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Il contributo dell'Arma alle Operazioni militari all'estero.

Il contributo dell'Arma alle Operazioni militari all'estero.

L'Arma contribuisce allo svolgimento delle principali missioni alle quali l'Italia partecipa per il sostegno della pace sin dal 1855, quando un Corpo di Spedizione formato anche da militari dell'Arma dei Carabinieri Reali fu inviato in Crimea.

Sin da allora, l'Arma, nella sua duplice veste di Forza militare e di polizia, ha preso parte alle più significative esperienze nazionali condotte sotto egida ONU, NATO, OSCE o di coalizioni di volenterosi.

All'estero, i Carabinieri garantiscono, in via esclusiva, le funzioni di Polizia Militare in supporto dei contingenti nazionali schierati e la sicurezza delle sedi diplomatiche italiane e, a livello internazionale, giocano un ruolo da protagonisti nello spettro delle attività di Polizia di Stabilità, che comprendono il monitoraggio del rispetto dei diritti umani, l'addestramento, la consulenza e l'assistenza delle Forze di Polizia locali, ove inesistenti o collassate e l'imposizione della legge (Law Enforcement).

In tale settore d'intervento, in particolare, spicca il contributo assicurato dall'Arma con i Reggimenti MSU (Multinational Specialized Unit) e IPU (Integrated Police Unit), ove l'Istituzione ha saputo trasferire l'expertise, la struttura e le modalità operative impiegate in Patria dalle sue diversificate componenti.
La formula MSU - sperimentata con successo nel 1998 in Bosnia e, successivamente, impiegata nel 1999 in Kosovo ed in Albania nonché nel 2003 in Iraq - ha raccolto un diffuso consenso a livello internazionale, coinvolgendo numerose altre F.P. ad ordinamento militare europee.

Gli assetti MSU/IPU operano per “moduli” che esprimono, in particolare, capacità di:

  • gestione dell'ordine pubblico;
  • prevenzione e law enforcement in materia di sicurezza pubblica;
  • attività info-investigativa e intelligence criminale;
  • antiterrorismo;
  • ricerca e cattura di criminali di guerra;
  • contributi e consulenze in materie specialistiche come la tutela dell'ambiente, del patrimonio culturale e delle investigazioni scientifiche.

I Teatri esteri ove l'Arma dei Carabinieri ha operato ed opera, sin dalla fine degli anni 90 sono, l'Albania, la Bosnia, il Kosovo, l'Iraq, l'Afghanistan, Israele (cisgiordania), Haiti, la Striscia di Gaza, Cipro, la Georgia, il Congo, il Libano, la Libia, il Mali, il Congo, il Niger, la Lituania, Gibuti e la Somalia. Tra le più recenti iniziative operative, si segnala l'avvio di dedicate missioni addestrative in favore delle unità di polizia somale, gibutine, palestinesi e irachene tese alla costituzione di forze di polizia con i caratteri tipici delle gendarmerie, cioè la duplice capacità di polizia e tattico militare.

Le missioni operative fuori area
Missioni ONU

Sotto egida delle Nazioni Unite i Carabinieri sono presenti:

  • a Cipro, nell'ambito della missione UNFICYP (United Nations Force in Cyprus), tesa a vigilare su una zona cuscinetto che separa il Nord turco dal Sud greco, lunga 180 km, che divide in due la città di Nicosia. Oltre a collaborare con le forze dell'ordine di ambedue gli Stati, l'ONU ha svolto funzioni di assistenza umanitaria presso le minoranze greche e maronite al Nord e presso la comunità turco-cipriota del Sud;
  • in Libano dove, a partire dal 2006, in accordo con la Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n. 1701 e a seguito del ritiro delle truppe israeliane dalle zone occupate del Libano meridionale, si è progressivamente schierato il contingente militare di UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon).

L'operazione è stata denominata “LEONTE”, dal nome antico del fiume Litani. L'Arma impiega presso l'HQ di UNIFIL, in Naqoura, 2 Ufficiali (il Force Provost Marshal e lo Staff Officer Investigation presso la Technical Investigation Cell), nonché la Special Investigation Forensic Unit (SIFU). Inoltre, presso la base di Shama, sede del Quartier Generale del Sector West, è schierata una Squadra di Polizia Militare nazionale.

