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RISERVA NATURALE BIOGENETICA ZUCCAIA

Istituzione : D.M. 13 luglio 1977
Proprietà: Demanio dello Stato
Altitudine : 750 - 870 m s.l.m.
Estensione : 33,53.40 ha

Organo di Gestione :
Reparto Carabinieri Biodiversità  C.N.B.F. di Pieve S. Stefano
Via tiberina 3 bis n° 56  - 52036 Pieve S. Stefano (AR)
tel. 0575799035-36  fax 0575798135

  1. Flora
  2. Fauna
  3. Fruizione
Vista panoramica della Riserva di Zuccaia

Descrizione e cenni storici

La Riserva Naturale di Zuccaia si trova in Casentino, alla sinistra idrografica del fiume Arno. La zona è tipicamente montana, ma le pendenze sono lievi con esposizione sud-ovest. La formazione geologica prevalente è il macigno toscano. Il terreno è abbastanza profondo, di natura silicea e a reazione acida. La natura dei terreni ha favorito in passato l'estesa coltivazione del castagno da frutto, che tanta parte ha avuto nell'alimentazione delle popolazioni di montagna.
I terreni della riserva conservano ancora vasti tratti dell'antica castagneta da frutto, con esemplari talvolta di notevole sviluppo. I vecchi seminativi sono stati rimboschiti con resinose di varie specie, soprattutto abete americano.
Al centro della riserva si trova il fabbricato di "Montefresco",utilizzato come rifugio forestale e come punto di ristoro per chi lavora nella riserva o vi svolge il servizio di vigilanza. Nei dintorni vegetano ancora vecchi alberi da frutto di antiche varietà locali, come meli e susini.
La piovosità nella zona è molto alta, come è possibile stabilire dai dati della stazione meteorologica posta nei pressi della casa di Montefresco. Sono abbondanti le sorgenti d'acqua, che alimentano parecchi ruscelli, con minimo contenuto di calcare e quindi di notevole leggerezza.

 
 
Fiori

Flora

La riserva è quasi interamente ricoperta di boschi, in parte naturali e in parte di natura artificiale. I vecchi rimboschimenti sono stati realizzati su vecchi seminativi, con terreno profondo, e ora si possono contare esemplari di abete americano di ragguardevoli dimensioni. Bisogna notare che vi era stato realizzato un arboreo sperimentale di questa specie negli anni '60, per la raccolta di seme.
In altre zone è stato impiegato anche l'abete bianco, che è tipico di questa fascia climatica e ha dato buoni risultati di ambientamento. Altre specie esotiche come il pino radiata e il pino strobo sono andate scomparendo naturalmente, lasciando posto alla vegetazione locale.
Nella fascia più alta vegeta il faggio, mentre nelle zone più basse è comune incontrare cerro e castagno. I vecchi castagni da frutto occupano ancora alcune zone. Le malattie del castagno, cancro e mal dell'inchiostro, hanno anche costretto alla ceduazione dei castagneti, che così hanno cambiato notevolmente l'aspetto originario dei vecchi impianti da frutto. Specie sporadiche vegetano nel boschi di tipo misto, come ciliegi, sorbi e pero selvatico. Il sottobosco non è molto fitto a causa della scarsa luce che lasciano penetrare le chiome degli alberi; dove però prevalgono le latifoglie si ritrova l'elleboro, la daphne laureola e le erbacee tipiche della faggeta.

 
 
Gufo

Fauna

La fauna principale è rappresentata dai caprioli, che brucano incessantemente le radure del bosco, e dai cinghiali che segnalano la loro presenza con le numerose pozze di fango in cui amano rotolarsi per la pulizia. Parecchie conifere poi vengono scelte per completare l'opera di pulizia del cinghiale, che vi si strofina con forza, fino a levarne la corteccia.
Sono presenti anche tasso ed istrice, volpe e faina. Numerosissimi sono gli scoiattoli rossi, che qui trovano l'ambiente ideale per il loro nutrimento. I vecchi castagni cavi offrono, inoltre, rifugio ai rapaci notturni, come gufi e civette. Gli uccelli più comuni sono ghiandaie e merli, mentre le specie migratrici che fanno tappa nella riserva sono la rara beccaccia e i tordi. Sono comuni anche passeracei e uccellini di piccole dimensioni come il pettirosso e la sterpazzola. È facile rinvenire tracce dei vari animali nei diversi periodi dell'anno, cove, giacigli abbandonati, e comunque segni di una presenza costante anche se nascosta. Da non dimenticare le tracce del lupo, che anche in questa zona ha fatto sentire la sua presenza.

 
 
Antica casa agricola

Fruizione

La Riserva di Zuccaia si raggiunge dalla strada che da Chiusi della Verna porta a Chitignano. La strada che conduce alla Riserva è una strada forestale non asfaltata e chiusa al traffico comune.
Piste e sentieri sono di facile percorribilità, dato che le pendenze sono lievi, anche se non mancano forre e zone dirupate, negli impluvi maggiori. Attraversando la Riserva è facile notare i segni delle antiche sistemazioni agricole, come muretti a secco e vecchi terrazzamenti, quasi sempre rimboschiti. Ci sono anche i ruderi della vecchia casa colonica che ha dato il nome alla riserva, ormai sovrastati dalla vegetazione.