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RISERVA NATURALE ORIENTATA QUARTO SANTA CHIARA

Regione: Abruzzo
Provincia: Chieti
Comuni: Palena

Istituzione: DM del 10 ottobre 1982
Proprietà: Demanio dello Stato

Altitudine: (1073 m) di Fosso Grottignano e quella massima (1729 m.) di Serra Molione
Estensione: 485 ha

Organo di Gestione:
Reparto Carabinieri Biodiversità di Castel di Sangro (AQ)
Via Sangro 45  - cap. 67031 Castel di Sangro (AQ)
Tel. 0864/845938  Fax 0864/840706


Carabinieri Forestali
Comando Stazione Carabinieri Forestali di Palena
Tel. 0872/918207
Comunità Montana Sangro Aventino
Tel. 0872/918212 

 
  1. Flora
  2. Fauna
  3. Fruizione
Vista panoramica della Riserva Quarto Santa Chiara

Descrizione e cenni storici

La Riserva "Quarto Santa Chiara" rappresenta una proprietà silvo-pastorale coperta per circa 2/3 da boschi e per oltre 1/3 da prati pascoli.
L'intera proprietà è accorpata in un unico complesso a forma di "L" ed appartiene all'Azienda Fondo per il Culto la quale fa capo alla Direzione Generale degli Affari dei Culti del Ministero per gli Interni.
Il territorio del "Quarto S.Chiara" ricade nel comune di Palena e rappresenta l'estrema propaggine della provincia di Chieti al confine con la provincia dell'Aquila. L'Amministrazione e la sorveglianza viene effettuata dall'Ufficio Territoriale Carabinieri per la Biodiversità di Castel di Sangro (AQ).

L'area della riserva è attraversata dal Fosso la Vera che funge da collettore verso l'inghiottitoio del Quarto S.Chiara il quale durante i periodi di maggiori precipitazioni (primavera, inverno) non riuscendo a defluire l'intera portata del collettore determina l'allagamento temporaneo, di quasi tutto il prato-pascolo. Questa riserva è stata inserita nell'elenco dei biotopi di "rilevante interesse vegetazionale e meritevoli di conservazione in Italia".

La storia del Quarto S.Chiara è molto antica e ricca di avvenimenti, risale infatti al IX secolo quando faceva parte del Feudo di Forca che fino al 1268 appartenne a Tommaso di Palena e poi successivamente ai figli che la ereditarono dopo la sua morte. Una figlia diventata badessa del Monastero della Clarisse di Sulmona donò all'ordine il suo quarto di proprietà: appunto il Quarto Santa Chiara. Quindi questa parte di Feudo, dapprima venne riconosciuta quale entità feudale col nome di Quarto S.Chiara, e poi trasferito di proprietà al Fondo Culto succeduto al Monastero delle Clarisse di Sulmona.

I terreni della riserva sono formati da un'ampia componente di argille mioceniche quindi di recente formazione. Fanno eccezione le dorsali montuose le cui vette superano quasi tutte i 2000 m costituite dalla Serra Ciammaruchella (Monte Pizzalto m 1966), dalla Cresta di Pietra Maggiore (Monte Rotella m 2129), dal Monte Fratello (m 2058) le quali hanno un origine più antica in quanto alcuni risalgono al Cretacico ed alcuni anche al Giurassico.

Come arrivare: vi si accede tramite la SS 84 che si imbocca nella zona del Piano delle 5 Miglia, oppure dalla Valle dell'Aventino. Molto affascinante è arrivarci in treno.
Bisogna scendere alla stazione di Palena sulla linea ferroviaria Sulmona-Carpinone che attraversa l'intera area protetta.

 
 
Alberi

Flora

La vegetazione erbacea presente, la quale riveste notevole interesse naturalistico ed è condizionata dai fenomeni di allagamento che si verificano quasi ogni anno, forma alcuni prati pascoli permanenti sottoposti ad uno sfalcio estivo ed al successivo pascolo ovino.
Tra le specie più comuni ricordiamo: Gallium verum, Rumex crispus, Poterium officinale, Agropyron repens, Agrostis alba, Poa trivialis, Potentilla reptans, Gladiolus palustris, Juncus compressus.
I boschi della Riserva del "Quarto S.Chiara" sono caratterizzati da cedui, fustaie transitorie, zone nude e giovani rimboschimenti. I cedui, ubicati prevalentemente sulla Costa del Fonnone della riserva, hanno un età compresa tra 32 e 45 anni.
Le specie dominanti sono il faggio e il cerro: per i cedui di faggio è stata rilevata la presenza anche del carpino nero, orniello ed acero opalo (Acer opalus), mentre le specie che si trovano miste al cerro sono il frassino maggiore (Fraxinus excelsior), il sorbo ciavardello (Sorbus torminalis) ed il salicone (Salix caprea).

 
 
Lupo sulla neve

Fauna

L'area è frequentata da importanti specie faunistiche quali l'orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus) e il lupo appenninico (Canis lupus), il capriolo (Capreolus capreolus), il cinghiale (Sus scrofa), la volpe (Vulpes vulpes), la martora (Martes martes) e lo scoiattolo (Sciurus vulgaris), alle quali si affiancano rapaci come l'astore (Accipiter gentilis), lo sparviero (Accipiter nisus) e la poiana (Buteo buteo), e rapaci notturni come il gufo comune (Asio otus), la civetta (Athene noctua), l'assiolo (Otus scops), il barbagianni (Tyto alba). Interessante la presenza di uccelli migratori di passo tra cui la gru (Grus grus), l'oca selvatica (Anser anser) e la cicogna bianca (Ciconia ciconia).

 
 

Fruizione

La riserva può essere visitata esclusivamente a piedi, lungo i sentieri segnalati e in gruppi limitati di persone accompagnati dal personale addetto.