Missioni NATO
Afghanistan

Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU, con la risoluzione n.1386 del dicembre 2001, ha autorizzato la costituzione di una International Security Assistance Force (ISAF) in Afghanistan. Lo schieramento di ISAF è avvenuto nel mese di gennaio 2002. I primi contingenti di militari dell'Arma sono entrati in ISAF nel 2003 e sono tuttora presenti.

In quel Teatro Operativo, e sotto l'egida della missione ISAF, dal 2009 al 2014, è stata costituita la missione addestrativa dell'Alleanza Atlantica NATO Training Mission – Afghanistan (NTM-A), ove i Carabinieri hanno diretto tre importanti poli addestrativi (Police Speciality Training Teams – PSTT), ad Adraskan, Herat e Kabul.
In tale ambito, oltre alla formazione di base degli operatori di polizia, è stato anche implementato il modello addestrativo per gli addestratori (cd. modello train the trainers) in materia di polizia ed in settori specialistici (le investigazioni, i rilievi tecnici, le indagini forensi).

L'Arma, sempre nel pacchetto dell'addestramento delle forze di Polizia afghane, ha previsto anche “un'assistenza a domicilio” in favore del Comandanti locali a livello regionale e provinciale. Tale assistenza è svolta attraverso dispositivi di consulenza mobile (Police Operational Mentoring e Liaison Teams – POMLTs che hanno successivamente assunto la denominazione di Police Advisory Teams - PATs) che si spostano quotidianamente per raggiungere i Comandi della polizia locale e forniscono consulenza e assistenza nelle diuturne attività di polizia, per “far acquisire” ai Comandanti e al personale afgano la forma mentis necessaria allo svolgimento delle delicate funzioni connesse con il ruolo rivestito.

Dal 1° gennaio 2015, la missione ISAF si è tramutata in Resolute Support Mission (RSM). La missione è incentrata sull'addestramento, la consulenza e l'assistenza in favore dell'Esercito e delle Forze di Sicurezza afghane per conseguire un progressivo miglioramento del loro livello di operatività e autonomia. Il Comando della missione RSM ha sede a Kabul. L'Italia detiene la leadership del Training Advising Assistant Command West (TAAC-W), il cui Comandante è subordinato al Comandante in capo della missione RSM. Nell'ambito della missione, i Carabinieri svolgono le sottonotate attività:

  • advising dell'ANP (Afghan National Police), AUP (Afghan Uniformed Police) e ANCOP (Afghan National Civil Order Police), attraverso le attività del Police Advisory Team (PAT), il quale è schierato per la “mentorizzazione” del Comandante e del personale di staff del Comando Regionale AUP di Herat, nonché del subordinato Comando Provinciale. Il personale che opera nel PAT indossa i distintivi della Forza di Gendarmeria Europea EFG (European Gendarmerie Force), sotto la cui egida è, a doppio cappello, schierato;
  • mentoring da parte di due Ufficiali superiori schierati in Kabul, quali consulenti dei Vice Ministri dell'Interno e dei Capi della Polizie afghane;
  • Polizia Militare nell'ambito del Quartier Generale di Italfor a Kabul, del Nucleo aeroportuale di Al Minhad (Emirati Arabi Uniti) e nel Training Advising Assistant Command West di Herat (RC-W), dove tra l'altro, un Ufficiale ricopre l'incarico di Provost Marshal/C.te della PM nazionale;
  • contrasto alla minaccia IED tramite la partecipazione al Joint Combined Explotion Team (JCET) e al Weapon Intelligence Teams (WIT), specificamente costituiti per studiare gli attentati con ordigni improvvisati.

Kosovo

Il Consiglio Atlantico (NAC), a seguito di risoluzione delle Nazioni Unite n.1244, del 10 giugno 1999, autorizzava lo schieramento di una Forza NATO in Kosovo (KFOR – Kosovo Force) alla quale l'Arma partecipava con un Reggimento MSU-KFOR (Multinational Specialized Unit di KFOR) sin dal 1999, con sede a Pristina.
Il Reggimento MSU è l'unica struttura a disposizione di KFOR con competenze specifiche in materia di polizia e rappresenta una riserva tattica permanente a disposizione del Comandante di KFOR.
Il reggimento MSU ha il compito, tra l'altro, di:
a. svolgere attività di raccolta informativa, pattugliamento e ricognizione;
b. condurre operazioni nell'area di Mitrovica, attraverso servizi di vigilanza fissa e dinamica;
c. Forza di Reazione Rapida per le operazioni di gestione dell'ordine pubblico.

