strillozzo. 
Vi sono poi alcune specie, osservate abbastanza regolarmente all'interno dell’area (nibbio bruno, poiana, cincia dal ciuffo), oppure avvistate in modo più sporadico (tarabusino, falco pecchiaiolo, sparviere, porciglione, canapino). La comunità di uccelli si completa poi con 30 specie, di passo o di comparsa erratica nella zona. 
Per quanto riguarda i mammiferi merita segnalare la notevole popolazione di lepre, la presenza del cinghiale e le popolazioni di cervo e capriolo. 

 
 

Fruizione

Lungo la riserva si snoda una rete di sentieri che permette di visitare l'intera area e di prendere contatto con la fauna tramite la presenza di ungulati e avifauna ospitati all'interno di alcuni recinti. Sono praticate attività di educazione ambientale mediante visite guidate, e attività di ricerca volte a incrementare lo stato delle conoscenze della riserva ad esempioprogetto Life Natura.