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XX Giochi Olimpici Invernali - Torino 2006

L'Italia conquista l'oro nella gara più attesa.
Pietro Piller Cottrer e Giorgio di Centa festeggiano la vittoria nella gara 4x10km staffetta uomini di fondo (Foto tratta da www.fisi.org)Storica impresa dei fondisti azzurri sulla neve di Pragelato Plan: gli azzurri si laureano campioni olimpici nella gara che fino all'ultimo momento preannunciava la solita sfida tra i dominatori di questa specialità, Italia e Norvegia. Il quartetto azzurro, chiamato a lanciare l'ennesima sfida ai norvegesi, schierava in prima frazione Fulvio Valbusa, poi due carabinieri, Giorgio Di Centa e Pietro Piller Cottrer, che avevano il compito di lanciare Cristian Zorzi nella frazione finale. Nelle ultime quattro edizioni olimpiche è stata sempre una lotta a due, dove Italia e Norvegia si sono date battaglia sul filo dei centesimi e, a parte la vittoria azzurra a Lilllehammer '94, gli scandinavi avevano sempre avuto la meglio vincendo ad Albertville ‘92, a Nagano nel ‘98 ed a Salt Lake nel 2002.

Oggi la Norvegia non si è vista mai, se non fino a poco più di metà gara, quando ancora i vari team si trovavano raggruppati in una manciata di secondi e nessuno accennava a prendere l'iniziativa. I primi due frazionisti azzurri, chiamati a coprire i loro venti chilometri a tecnica classica, riuscivano a rimanere attaccati ai battistrada. Un coriaceo Valbusa prima e un concentratissimo Di Centa poi dimostravano grande determinazione e spirito di sacrificio nella tecnica meno congeniale ai nostri, che di contro, prediligono il passo pattinato. Soprattutto il carabiniere di Treppo Carnico, dopo il cocente quarto posto di domenica nella pursuit, attingendo a tutta la sua fame di medaglia, teneva a bada i tentativi di fuga degli altri. Gli scandinavi, campioni olimpici e mondiali in carica, contrariamente alle aspettative, non riuscivano mai ad impensierire la cavalcata azzurra verso la conquista dell'oro olimpico. Durante la gara, dopo che Norvegia e Russia sembravano non poter tenere le posizioni di testa, le preoccupazioni maggiori si sono trasferite semmai su Germania, Svezia e Francia.

Queste nazioni, insieme alla Repubblica Ceca, hanno fatto compagnia all'Italia fino a metà della terza frazione, quella che vedeva impegnato un lanciatissimo Pietro Piller Cottrer. Il carabiniere di Sappada, bronzo una settimana fa qui a Pragelato nella 30 Km pursuit, dopo un primo tentativo d'attacco sulla lunga salita antistante il rettilineo d'arrivo, riproponeva la stesso tentativo al secondo passaggio; questa volta l'azione di “Killer Piller” schiattava la resistenza degli avversari e regalava all'Italia un margine di vantaggio che cresceva metro dopo metro. Del quartetto di testa, né la Svezia e la Germania, né tanto meno la Repubblica Ceca, riuscivano a tenere la progressione del carabiniere bellunese che con la sua decisa azione poneva le basi per consentire poi a Zorzi di volare tranquillo verso il traguardo. L'Italia si presentava così all'ultimo cambio nettamente in testa e riponeva proprio nel forte fiemmese, schierato per ultimo per le sue caratteristiche di sprinter, il compito di gestire il margine costruito fino a quel momento da Piller Cottrer. Zorzi, rassicurato dalla vincente azione del compagno, ereditava da “Caterpiller” lo slancio verso il successo che capitalizzava metro dopo metro incrementando il gap dalla coppia inseguitrice formata da Germania e Svezia. Il vantaggio azzurro in cima alla salita del penultimo chilometro superava nettamente i trenta secondi, un'infinita fetta di sicurezza per “Zorro” il quale si lasciava serenamente scivolare giù verso il parterre d'arrivo, dove i compagni, consapevoli di aver finalmente realizzato un'impresa storica, lo attendevano festanti tra il boato dei tifosi.

La cavalcata finale di Zorzi verso l'arrivo sapeva di assoluta supremazia degli azzurri; la gara degli gli altri si era ridotta ad una mera sfida per l'argento dopo che Piller Cottrer in terza frazione e Cristian Zorzi nell'ultima avevano posto un'ipoteca definitiva sulla medaglia d'oro.

Immenso l'entusiasmo dei quattro eroi azzurri che, dimostrando un affiatamento invidiabile, cantavano insieme le lodi della loro vittoria complimentandosi a vicenda. Piller Cottrer e Di Centa si ritrovano così sul quel podio che li aveva divisi una settimana fa, quando il primo era stato di bronzo e il secondo era invece rimasto coi piedi per terra al quarto posto.

Fondamentale ancora l'apporto degli sciatori del Centro Sportivo Carabinieri ai successi azzurri in questa Olimpiade torinese, il cui medagliere conta complessivamente 3 ori e 4 bronzi: due gli ori firmati dall'Arma, dopo quello iniziale di Zoeggeler, a cui si aggiunge il bronzo di Piller sulla 30 km pursuit.

Il programma gare prevede ancora la sprint mercoledì e la 50 km che domenica chiuderà la rassegna olimpica. Chissà se i nostri campioni riusciranno a trovare ancora la voglia di soffrire e inseguire le medaglie che ancora sono in palio: visto il cuore e il carattere che questi ragazzi hanno messo oggi sul campo, non c'è da dubitare che fino all'ultimo metro cercheranno di imporre ancora una volta la loro classe sopraffina.