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RISERVA NATURALE BIOGENETICA GIGANTI DELLA SILA - FALLISTRO

Regione: Calabria
Provincia: Cosenza
Comuni: Spezzano della Sila

N° elenco ufficiale aree protette del 24/07/2003: 77
Provvedimento d'istituzione : Decreto del Ministero dell’Ambiente n. 426 del 21 luglio 1987
Altre classificazioni: Riserva Biogenetica;
inserita nel Parco Nazionale della Sila; Zona di Protezione Speciale ai sensi della direttiva
79/409/CEE riguardante la protezione degli uccelli;
Sito d’Importanza Comunitario ai sensi della Direttiva 92/43/CEE.
Proprietà: Demanio dello Stato

Altitudine: 1.410-1.430 metri s.l.m.
Estensione: 5,44 ha

Descrizione
Il territorio della Riserva ricade sull’altipiano silano del quale ne assume tutte le caratteristiche
fisiche. La platea geologica è costituita esclusivamente da graniti composti principalmente da
quarzo, ortoclasio e mica che, alterandosi, danno origine a terreni sciolti, non molto fertili, nei quali
generalmente difetta il calcare e l’acido fosforico, ma buoni forestalmente.
Il clima secondo il De Philippis è di tipo mediterraneo con inverni non troppo rigidi ed estati non
molto calde, ma siccitose. Secondo la classificazione del Pavari la Riserva rientra interamente nella
fascia fitoclimatica del fagetum, sottozona calda.

Flora
La specie floristica dominante è il pino laricio che nella riserva va a costituite una fustaia disetanea
che va dai 350 e più anni di età dei cosiddetti “Giganti”, ai 120 anni della pineta matura, fino ai 10-
15 anni della rinnovazione naturale.
I “Giganti”, che danno il nome all’area protetta, sono appunto costituiti da 53 eccezionali piante di
pino laricio. Ad essi si aggiungono cinque esemplari di acero montano dal diametro del tronco alla
base di circa 2 metri e anch’essi di età secolare. Il pino di maggiori dimensioni ha un diametro di
187 cm, 43 metri di altezza e un volume di 62,184 m3
.
In questo popolamento si configurano i resti dell’antica, famosa e suggestiva silva brutia, segno
tangibile di storia e cultura ed espressione simbolica del territorio calabro. Esso è testimonianza del
paesaggio della Sila fino alla fine del 1800, prima che gran parte delle foreste venissero tagliate per
rifornire di legname pregiato il giovane Regno d’Italia.
Nel piano intermedio è presente il faggio, il melo selvatico e qualche castagno e ai margini della
riserva si trovano esemplari di pioppo tremulo (Populus tremula).
Il sottobosco non è molto ricco e solo nelle radure si incontrano frequentemente la felce aquilina
(Pteris aquilina), il cocumiglio (Prunus cocumilia) il biancospino (Crataegus oxyacantha) e la rosa
canina (Rosa canina) unitamente alla fioritura stagionale di orchidee sambucine (Orchis
sambucina), qualche tasso barbasso (Verbascum thapsus) e specie altre erbacee.

Fauna
La fauna, tipica delle zone silane e appenniniche, è limitata dalle ridotte dimensioni della riserva.
Il rappresentante più numeroso è sicuramente lo scoiattolo nero, visibile ai visitatori che evitano
schiamazzi e quant’altro possa disturbare la fauna.
Fra l’avifauna è annoverabile il picchio rosso maggiore che trova sui fusti secchi delle grosse piante
di pino laricio l’habitat ideale per la sua alimentazione. Anche il grande e rarissimo picchio nero
può utilizzare l’area sporadicamente come sito di alimentazione. Gli uccelli rapaci nidificanti
osservabili con maggiore frequenza nell’area e nelle sue vicinanze sono la poiana, il falco
pecchiaiolo, il gheppio e lo sparviero mentre più rara è la frequentazione da parte dell’astore.
Tra i passeriformi è interessante la presenza del crociere ed è comune il picchio muratore.
Fra i rettili sono da ricordare il ramarro e le comuni lucertole che costituiscono un ottimo alimento
specialmente per i piccoli gheppi.
È di grande interesse zoogeografico la presenza di un piccolo roditore della famiglia dei gliridi, il
Dryomys nitedula (driomio), a distribuzione paleartica ma presente in isolamento in Calabria con la
sottospecie endemica aspromontis.

Finalità
Conservazione dei caratteri biogenetici del pino laricio, unitamente all’educazione e ricreazione dei
cittadini. Per quest’ultimo scopo è stato allestito un percorso di visita guidato con pannelli
esplicativi che attraversa l’intera superficie della riserva.

Come raggiungere l’area:
Per chi arriva dal versante tirrenico: La Riserva si raggiunge dall’autostrada A3, uscita Cosenza
(Sud o Nord), si prosegue per Camigliatello Silano sulla SS 107 (Silvana-Crotonese) fino all’uscita
per la località “Croce di Magara”. Si prosegue, quindi, seguendo l’apposita segnaletica fino alla
riserva che dista da questa uscita appena 3 Km.
Per chi arriva dal versante ionico: Dalla SS 106, nei pressi di Crotone, si imbocca la SS 107 fino
all’uscita di “Croce di Magara” da dove seguendo l’apposita segnaletica per 3 km si arriva alla
Riserva.
Per chi arriva dall’Autostrada A3: Occorre svincolare a Cosenza (Sud o Nord) e seguire le
indicazioni per la “Sila” percorrendo la SS 107 fina allo svincolo di “Croce di Magara”. Si
prosegue, quindi, seguendo l’apposita segnaletica fino alla Riserva che dista da questa uscita appena
3 Km.

La Riserva è aperta ai visitatori nel periodo che va da Maggio a tutto Ottobre dalle ore 8,30 alle ore
18,30. Per il periodo Novembre-Aprile l’area della riserva è visitabile prendendo appuntamento
alle utenze telefoniche di seguito segnalate.
L’ingresso è a pagamento ed il prezzo dei biglietti è di € 0,50 per i ragazzi e di € 1,00 per gli adulti.
Compatibilmente con la disponibilità, all’ingresso viene consegnato, compreso nel prezzo del
biglietto, un pieghevole illustrativo della Riserva.
Nelle ore d’ufficio si possono contattare:
- Comando Stazione Carabinieri  Forestale di Camigliatello Silano Tel. e Fax 0984/570808;
- Ufficio Territoriale Carabinieri per la Biodiversità di Cosenza - Viale della Repubblica, 26 - Tel. e Fax
0984/76760.

Nella riserva è percorribile un solo sentiero che tra l’altro per ovvi motivi di salvaguardia è obbligato.

Riferimenti:
Ufficio Territoriale Carabinieri per la Biodiversità di Cosenza -
Tel. 0984/76760;