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RISERVE NATURALI STATALI LE RISERVE DELLA SILA GRANDE

Gallopane, Giganti della Sila-Fallistro, Golia Corvo, Iona Serra della Guardia, Macchia della Giumenta, Tasso Camigliatello, Trenta Coste (Percorso dedicato ai diversamente abili)

Regione: Calabria
Provincia: Cosenza
Comuni: Spezzano Sila, Spezzano Piccolo, Longobucco, Celico, S. Giovanni in Fiore.

Istituzione: DM 13 luglio 1977
Proprietà: Demanio dello Stato
Altitudine: 1000-1700 m. s.l.m.
Estensione: 7.045 ha.

Riserve Naturali Integrali
L'estensione indicata riguarda i territori pervenuti allo Stato in seguito alla L. 3124/1876 e comprende quella relativa alle sette Riserve Naturali Statali Biogenetiche:
RNB Gallopane di 200 ha
RNB Golia Corvo di 350 ha
RNB Tasso di 223 ha
RNGB I Giganti della Sila di 6 ha
RNB Iona Serra della Guardia di 264 ha
RNB Trentacoste di 294 ha
RNB Macchia della Giumenta di 323 ha

Altre indicazioni e classificazioni
Un tempo aree quasi coincidenti con il Parco Nazionale della Calabria (dal 1968 al 2002) attualmente parte del Parco Nazionale della Sila istituito con D.P.R. 14/11/2002:
ZPS (Direttiva79/409/CEE) IT9310070/1/9/80/1/3/4
pSIC (Direttiva 92/43/CEE) IT9310069

Organo di Gestione:
Reparto Carabinieri Biodiversità di Cosenza
Viale della Repubblica, 26,  87100 Cosenza (CS)
Tel e Fax 0984/76760

 

 
  1. Flora
  2. Fauna
  3. Fruizione
Vista panoramica della Sila Grande

Descrizione e cenni storici

La Sila presenta una ossatura geologica essenzialmente granitico-cristallina. La morfologia è caratterizzata da morbidi versanti montuosi, fittamente boscati, con culmini che raggiungono quote comprese tra i 1700 e i 1900 metri. Tra le varie dorsali si stendono ampie valli fluviali con pascoli e praterie a quote medie di circa 1000 metri con i tre laghi artificiali, Cecita, Arvo ed Ampollino, creati per scopi prevalentemente idroelettrici.
Tutto l'ambiente silano è ideale per lo sviluppo della foresta, che vede il predominio del pino laricio. La "Sylva Brutia" è stata molto sfruttata nel passato ed è stata oggetto di numerose contese.
Ricca anche di granito, forniva alberi adatti all'edificazione di case e ad allestimenti navali: tagliati fino al ceppo in un unico pezzo e spediti via mare, rifornivano l'Italia e le colonie greche. Dopo la fine del feudalesimo, la Sila divenne proprietà dello Stato e molti terreni furono destinati all'agricoltura ed al pascolo. Nel 1876 si istituirono le cosiddette "camere chiuse": zone boscate nelle quali era proibito a chiunque di "legnare" poiché il legname era destinato per le costruzioni navali.
Questo avvenne con la legge n. 3124 che rappresenta una delle prime leggi di tutela dei boschi. Da tali terreni ha preso origine l'attuale demanio gestito dall'Ufficio Territoriale per la Biodiversità del Corpo forestale dello Stato di Cosenza.

 
 
Tronco d'albero

Flora

Fino ai 1400 metri, il pino laricio è sicuramente la specie vegetale predominante. Nella Riserva Naturale dei "Giganti di Fallistro" vengono protette e salvaguardate 57 piante di pino laricio e 7 piante di acero di monte, tutte numerate e classificate. I diametri del fusto oscillano dai 71 ai 187 cm mentre le altezze, in più casi, sfiorano i 43 metri. Da studi su campioni legnosi e da osservazioni di campo si stima che l'origine della pineta possa risalire intorno agli anni 1620-1650. Notevoli sono anche gli esemplari della variante denominata "Vutullo" come il "Pino Bello" in località Fossiata.
Su alcuni tronchi sono ancora evidenti le incisioni praticate per la raccolta della resina destinata alla produzione della cosiddetta "pece brutia", particolarmente odorosa.
Variando la quota e la giacitura, il pino si unisce al faggio e più in basso al castagno; lungo i fossi e nelle zone dove affiorano le numerose acque sorgive, si trovano gruppi di ontano e pioppo tremolo. Fra le specie arbustive spiccano la rosa canina, il biancospino, il melo ed il pero selvatico, cocumelo, rovi e ginestre dei carbonai.
Il fitto sottobosco è invece costituito da felce aquilina, trifogli, fragole e lamponi. Da segnalare le splendide fioriture di orchidee, gerani, ciclamini, ranuncoli, viole, fiordalisi e ginestrine nei pascoli in alta quota come i "Pianori di Macchialonga".

 
 
Scoiattolo nero

Fauna

Sicuramente il mammifero più caratteristico dell'altopiano silano è il lupo, presente in molteplici esemplari. Esso viene tutelato e mantenuto a quote elevate, protetto dai fitti boschi e da specifiche azioni mirate, come il miglioramento dei pascoli d'altura.
L'azione di salvaguardia è favorita inoltre dalla diffusione delle sue prede: cervi, caprioli e lepre italica. Quest'ultima è ancora presente in un cospicuo numero di esemplari così come la comune lepre europea. La fauna, molto nutrita, comprende inoltre cinghiali, gatti selvatici, faine, tassi, martore, istrici, donnole e puzzole. Accanto a questi mammiferi vive una grande varietà di uccelli. Oltre all'avifauna stanziale, rappresentata da poiane, sparvieri, allocchi e cornacchie, tra i migratori si possono osservare beccacce, quaglie, beccaccini, allodole, tordi e cesene. Sono stati avvistati anche l'avvoltoio capovaccaio, il biancone ed il picchio verde e nero. Il gufo reale invece frequenta i boschi più isolati e le aree meno antropizzate.
Il rappresentante più grazioso è di certo lo scoiattolo nero facilmente visibile ai visitatori più mattinieri e silenziosi.

 
 
Centro visita

Fruizione
 
Tutto il territorio della Sila Grande è facilmente accessibile. È possibile fare passeggiate lungo i laghi, escursioni di vari livelli di difficoltà lungo i sentieri principali, indicati in appositi tabelloni.
Luogo di particolare interesse è il Centro Visita sito in località Cupone. Nato dall'adattamento degli spazi intorno a una segheria demaniale e dei plessi accessori, oggi è un centro di educazione ambientale con sentieri naturalistici, osservatori faunistici, museo, giardino geologico ed un orto botanico accessibile ai non vedenti con pannelli e file audio mp3 esplicativi delle varie essenze.
Nel museo naturalistico del Cupone, è stato installato il sistema "Vettore", un linguaggio speciale impresso su piastrelle, che permette attraverso elementi modulari presenti lungo il percorso (onde) ai non-vedenti ed ipovedenti di visitare in modo autonomo il percorso attraverso il senso tattilo-plantare e manuale (il bastone bianco), l'udito e il contrasto di luminosità.

Tutto ciò, oltre alla adiacente area attrezzata per pic-nic lungo il lago Cecita, fa del Centro Visita una delle zone più frequentate del Parco della Sila.
L'accesso a "I Giganti della Sila" è consentito solo a piedi nei mesi da giugno a ottobre, lungo un percorso obbligato, fruibile anche ai disabili.
Il Corpo forestale dello Stato fornisce il servizio gratuito di visita guidata a scolaresche e gruppi organizzati che ne facciano richiesta.