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Torino 2006

Sci Alpino

All'inizio degli anni Settanta - all'epoca della famosa "valanga azzurra" - dal Centro sportivo di Selva di Val Gardena uscirono campioni come Herbert Plank, i cugini Helmut ed Eberhard Schmalzl, come Michele Stefani, Osvaldo ed Enrico Demetz, Egidio Sartorelli, Gottardo Staufer. O come Erwin Stricker, Diego Amplatz, Alex Giorgi, Willi Demetz, Arnold Senoner, Mauro Bernardi. O, negli anni seguenti, altri atleti d’alto livello come Christian Polig, Luca Pesando, Werner Perathoner, Ivano Camozzi, specialisti delle discipline tecniche o della velocità. Tutti sciatori che figurarono nelle prime posizioni sia in Coppa del Mondo che in Coppa Europa. 

Alberto Tomba

Tuttavia il campione che più è riuscito ad innalzare la gloria della Sezione è stato Alberto Tomba, che dalla fine degli anni ottanta a tutti gli anni novanta ha dominato la scena mondiale in slalom e in gigante.

Gli allori di Tomba hanno fatto la storia dello sci. Come quelli di Stenmark, di Hermann Maier, di Gustavo Thoeni, di Zeno Colò, di Jean-Claude Killy, di Toni Sailer.

Ma persino nell'elenco degli immortali, Alberto merita un posto a parte, per la personalità prorompente che - unita alle doti tecniche da fuoriclasse autentico - ne ha fatto un personaggio carismatico, anche fra i non appassionati di sport.

Cinquanta vittorie in Coppa del mondo, un numero esorbitante di podi, una Coppa del Mondo assoluta, otto di specialità, cinque medaglie olimpiche, tre ai Mondiali. Una carriera strepitosa. Un rapporto con l'Arma solido, nonostante alcune stravaganze e qualche imbarazzo. Ma il "carabiniere" Tomba è stato, sopratutto, un interprete straordinario delle specialità tecniche dello sci (il gigante e lo speciale), che ha dominato con uno stile personale e inimitabile. Per un decennio ha oscurato tutti gli altri, persino quelli che - favoriti dal regolamento - gli strappavano la Coppa dalle mani affidandosi ai punti delle combinate e a una maggiore polivalenza.

All'epoca di Alberto Tomba, altri atleti dell'Arma si comportavano con onore, ma la loro fama fu ovviamente oscurata da quella del supercampione bolognese. Fu il destino di Carlo Gerosa (oggi apprezzato commentatore televisivo), Franco Colturi, Patrick Holzer, Oswald Toetsch, Roberto Spampatti.

Oggi, con le Olimpiadi di Torino alle porte, il testimone di Tomba passa a Giorgio Rocca, capace di vincere ben 11 volte in Coppa del Mondo nello slalom speciale, 5 in quest'ultima stagione. Il carabiniere di Livigno ha assaporato anche il podio mondiale ben due volte lo scorso anno a Bormio, slalom e combinata, le stesse specialità che affronterà alle prossime Olimpiadi; l'obiettivo è quello di completare il suo palmares con un alloro olimpico, che sicuramente è alla portata del suo innato talento, specialmente tra i pali stretti.