Menu
Mostra menu
  • >
  • Arma
    >
  • Oggi
    >
  • Missioni all'estero
    >
  • Vol. II : 1936 - 2001
    >
  • Parte IV
    >
  • 2001
    >

2001. In progress. Il futuro è...

... una sempre maggiore proiezione internazionale dell'Arma dei Carabinieri.Ad iniziativa danese, fu formata nel 1996 una Brigata di Pronto Intervento delle Nazioni Unite (Shirbrig, Standby Forces High Readiness Brigade), considerata l'insufficienza del Sistema di Predisposizioni delle Forze Onu in Attesa (United Nations Standby Arrangements System, Unsas): un accordo di cornice, non vincolante, stipulato tra le Nazioni Unite e la maggioranza degli Stati membri. Scopo dell'Unsas era infatti quello di rendere disponibili, in modo già precostituito, degli elementi per operazioni di peace-keeping che trovano la loro legittimazione nel Capitolo VI dello Statuto delle Nazioni Unite.
L'idea danese era di costituire una Forza di Pronto Intervento, sempre operativa: una Grande Unità di Reazione Rapida a livello di Brigata, composta da Reggimenti o Battaglioni e Compagnie nazionali, predesignate con uno Stato Maggiore multinazionale, nel quale gli incarichi più importanti vengono conferiti a tutti gli Stati partecipanti con un sistema di turnazione. Quando è operativa su un territorio, la Brigata dipende dal Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite, indicato per la relativa missione. Lo Stato Maggiore di questa Brigata è permanente e dipende da un Comitato di Direzione (Steering Committee) che deve prendere le sue decisioni all'unanimità. Il Comitato ha sede a Copenhagen.
Nel 1999 anche l'Italia ha deciso di far parte della Shirbrig, insieme a molti altri Paesi della Nato e non, nel quadro di una giusta rappresentatività della propria presenza e di un inserimento della componente dei Carabinieri nella Polizia Militare della Brigata. Le Forze Armate italiane stanno dando un valido contributo alla formazione di questa Brigata, e per quanto riguarda l'Arma dei Carabinieri di grande rilievo, e con un ruolo primario, è la partecipazione all'attività propositiva e concettuale delle Polizie Militari internazionali. Alle unità di Polizia Militare inserite nella Shirbrig devono essere devoluti compiti specializzati nel campo delle investigazioni, della sicurezza, del controllo del traffico, degli attraversamenti di confine.
Nel novembre del 1999 le nazioni partecipanti hanno raggiunto importanti accordi-quadro per quello che riguarda appunto la Compagnia di Polizia Militare, anche se non sono stati ancora superati tutti i punti di divergenza concettuale. Sinteticamente, e ricordando che quanto indicato può essere soggetto a ulteriori modifiche sul piano ordinativo e operativo, è stato deciso, in varie riunioni del Comitato Direzionale della Brigata Rapida, con un apporto propositivo e concettuale rilevante dato dagli ufficiali rappresentanti dell'Arma, che: il Comandante della Compagnia di Polizia Militare ha anche le funzioni di Provost Marshal della Brigata; la Compagnia ha competenza sull'intera Area di Responsabilità (Aor, Area of Responsability) della Brigata; il Comandante esercita la propria giurisdizione su tutto il personale militare implicato, anche se appartenente a diverse nazioni, sul personale civile Onu, e sulla popolazione locale eventualmente coinvolta, con riguardo a gravi reati o incidenti stradali; egli s volge le funzioni primarie di polizia militare per quei contingenti che non abbiano previsto al loro interno le unità di Polizia Militare; può trarre in arresto personale appartenente alla Brigata, consegnandolo nelle 24 ore al contingente nazionale di appartenenza.
L'Arma, che in questa programmazione ha senza dubbio un ruolo di rilievo relativamente alla definizione dei compiti e delle modalità operative, partecipa con un Plotone quale componente della Compagnia di Polizia Militare della Shirbrig. In quanto tale è stata segnalata dallo Stato Maggiore della Difesa italiano alle Nazioni Unite per l'inserimento nel Sistema di Predisposizioni delle Forze Onu in Attesa (il succitato Unsas): un altro contributo della professionalità italiana alla ricerca della stabilità e della pace a livello internazionale.

Per meglio partecipare alle missioni multinazionali, razionalizzare e ottimizzare gli interventi e la loro preparazione, l'Arma dei Carabinieri ha previsto la costituzione di una Brigata mobile su 3 Reggimenti, dei quali uno di paracadutisti, addestrati e strutturati per le particolari necessità che si richiedono nelle missioni "fuori area", con un Centro Nazionale di Addestramento.
L'Arma sta anche elaborando a livello europeo l'idea della costituzione di Unità integrate di Polizia, a schieramento rapido, flessibili e interagenti con la componente militare, autonome dal punto di vista logistico, che si ispirano alle esperienze già fatte con le Msu (Multinational Specialized Units, Unità Multinazionali Specializzate). In tale ambito essa concreta la sua partecipazione, dando la possibilità di una Unità di nuova concezione. Prevede di impiegare una media di 800 uomini, dei quali 200 a schieramento rapido, che possono agire individualmente, sia come esperti integrati nelle strutture che li richiedono, sia come componenti inseriti nelle Unità multinazionali di Polizia.
L'importanza di questa formazione è quella di essere concepita in modo da favorire l'inserimento di contributi di altri Stati, e di avere altresì delle strutture di comando, anch'esse modulabili secondo la necessità (attualmente conosciute con il nome tecnico di "comandi framework") e la partecipazione di Forze Armate di altri Paesi partecipanti alla missione. Allo stesso tempo ha al suo interno elementi altamente qualificati e specializzati in settori particolari dei compiti istituzionali di polizia, tra i quali ad esempio investigazioni scientifiche, salvaguardia della salute pubblica e dell'ambiente, tutela del patrimonio artistico, antifalsificazione monetaria, analisi informatica e reati connessi.
Nel quadro generale della cooperazione europea, al di là dei dettagli dottrinari e tecnici, quel che è soprattutto importante sottolineare di quanto si prepara per i prossimi anni è che l'Arma dei Carabinieri ormai è una delle protagoniste della elaborazione concettuale, oltre che operativa, dei nuovi assetti della integrazione europea per quello che riguarda Unità Specializzate di Polizia per interventi in aree destabilizzate, quando così previsto dalle organizzazioni mondiali. Si tratta dell'applicazione pratica delle esperienze di quasi duecento anni di presenza sul territorio nazionale e di proiezione internazionale, iniziata quasi centocinquant'anni fa in Crimea. L'Arma rivela anche una dinamicità di evoluzione e una elasticità di contributi che la rende moderna e professionalmente in continua trasformazione, dando all'Italia la possibilità di essere ancora una volta al centro di importanti mutamenti epocali, con originali contributi di pensiero e di azione.