Missioni UE

In ambito Unione Europea, l'Arma partecipa in:

  • Somalia alla missione EUTM Somalia (European Union Training Mission), dove i Carabinieri sono impiegati nell'addestramento delle Forze di Sicurezza somale, e contribuiscono al rafforzamento del Governo Federale di Transizione. Nello specifico vengono ricoperti gli incarichi di “Mentor to Legal Advisor” (in supporto al Ministro della Difesa nella preparazione e revisione della normativa di interesse) e di “Training Department Leader”, con la responsabilità dell'organizzazione dei corsi e seminari organizzati dalla Missione;
  • Kosovo alla missione EULEX (European Union Rule of Law Mission), per l'assistenza alle Istituzioni locali attraverso un'azione di Monitoring, Mentoring and Advising;
  • Mali alla missione EUCAP SAHEL (European Union Capacity Building Mission), costituita il 15 aprile 2014 dal Consiglio dell'Unione Europea per:
    • sostenere lo stato maliano al fine di garantire l'ordine costituzionale e democratico e le condizioni per una pace duratura;
    • fornire consulenza strategica e formazione per le tre forze di sicurezza locali (la Polizia, la Gendarmeria e la Guardia Nazionale), sotto la supervisione e il coordinamento dei Partner internazionali.
      L'Arma impiega, a doppio cappello quale contributo EUROGENDFOR, istruttori nel settore dell'ordine pubblico e delle investigazioni contro-terrorismo;
  • area mediterranea nell'ambito della missione EUNAVFORMED (European Union Naval Force Mediterranean) – Operazione Sophia che, dal maggio 2015, ha lo scopo di contrastare il contrabbando e il trafficanti di migranti. L'Arma ricopre, nel Quartier Generale europeo di Roma, varie posizioni di staff e svolge compiti di Polizia Militare nell'installazione.

Altre missioni conseguenti ad accordi multinazionalu o bilaterali

In Israele (Cisgiordania), l'Arma:

  • partecipa alla missione Temporary International Presence in Hebron (TIPH 2) con il compito di monitorare e supervisionare l'applicazione dell'accordo firmato da Israele e l'OLP, dopo il massacro nella Moschea d'Abramo del febbraio del 1994, favorendo così il delicato e difficile processo di pace arabo-israeliano;
  • ha ideato, pianificato e continua a condurre il programma addestrativo bilaterale denominato MIADIT (Missione Addestrativa Italiana) Palestina in Gerico, con lo scopo di addestrare, su specifica istanza del Ministero dell'Interno palestinese, le locali Forze di sicurezza nei settori delle tecniche investigative, dell'ordine pubblico e della lotta al terrorismo. Il corso è strutturato su diversi moduli (addestramento al tiro, tecniche di polizia, gestione dell'ordine pubblico e tecniche investigative), prevedendo altresì lo svolgimento di lezioni e moduli dedicati in settori specializzati. Due volte all'anno, inoltre, vengono ospitati i migliori allievi della MIADIT, presso il CoESPU di Vicenza per la frequenza di un corso per istruttori della durata di due settimane.

In Libano, l'Arma partecipa alla Missione Militare Bilaterale Italiana in Libano (MIBIL) per contribuire all'accrescimento delle capacità delle Forze di Sicurezza libanesi (LAF) e renderle elemento di dissuasione e di contenimento della possibile ripresa del confronto etnico-religioso nel Paese.
Nel senso, sia nello Staff sia con appositi Teams di istruttori composti, organizza e sviluppa, avvalendosi di Mobile Training Teams appositamente schierati, attività formative presso il Centro di Addestramento di AS Samayah (a 10 km dalla base di UNIFIL di Shama).

