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1991-1993. In Albania con Italfor-Pellicano.

Simbolica stetta di mano, tra un carabiniere di Italfor-Pellicano e un agente della Polizia albanese.Italfor-Pellicano è stata una missione nazionale umanitaria, destinata a fornire assistenza alla popolazione albanese. L'Italia ha inviato un contingente militare sulla base di un memorandum di intesa firmato tra il Governo di Roma e quello albanese. Si trattava di approntare in Albania, a Durazzo e a Valona, due centri logistici, dell'Esercito e della Marina Militare, per distribuire gli aiuti di viveri e medicinali che arrivavano in grande quantità dall'Italia e la cui circolazione risultava difficile e spesso compromessa.
Furono impiegati circa 800 soldati italiani, appoggiati da elicotteri e motovedette. Per quanto riguardava l'Arma, una prima richiesta da parte dello Stato Maggiore dell'Esercito aveva previsto che in ciascuno di questi due centri logistici vi fosse un Nucleo Carabinieri, composto da un ufficiale e 6 carabinieri, con compiti di polizia militare.
Mentre si preparava l'allestimento della missione, il 24 agosto 1991 era stato firmato anche un Accordo di Cooperazione italo-albanese, tra il Ministero dell'Interno italiano e il Ministero dell'Ordine Pubblico della Repubblica di Albania, per la lotta contro la criminalità organizzata e contro il traffico illecito di sostanze stupefacenti e psicotrope, e una delegazione della Polizia albanese si era recata a Roma dove, in una riunione decisa a seguito di quell'Accordo, che si tenne il 28 agosto 1991, vi fu da parte albanese una richiesta di assistenza anche per corsi da sviluppare in Italia e di istruttori da inviare eventualmente in Albania, per quanto riguardava la Polizia Civile. Questo tipo di assistenza e cooperazione tecnica si concretizzerà qualche anno più tardi, in seguito a ulteriori avvenimenti nel "Paese delle Aquile" e a un forte coinvolgimento internazionale, oltre che italiano, per riportare la stabilità in quella terra. È però sembrato interessante ricordare in questa sede di studio le richieste fatte dagli albanesi.
L'operazione Pellicano prese avvio il 1° settembre 1991 e il rischieramento a Durazzo e Valona terminò il 20 settembre successivo. Nel Comando del contingente fu integrata una Sezione di Polizia Militare composta da un ufficiale, alcuni sottufficiali e carabinieri; un Nucleo ebbe sede a Durazzo con 2 sottufficiali e 20 carabinieri; una Sezione Sicurezza a Valona con un sottufficiale e 4 carabinieri. Successivamente lo Stato Maggiore dell'Esercito chiese un rinforzo del distaccamento dell'Arma: ulteriori 3 sottufficiali e 15 carabinieri raggiunsero Valona e Durazzo.
I carabinieri dovevano essere impiegati per scorte alle autocolonne e per interventi in caso di incidenti stradali, oltre che nei normali compiti di istituto di polizia militare. Come sempre accade, però, non si limitarono a questi compiti , ma fornirono assistenza umanitaria alla popolazione, nel solco di quello che è il normale comportamento nel servizio.
La Missione Pellicano si concluse dopo circa due anni, il 5 dicembre 1993: i militari italiani erano partiti per restare tre mesi. Hanno operato sempre disarmati. Si è trattato di un'operazione che ha dimostrato ancora una volta le potenzialità della organizzazione militare nel soccorso delle popolazioni e nella protezione civile, garantendo allo stesso tempo sicurezza e controllo.