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Londra 2012
XXX Giochi Olimpici Estivi

Carlo MolfettaL'Olimpiade di Londra si è chiusa in modo trionfale per gli atleti del Centro Sportivo Carabinieri con Carlo Molfetta che conquista l'oro olimpico dei pesi massimi (+80Kg) nel taekwondo. La vittoria di Molfetta è stato l'atto finale di un'edizione trionfale per i campioni dell'Arma e per i colori azzurri nell'olimpiade londinese: 3 ori, 3 argenti e 2 bronzi. I risultati di Londra confermano ancora una volta quanto il ruolo del Centro Sportivo Carabinieri sia fondamentale ai fini del medagliere olimpico italiano che si è chiuso con 8 ori, 9 argenti e 11 bronzi.
La prima medaglia azzurra in assoluto è arrivata dalla pistola ad aria compressa di Luca Tesconi che a sorpresa ha conquistato l'argento nella finale dei 10 metri nella giornata d'apertura dei Giochi. Il 30enne tiratore di Pietrasanta, in forza al Centro Sportivo Carabinieri, ha compiuto un autentico capolavoro al suo esordio a 5 cerchi. L'azzurro è riuscito a trovare la carica giusta per affrontare l'appuntamento della vita con il giusto approccio mentale, ma soprattutto con una motivazione straordinaria e tanta voglia di fare bene. Al termine dei 60 colpi di qualificazione, davanti c'era il coreano Jongoh Jin, poi vincitore della gara, con 588/600 punti; Tesconi si attestava al quinto posto con 584, ottimo trampolino di partenza per la lotta alle medaglie nei successivi 10 tiri di finale in cui Tesconi, perfettamente a suo agio tra campioni molto più esperti, blasonati e titolati di lui, riusciva colpo dopo colpo, a risalire la china e a chiudere con una serie micidiale di tiri che stendevano gli avversari; al termine della finale la classifica premiava il carabiniere toscano, saldamente aggrappato ad un secondo posto che rappresenta il risultato più importante della sua giovane carriera. Nella stessa giornata, a dir poco grandiosa per i colori dell'Arma, è arrivata le medaglie di Arianna Errigo nel fioretto. La schermitrice lombarda, è stata protagonista insieme alle compagne di Nazionale di una storica tripletta sul podio olimpico del fioretto femminile: oro ad Elisa Di Francisca, argento ad Arianna Errigo e bronzo per la leggendaria Valentina Vezzali, privata dello scettro olimpico che portava da Sydney 2000 ma estremamente fiera della sua ottava medaglia a cinque cerchi. Tra loro, la più brillante è apparsa proprio Arianna Errigo, esordiente ai Giochi e più giovane delle tre; dalle prime battute di gara, la fiorettista lombarda ha dimostrato di voler rincorrere il massimo risultato, quell'oro che poi invece le è sfuggito per una sola stoccata proprio quando invece sembrava nelle sue tasche. Dopo aver sconfitto Valentina Vezzali in semifinale con un netto 15-10, nella finalissima con la Di Francisca, per completare quello che sarebbe stato un vero e proprio capolavoro, alla Errigo è mancato forse un pizzico di precisione nel preparare e portare la stoccata. La carabiniere monzese, in vantaggio per 11 a 7 a poco più di un minuto dalla fine dell'incontro, ha pagato un paio errori nella fase di preparazione dell'attacco e si è vista rimontare a tempo ormai scaduto. Come in un remake perfetto della finale iridata dei mondiali di Parigi 2010, le due azzurre si sono giocate l'oro olimpico al minuto supplementare e anche questa volta è stata la Di Francisca ad avere la meglio. Il rammarico di Arianna Errigo per aver visto sfumare di un soffio il sogno di una vita è stato riscattato prima dalla conquista della Coppa del Mondo 2012, maturato proprio grazie al secondo posto dell'individuale e poi dall'oro nella prova a squadre dove il Dream Team azzurro (Errigo, Vezzali, Di Francisca e Salvatori) si è ripreso il titolo olimpico della specialità che mancava da Sydney 2000. Le ragazze italiane hanno superato la Russia, oro ai mondiali 2011 e ai Giochi di Pechino 2008, col punteggio di 45-31. Schiacciante la prova delle azzurre che non hanno dato respiro alle avversarie sin dai primi turni eliminatori; l'Italia ha sconfitto la Francia col netto punteggio di 45-22 in semifinale e nel primo assalto, quello dei quarti, la Gran Bretagna per 45 a 14. In grande evidenza Arianna Errigo, sempre determinante e capace di esprimere un fioretto estroso, tecnico e spettacolare. La Errigo, che vanta un invidiabile curriculum internazionale con già due medaglie olimpiche al collo, appare adesso la più accreditata a raccogliere lo scettro di Valentina Vezzali come regina del fioretto mondiale. Ma se quello delle ragazze era un trionfo annunciato, non così scontata appariva invece l'impresa che i colleghi maschi sono riusciti a costruire