In Iraq e Kuwait, nell'ambito dell'operazione “Inherent Resolve”, l'Arma impiega un contingente composto da militari tratti dalle diverse organizzazioni dell'Arma, quello Mobile, Territoriale e Speciale.
La missione trae origine da specifica richiesta formalizzata all'Italia/all'Arma dei Carabinieri dall'inviato Speciale del Presidente USA per la Coalizione globale anti-ISIL e dal Ministro dell'Interno iracheno di assumere la leadership delle attività per lo sviluppo capacitivo delle forze di polizia locali.
In tale ambito, la Task Force Carabinieri svolge:

  • consulenza a livello politico e strategico per lo sviluppo delle capacità di polizia;
  • addestramento in favore di tutte le forze di polizia e nell'intero spettro delle attività di polizia;
  • di coordinamento, a livello di coalizione, delle iniziative formative degli altri Paesi.

Per rendere sinergiche le iniziative militari con quelle diplomatiche, all'interno del Gruppo di Lavoro Stabilizzazione della Coalizione anti - ISIL è stato creato il Sotto gruppo di Lavoro per l'addestramento di Polizia, che rappresenta uno strumento di diplomazia militare, a guida dell'Arma dei Carabinieri, per dirigere, coordinare e condividere, a livello politico-diplomatico, i progressi e gli sviluppi dell'iniziativa operativa dispiegata in Iraq.

Nel continente africano l'Arma:

  • è in Libia, impegnata nell'ambito dell'Operazione “IPPOCRATE”, iniziativa in supporto al Governo di Accordo Nazionale libico. In tale ambito l'Italia schiera una struttura ospedaliera campale nell'area di Misurata per fornire supporto umanitario e sanitario alla popolazione locale. I Carabinieri forniscono un assetto di Polizia Militare e personale specializzato medico e paramedico;
  • in Gibuti, ha ideato, organizzato e continua a svolgere il progetto addestrativo MIADIT Somalia (Missione Addestrativa Italiana) che si inserisce nelle iniziative di capacity building in favore delle Forze di Polizia Somale e Gibutiane per:
    • promuovere un approccio sistemico nel corno d'Africa con particolare riferimento alla Somalia e a Gibuti;
    • concorrere alla creazione delle condizioni per la stabilizzazione della Somalia mediante l'accrescimento delle capacità operative di quelle Forze di Polizia;
    • incrementare la presenza e l'influenza nazionale nell'area sul piano bilaterale e multilaterale.

I cicli addestrativi, rivolti alla Polizia somala e Gibutiana e alla Gendarmeria di Gibuti, comprendono lezioni sul codice di condotta e sulle procedure basiche di polizia; sulle comunicazioni, sul controllo del territorio, sulla gestione dell'ordine pubblico e della scena del crimine, sull'addestramento tattico, sulle operazioni di scorta e protezione, sul riconoscimento degli esplosivi, sulle operazioni di polizia in aree urbane e di protezione del patrimonio ambientale;

  • impiega assetti di Polizia Militare e staff nella Base Militare Italiana di Supporto.

La cooperazione militare internazionale strutturata

Altre attività svolte all'estero sono:

  • la Cooperazione strutturata tra l'Esercito britannico e l'Arma dei Carabinieri che, iniziata a maggio 2011, prevede l'impiego di Ufficiali dell'Arma, quali consulenti per:
    • l'addestramento e la revisione delle tecniche di Ordine Pubblico utilizzate dalla Forze Armate britanniche;
    • la formazione dei Contingenti britannici di prossimo schieramento nella missione UNFICYP in Cipro (United Nations Force in Cyprus – Operazione TOSCA).
  • Programma MODA (Ministry of Defence Advisory Program) negli Stati Uniti.

A seguito di richiesta inoltrata dal Ministero della Difesa USA, l'Arma impiega, da Luglio 2012 – in qualità di Mentor – un Ufficiale superiore (Col./Ten.Col), con pregressa esperienza nel Teatro afghano, per contribuire alla formazione di funzionari civili del citato dicastero di prossimo impiego in Afghanistan.

