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Col. G.D.F. Alessandro Buttice'

Informazione e comunicazione come strumento di prevenzione della frode: la rete dei comunicatori antifrode dell’OLAF
Buongiorno a tutti, vorrei innanzi tutto precisare che non sono qui in veste di Ufficiale della Finanza ma come capo dell’Unita di Comunicazione e Pubbliche Relazioni dell’OLAF (Ufficio Europeo Anti-Frode) di cui ha già parlato stamattina il Dott. Perduca e di cui vi parlerà nello specifico, per quanto attiene al settore agricolo, la Dott.ssa Sperberg che è la responsabile dell’Unità operativa che si occupa di questo settore. Il mio intervento invece, si riferisce ad un tema che è stato introdotto già in alcuni interventi della giornata odierna dei lavori. Il Generale Curatoli che ringrazio ancora per l’invito e per l’organizzazione, ha concluso il suo intervento ribadendo la necessità di dare fiducia al cittadino ed è da quì che vorrei partire nel mio intervento. Il dott. Cornero, come giornalista, ha fatto riferimento esplicito anche al fatto che i media e tutto il mondo giornalistico in generale deve svolgere la sua importante funzione di mezzo di diffusione per far arrivare questa fiducia al cittadino e, allo stesso tempo, compensare la sfiducia che i media stessi, dando risalto in prima pagina solo alle brutte notizie piuttosto che ad altre, hanno la tendenza a creare per ragioni di carattere meramente produttivo. Questa mattina il dott. Podger, direttore dell’EFSA, l’autority internazionale della sicurezza alimentare, riferendosi alla politica di trasparenza di comunicazione, ha detto che per loro la comunicazione è libera ed indipendente da un qualsiasi controllo politico. È questo un discorso a me molto caro, per via del mio ruolo di responsabile delle comunicazioni di un servizio investigativo indipendente a livello comunitario qual è l’OLAF. Pure il dott. Vigna ha concluso il suo intervento, facendo un appello all’informazione, alla comunicazione e alla sensibilizzazione dei vari livelli territoriali. Partendo da questi spunti, è mia intenzione presentare il tema del mio intervento che è l’informazione e la comunicazione come strumento di prevenzione della frode, facendo qualche riferimento alla rete di comunicatori anti-frode dell’OLAF che sono i miei interlocutori nei servizi investigativi nazionali e che, con mio grande piacere, ho visto qua presenti in rappresentanza dei loro paesi. Prima di introdurre questo tipo di politica di informazione e comunicazione in materia di lotta contro la frode, ritengo sia fondamentale soffermarsi su quello che è il concetto di frode. La frode può essere definita come un attentato agli interessi di tutti i cittadini e agli interessi finanziari comunitari ed è per via di questa caratteristica che la frode viene percepita come un reato senza vittime. Questo porta, inevitabilmente, ad un minor controllo sociale, ad una minore attenzione e ad una minore sensibilizzazione rispetto a quanto avviene per altri tipi
di illeciti che, ledendo gli interessi dei singoli, determinano una maggiore attenzione e controllo da parte degli organi competenti. Resta da chiarire quindi, quale sia la via più idonea per spiegare ai cittadini i pericoli insiti nel reato di frode e per trasformare l’informazione e la comunicazione in un azione pedagogica collettiva o, in altre parole, in uno strumento di prevenzione della frode. Sebbene, infatti, nel corso di questo importante seminario si stia parlando di repressione, non dimentichiamoci dell’importanza di un efficace azione di prevenzione. Questi sono i principali interrogativi a cui alcuni dei dibattiti pubblici organizzati dall’OLAF su questa materia, seminari e tavole rotonde, hanno cercato di dare una risposta. Alcune risposte le abbiamo trovate e sono ora in corso di pubblicazione. Queste iniziative hanno avuto la loro origine e la loro ragione d’essere nella strategia di comunicazione ed informazione dell’OLAF, nato in un momento storico particolare che è immediatamente seguito alla prima dimissione di una commissione europea per casi di sospette frodi e irregolarità. È quindi una politica che è elaborata in quella che è un po’ una fucina di idee che in un certo senso questo ufficio europeo di lotta anti-frode tenendo conto di progetti futuri ma anche soprattutto delle azioni immediate e delle attività operative che si stanno ponendo in essere. È quindi una politica inedita, fondata però su due concetti relativamente semplici: l’informazione e la comunicazione non soltanto come servizio per il cittadino ma anche come strumento di prevenzione della frode. Per raggiungere questo obiettivo, questa strategia di comunicazione, a nostro avviso, deve fondarsi sempre sul rispetto assoluto dei principi di legalità da una parte e sul rispetto dei diritti di ciascuno dall’altra. Questo si traduce nel rispetto del principio di presunzione d’innocenza delle persone sotto inchiesta e del dovere di protezione della riservatezza dell’indagine. La nostra strategia deve tenere conto anche di un altro dovere, comune a tutti gli appartenenti agli organismi pubblici, che impone di informare il cittadino