nella gara a squadre con la quale hanno riscattato l'amara prova dell'individuale. Dopo il quinto posto nell'individuale, Andrea Cassarà, insieme ai compagni di Nazionale Baldini, Avola e Aspromonte, ha vinto l'oro nel fioretto e si è confermato campione olimpico della specialità, dopo aver vinto questo titolo ad Atene 2004 e dopo che lo stesso non era stato assegnato a Pechino 2008 per via della rotazione delle specialità nelle gare a squadre. Al termine di una finale tirata, delicata è sempre aperta, l'Italia ha sconfitto in finale il Giappone col punteggio di 45-39, liberando poi l'urlo di gioia e l'entusiasmo di un gruppo di atleti straordinari. Primo tra tutti Cassarà, che da campione del mondo in carica si aggiudica la terza medaglia olimpica della carriera dopo il bronzo individuale e l'oro a squadre di Atene 2004. Sempre dalla scherma arriva un'altra medaglia ad imbellire l'albo d'oro del Centro Sportivo Carabinieri ed il medagliere azzurro: è il bronzo vinto dagli sciabolatori ai danni della forte e temibilissima Russia. Con il punteggio di 45 a 40, il quartetto composto dall'inossidabile Luigi Tarantino (Carabinieri), Diego Occhiezzi (Aeronautica), Aldo Montano (Fiamme Azzurre) e Luigi Samele (Fiamme Gialle), ha liquidato l'ostica compagine russa. Dopo un avvio molto equilibrato, l'Italia ha preso il largo e si è assicurata un vantaggio sempre più consistente tanto da riuscire a controllare e contenere i tentativi dei russi di rifarsi sotto. Allo stoccare della botta numero 45 la gioia è esplosa tra i quattro protagonisti; uno su tutti si è trovato a ripercorrere una carriera a dir poco fantastica: l'inossidabile Tarantino, che dall'alto dei suoi quasi 40 anni (compirà gli anni il prossimo mese) ha dato un contributo eccezionale ai compagni in termini di esperienza e carica agonistica. A lui non si poteva chiedere di più: il carabiniere napoletano, alla sua quinta partecipazione olimpica, dopo vent'anni di attività ad altissimo livello, chiude la sua gloriosa carriera afferrando quella che è la sua quarta medaglia in cinque edizioni dei Giochi dopo i bronzi di Atlanta '96 e Pechino 2008 e dopo l'argento di Atene 2004. Non resta che complimentarsi con un campione di questa caratura, esempio eccezionale di longevità agonistica e di vitalità incontenibile, fuoriclasse indiscusso della sciabola azzurra, capace di vincere anche un mondiale e un europeo individuale nonchè tre edizioni della Coppa del Mondo. A Tarantino va un grazie da parte di tutto lo sport azzurro e di tutti gli addetti ai lavori per quello che ha fatto da atleta e per quello che ha regalato alla scherma italiana e al Centro Sportivo Carabinieri.
Il judo ha invece lanciato sul palcoscenico della ribalta olimpica, il viso di una raggiante e incontenibile Rosalba Forciniti, capace di acciuffare una strepitosa medaglia di bronzo nella categoria 52 kg. La judoka dell'Arma ha battuto dopo il golden point per giudizio arbitrale, ultimo atto di una gara straordinaria, la lussemburghese Marie Muller, sua avversaria nella sfida per il terzo gradino del podio. Per Rosalba si trattava della prima olimpiade e quello ottenuto a Londra è sicuramente il miglior risultato in carriera anche se sul suo curriculum brillano l'oro europeo a squadre nel 2010, l'argento ai Giochi del Mediterraneo di Pescara 2009, 2 argenti e un bronzo in Coppa del Mondo. La gara olimpica è iniziata dagli ottavi con l'azzurra che ha affrontato e sconfitto per yuko la tedesca Romy Tarangul; nei quarti la Forciniti si è trovata davanti l'ostica coreana Kim Kyung-Ok, superata dopo il golden point per giudizio arbitrale, al termine di un incontro molto difficile; approdata in semifinale, Rosalba ha dovuto fare i conti con la nord coreana An Kum Ae che dopo 2'33" di combattimento ha sconfitto l'azzurra per ippon. Il bronzo di Rosalba è il primo alloro olimpico nel judo per gli atleti del Centro Sportivo Carabinieri che finora ai Giochi come miglior risultato avevano ottenuto tre quinti posti con Sandro Rosati a Los Angeles 1984, Luigi Guido a Sydney 2000 e Paolo Bianchessi ad Atene 2004.
Il tiro a volo ha invece consacrato la classe ed il carattere d'acciaio di un campione come Massimo Fabbrizi, atleta del Centro Sportivo Carabinieri impegnato nella specialità fossa olimpica.
Al termine di una gara dura, spietata, difficile, interamente gestita con la sicurezza di essere il migliore e con la determinazione che gli ha permesso di laurearsi campione del mondo nel 2011, Massimo Fabbrizi ha trovato la forza di salire su quel podio olimpico che inseguiva da anni.