La proiezione internazionale dell'hub addestrativo/dottrinale in tema di polizia di stabilità - COESPU/NATO SP COE/EUROGENDFOR

La contestuale presenza, all'interno della caserma “Chinotto” di Vicenza, di 3 organismi strategici quali il CoESPU (Centre of Excellence for Stability Police Units), l'EGF (European Gendarmerie Force) e il NATO SP COE (Stability Policing Centre of Excellence), realizzano un Polo Addestrativo e Dottrinale di eccellenza in tema di Polizia di Stabilità, e lo rendono un rinomato hub internazionale per gli aspetti addestrativi e dottrinali nel particolare settore.
Il CoESPU, nato nel 2005 in occasione del summit di Sea Island (USA), per espressa volontà dei leader dei Paesi del G8, è guidato da Italia e USA, con l'obiettivo di incrementare le capacità delle Forza di Polizia, soprattutto del continente africano, di partecipare alle missioni di peace keeping delle Nazioni Unite.
Nei diversi anni di attività, ha maturato una vasta e qualificata esperienza nel settore della Polizia di Stabilità intesa quale capacità di creare, in un Paese ove le Istituzioni sono inefficienti o collassate a causa di eventi bellici, le condizioni di sicurezza e di ordinata convivenza, con specifico riferimento alla formazione delle forze di polizia locali e al contrasto delle minacce derivanti dalla criminalità, dai perturbamenti all'ordine pubblico e dal terrorismo.
Il Centro, in oltre dieci anni di vita, ha formato più di 9000 allievi di 108 Paesi e 17 Organizzazioni Internazionali.

Il Centro di Eccellenza NATO per le Polizie di Stabilità, il NATO Stability Policing Centre of Excellence, recentemente costituto dall'Arma dei Carabinieri e posto alle dipendenze funzionali del NATO Allied Command for Transformation (ACT), fornisce all'Alleanza Atlantica uno strumento di pensiero e di formazione in tema di polizia di stabilità e mira ad accrescere il contributo militare della NATO alla stabilità ed alla ricostruzione in scenari post bellici.
Il Centro, attualmente composto da rappresentanti di Italia (comprese le Forze Armate), Francia, Spagna, Paesi Bassi, Romania, Turchia, Rep. Ceca e Polonia, fornisce alle Nazioni che aderiscono al progetto preziosi benefici nello sviluppo dottrinale, nella formazione globale ed integrata in ambienti multinazionali del personale NATO e nella raccolta delle migliori pratiche messe in atto nelle attività a favore delle forze di polizia collassate o in via di ricostituzione.
L'adesione al Centro non è limitata ai soli Paesi NATO ma è aperta anche alle Nazioni Partners for Peace e ad altre Organizzazioni Internazionali.
L'istituzione di quest'ultimo centro, recentemente accreditato, corona, in seno all'Alleanza, il percorso in continua crescita del concetto di Stability Policing, che l'Arma ha teorizzato, concretizzato e normato dottrinalmente, in maniera pionieristica, sin dal 1998 ed in ordine al quale continua ad esercitare, a livello internazionale, un ruolo da protagonista.

EGF
Nell'hub dottrinale e formativo di Vicenza trova anche collocazione il Quartier Generale della Forza di Gendarmeria Europea (Eurogendfor), struttura di comando e di pianificazione con naturale vocazione verso l'Unione Europea, ma attiva anche nei confronti di altre Organizzazioni Internazionali quali le UN, la NATO, l'OSCE e coalizioni ad hoc.
La Forza di Gendarmeria Europea è un'organizzazione multinazionale di Forze di Polizia a statuto militare, nata da un iniziale intesa tra i cinque Paesi Membri dell'Unione Europea in possesso di tali capacità di gendarmeria: Francia, Italia, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna, ai quali si è aggiunta la Romania nel 2008 e la Polonia nel 2012 e costituita, per Trattato, con lo scopo di rafforzare le capacità di gestione delle crisi internazionali e contribuire alla Politica di Difesa e Sicurezza Comune.
Una delle caratteristiche principali di EUROGENDFOR è la flessibilità dei suoi assetti, dedicasti allo svolgimento di attività di polizia di Stabilità, sia di tipo esecutivo che di rafforzamento, e che possono essere posti sia sotto catena di comando militare, in caso di conflitto ad alta intensità, che sotto catena di comando civile e sono in grado di agire autonomamente o unitamente ad altre forze.


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