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1989-1990. I Carabinieri in Namibia con l'UNTAG.

Una carta dell'Africa del Sud-Ovest. Il paese ha ottenuto l'indipendenza da Pretoria e ha preso il nome di Namibia nel 1978. Vent'anni dopo, per stabilizzare la nuova situazione, è stato però necessario l'intervento dei caschi blu.L'Africa del Sud-Ovest, ex colonia tedesca, amministrata fin dal 1916 dal Governo di Pretoria, raggiunse finalmente, dopo anni di pressioni diplomatiche a tutti i livelli, l'indipendenza col nome di Namibia. La sorveglianza di questo processo di transizione fu affidata ad una missione speciale delle Nazioni Unite, con la risoluzione del Consiglio di Sicurezza n. 435 del 29 settembre 1978.
Non era stato facile obbligare il regime razzista del Sudafrica ad abbandonare un territorio di grandi potenzialità minerarie, e infatti quel Governo aveva bloccato ogni iniziativa internazionale fin dal 1946. Nonostante fosse stata decisa nel 1978, la missione che si doveva occupare sul terreno del problema divenne operativa solo nel 1989. Nel febbraio di quell'anno i primi elementi poterono iniziare il loro lavoro a Windhoek, la capitale della Namibia, in seguito alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n. 632, approvata appunto il 16 febbraio di quell'anno. Il 10 marzo successivo veniva firmato l'Accordo fra le Nazioni Unite e la Repubblica Sudafricana per lo status della Missione Untag (United Nations Transition Assistance Group, Gruppo di Assistenza alla Transizione delle Nazioni Unite): era il consenso richiesto per inviare i "caschi blu" sul territorio di sovranità sudafricana.
La situazione del trapasso dei poteri si presentava complessa, anche a causa dei vari movimenti africani di liberazione che rendevano instabile sia la Namibia che lo stesso Sud Africa. Una situazione potenzialmente molto rischiosa, considerando quel che era avvenuto nel tempo negli Stati africani che avevano ottenuto l'indipendenza negli anni Sessanta. Rischiosa anche perché sarebbero rientrati in Namibia dai 60.000 agli 80.000 elementi della Swapo (South-West Africa People Organization, Organizzazione del Popolo dell'Africa del Sud-Ovest), movimento di liberazione molto agguerrito; contemporaneamente si doveva procedere al disarmo delle forze territoriali armate che operavano nell'ambito delle forze sudafricane di Pretoria, e al ritiro progressivo del contingente militare sudafricano che doveva essere ridotto a 1.500 effettivi entro il 1° novembre 1989; questo contingente doveva lasciare il territorio subito dopo la proclamazione dei risultati elettorali.
Le forze militari della Untag prevedevano 4.650 "caschi blu", dei quali 300 osservatori militari; ad essi si sarebbero aggiunte 1.500 unità della Polizia Civile delle Nazioni Unite e 2.000 componenti civili della missione. Le elezioni nel territorio si svolsero l'11 novembre 1989 e il contingente Onu fu ritirato tra il marzo e l'aprile dell'anno seguente. Moltissime furono le nazioni che parteciparono a questa missione di pace: tra queste anche l'Italia.
Dall'8 marzo 1989, nel quadro della Untag, la forza multinazionale Onu, l'Italia ha concorso con un Gruppo Squadroni Elicotteri Ale (Aviazione Leggera dell'Esercito), denominato Italia-Untag, con 87 unità in totale, schierato in prossimità del confine con l'Angola, nelle due basi di Ondangua e Rundu, distanti fra loro oltre 400 chilometri. Lo Squadrone era destinato ad assolvere compiti di logistica e di sgombero sanitario: per via aerea (ricerca e soccorso), collegamento fra il Comando della Untag e i Comandi dipendenti, trasporto di materiale e di personale per le unità operative. Gran parte del supporto logistico e sanitario sarebbe stato fornito dalla Untag. La permanenza era prevista in un anno, con avvicendamenti semestrali.
In quel quadro parteciparono 8 militari in forza al 1° Battaglione Carabinieri Paracadutisti "Tuscania". Furono scelti su base volontaria e tra il personale con buona conoscenza della lingua inglese. Erano alle dirette dipendenze d'impiego del Comandante della Untag, inquadrati nella Compagnia di Polizia Militare Multinazionale, con compiti istituzionali coerenti. Furono ovviamente frazionati in due Nuclei che operavano nelle due basi dove erano gli elicotteri italiani. Tra il 3 e il 9 aprile 1990 lo Squadrone Elicotteri e il contingente dell'Arma fecero ritorno in Italia: dopo la conclusione delle elezioni politiche del novembre 1989 e il completo ritiro delle forze sudafricane, la Missione Untag era finita.
Iniziava l'epoca dell'aumento esponenziale delle missioni di supporto alla pace organizzate dalle Nazioni Unite o da organizzazioni regionali di difesa: una nuova dimensione delle capacità di intervento della comunità internazionale.