Nel suo esordio a cinque cerchi l'azzurro ha terminato i 125 piattelli di qualificazione con il terzo miglior risultato (123/125) e si è presentato alla finale a sei con due piattelli di distacco dall'australiano Diamond, leader della classifica. Dietro a Diamond, il kuwaitiano Aldeehani a quota 124/125, poi Fabbrizi. La finale è stata davvero incredibile, con continui colpi di scena: dopo i primi colpi, Diamond sembrava inarrivabile, preciso e impeccabile nei suoi tiri ma al termine dei 25 colpi, Fabbrizi ed il croato Cernogoraz hanno avuto la meglio trovandosi in testa, appaiati a quota 146/150; i due si sono contesi l'oro agli shoot-off con un Fabbrizi già soddisfatto per la medaglia conquistata ma determinato ad inseguire il massimo risultato; accanto a lui un campione come Cernogoraz, solido, impeccabile, meticoloso nel rituale di preparazione di ogni colpo. Ci sono voluto 6 piattelli di spareggio per decretare il nuovo campione olimpico e asegnare la medaglia più pregiata. Per Massimo Fabbrizi è un argento che sa di oro e che per il campione marchigiano ha il sapore della rivincita dopo un quadriennio affrontato con l'idea fissa di andarsi a riprendere ciò che quattro anni prima gli era stato sottratto. Correva infatti l'anno 2006 quando il tiratore dei Carabinieri, già campione del mondo nel 2005 e primo azzurro in assoluto a conquistare la carta olimpica per i Giochi di Pechino 2008, fu lasciato a casa dal CT azzurro. Per fortuna Massimo reagì da campione alla cocente esclusione, riuscendo, nel quadriennio successivo, a vincere l'argento iridato nel 2009, l'oro mondiale nel 2011, il secondo e terzo posto nelle finali della Coppa del Mondo 2009 e 20011, nonchè tre prove di Coppa del Mondo.
Dulcis in fundo l'oro di Carlo Molfetta nel taekwondo. Per il campione dell'Arma si tratta della giusta consacrazione, il sigillo più pregiato di una carriera brillante in cui spiccano due argenti ed un bronzo mondiale insieme ad un oro e due bronzi europei. A Londra Molfetta ritornava ai Giochi dopo la deludente esperienza di Atene 2004 e la forzata rinuncia di Pechino 2008 a causa di un infortunio, il quarto ai legamenti crociati delle sue ginocchia. Il cammino dell'azzurro è apparso subito molto complicato per la qualità degli avversari che Molfetta doveva affrontare. Tutto è cominciato con il tagiko, Alisher Gulov, sconfitto per 7-3, poi i due giganti di oltre 2 metri, il cinese Liu Xiabo, superato per 5-4 e il maliano Dada Modibo Keita, sconfitto all'ultimo secondo in una semifinale al cardiopalmo. Atleti ostici, coriacei e temibili, come il gabonese Anthony Obame, campione d'Africa e avversario di Molfetta nella finale per l'oro; un match che si è rivelato tutto in salita: sotto di 5 punti sul 4-9, Molfetta si è prodotto in una splendida ed incredibile rimonta conclusasi sul 9-9 al termine del tempo regolamentare. Il match non si decideva nemmeno al golden point e i giudici decretavano il successo di Molfetta per superiorità e per maggior combattività. Il resto è storia. L'oro di Carlo è il primo nella storia del taekwondo azzurro alle Olimpiadi. Lui lo sa e sul gradino più alto del podio più prestigioso che lo sport possa annoverare, scoppia la sua euforia; la gioia è accompagnata dall'inno nazionale, che Carlo Molfetta, da perfetto militare dell'Arma, conosce a memoria e canta senza sbagliare nè una nota nè una parola. A queste otto medaglie si aggiungono gli ottimi risultati di altri carabinieri che anche se non sono arrivati sul podio, hanno onorato la loro partecipazione olimpica con piazzamenti di altissimo livello: ricordiamo così il nono posto di Roberto Meloni nel judo e quello di Riccardo De Luca nel pentathlon nonchè lo storico decimo posto di Alessandro Fabian nel triathlon.
Tra tutti i tecnici della Delegazione Azzurra anche 10 allenatori, fisioterapisti e preparatori fisici del Centro Sportivo Carabinieri che meritano di essere ricordati: MIchele Didoni (atletica leggera - tecnico marcia); Alberto Di Mario (judo - preparatore fisico); dalla Sezione Pentathlon Luciano Lauricella (tecnico tiro), Stefano Mattei (tecnico equitazione), Stefano Giommoni (tecnico scherma); Luigi Filipponi (triathlon - tecnico); Lucio Landi e Giovanni Sirovich (scherma - tecnici sciabola), Enrico Garozzo (scherma . sparring partner) e Matteo Morandi (taekwondo - fisiterapista).
I Giochi 2012 si chiudono e dopo la sbornia di medaglie, l'attività di questi campioni e delle loro Sezioni di appartenenza riparte per preparare il prossimo obiettivo, l'Olimpiade di Rio 2016.
Un cammino lungo e impegnativo che speriamo culmini con ancora tante belle storie sportive da raccontare, storie gloriose e ricche di successi per i colori dell'Italia e del Centro Sportivo Carabinieri.

Atleti e tecnici del Centro Sportivo Carabinieri ai Giochi Olimpici di Londra 2012

ATLETI 

ATLETICA LEGGERA
Lorenzo POVEGLIANO - Lancio del Martello
Rosario LA MASTRA - Staffetta 4x100

NUOTO
Samuel PIZZETTI - 400 metri stile libero
Sebastiano RANFAGNI - 200 metri dorso

TIRO A SEGNO
Luca TESCONI - Pistola 10 metri aria compressa
Petra ZUBLASING - Carabina 3 posizioni

TIRO A VOLO
Massimo Fabbrizzi - Fossa Olimpica

SCHERMA
Arianna ERRIGO - Fioretto
Andrea CASSARA' - Fioretto
Luigi TARANTINO - Sciabola
Gioia MARZOCCA - Sciabola

JUDO
Roberto MELONI - 90 Kg
Erica BARBIERI - 70 Kg
Rosalba FORCINITI - 52 Kg

TAEKWONDO
Carlo MOLFETTA - + 80 Kg

SPORT EQUESTRI
Valentina TRUPPA - Dressage
Stefano BRECCIAROLI - Concorso Completo

TRIATHLON
Alessandro FABIAN

PENTATHLON  MODERNO
Riccardo DE LUCA
Pierpaolo PETRONI (riserva)

TECNICI / STAFF 
Giovanni SIROVICH (SCHERMA - Commissario Tecnico Sciabola)
Lucio LANDI (SCHERMA - Tecnico)
Luciano Lauricella ( PENTATHLON MODERNO - Tecnico tiro)
Stefano GIOMMONI (PENTATHLON MODERNO - Tecnico scherma)
Stefano Mattei (PENTATHLON MODERNO - Tecnico equitazione)
Luigi FILIPPONI (TRIATHLON - Tecnico)
Michele DIDONI (ATLETICA LEGGERA - Tecnico Marcia)
Alberto DI MARIO (JUDO - Preparatore fisico)
Matteo MORANDI (TAEKWONDO - Fisiterapista)
Enrico GAROZZO (SCHERMA - Sparring Partner)