sul modo in cui viene speso il denaro pubblico. Nella fattispecie dei servizi investigativi, tale dovere porta a dovere informare sul modo in cui viene speso il denaro per effettuare le indagini e sui risultati ottenuti che dovrebbero andare a vantaggio degli interessi generali. Quindi se la politica di comunicazione ed informazione dell’OLAF, si basa apparentemente su concetti di facile definizione, la loro realizzazione pratica è tutto altro che semplice e a volte abbastanza complessa perché le esigenze, di cui ho fatto cenno, in alcuni casi si scontrano ed entrano in conflitto tra loro. Qualcuno ha anche detto che la comunicazione anti-frode non è una scienza esatta ma un arte imperfetta. In altri termini, attuare una politica di questo tipo attraverso la stampa in questo particolare settore non è semplice ne per i servizi investigativi nazionali ne, tanto meno, per un giovane servizio investigativo comunitario qual è appunto l’OLAF che, contrariamente ai nostri partners a livello nazionale, non si fonda
sull’esperienza e consuetudini acquisite su decenni d’indagini amministrative e penali. L’OLAF ha poi potere di agire all’interno dell’Unione Europea, cioè di un territorio in cui non esiste ancora un autentico spazio giudiziario ed in cui le frontiere interne, che non esistono più da molto tempo per le persone, i capitali e le merci, esistono ancora, purtroppo, per i servizi investigativi e per l’autorità giudiziaria. L’abbattimento delle frontiere ha interessato anche l’informazione che circola sempre di più e si propaga, anche in tempo reale, attraverso canali sempre più numerosi e sofisticati. Informare e comunicare nel rispetto del principio della legalità per servire i cittadini, non significa che può essere rilevata qualsiasi informazione. Esistono infatti, documenti e riservate che se rese pubbliche possono non solo danneggiare lo svolgimento delle indagini in corso ma anche i diritti delle persone. I media pur non essendo l’unico vettore per questo tipo di informazione, restano tuttavia il principale pericolo di tale attività di divulgazione e informazione che potrebbero in taluni casi, se utilizzati in modo non opportuno, compromettere seriamente i risultati delle indagini e ledere delle persone. Si può pertanto affermare che, in qualità di responsabili dei servizi investigativi nazionali e comunitari, noi abbiamo il dovere di informare e allo stesso tempo di proteggere certe informazioni. Come ci si può rendere conto, non è facile conciliare l’esigenza di dare risposta alle legittime aspettative dell’opinione pubblica in generale e dei media in particolare, che sono per natura a caccia di notizie e nuove informazioni, con la necessità della protezione assoluta delle informazioni riservate acquisite durante l’attività di indagine o coperte da segreto professionale. Difficile però non vuole dire impossibile, ed il fatto che l’attuazione di una politica di comunicazione ed informazione anti-frode sia un compito arduo non significa che non si possa realizzare. L’esperienza dell’OLAF dimostra che pur essendo difficile, questo lavoro è comunque possibile. Infatti, nonostante le numerose difficoltà, l’OLAF in collaborazione con i membri della sua rete di comunicazione, è riuscita a creare negli stati membri e successivamente nei paesi candidati, qualcosa che costituisce indubbiamente un passo ulteriore verso la creazione di uno autentico spazio europeo di legalità e giustizia anche attraverso l’informazione e la comunicazione come strumento di prevenzione. Si tratta di uno spazio formato dalle conoscenze, dall’informazione e dalla sensibilizzazione dei cittadini europei su temi che spesso li interessano li riguardano molto più di quanto non sembri a prima vista. Informare i cittadini sulla necessità di proteggere gli interessi finanziari comunitari significa anche prevenire ancor prima che reprimere. Interessante a questo proposito ricordare che per fare un punto della situazione e capire quanto il nostro lavoro soddisfi le necessità dei cittadini, la Commissione Europea su richiesta dell’OLAF ha fatto l’anno scorso un sondaggio d’opinione per capire il tipo di percezione che i cittadini europei hanno della frode, come la
distinguono tra i vari tipi esistenti (alimentare, informatica ecc..) e per quantificare il loro livello di soddisfazione del sistema d’informazione adottato dalle istituzioni, nazionali e comunitarie, e dai media. Leggendo gli esiti del sondaggio, sul nostro sito web abbiamo potuto constatare che le polemiche hanno interessato un po’ tutti. A tal proposito, vi ricordo che una delle priorità della Commissione Europea presieduta da Barroso è quella di rafforzare la comunicazione e di ridurre la distanza tra gli organi e il cittadino comune che si rischia di pagare molto caramente. Un esempio dimostrativo a tal riguardo è quello della Francia, dove è ancora incerto l’esito della ratifica della Costituzione Europea. Si tratta, pertanto, di diminuire la distanza esistente tra le istituzioni, siano esse comunitarie o nazionali, con i cittadini. A tal scopo, bisogna parlare, comunicare in modo chiaro. Quindi, spiegare perché la frode in materia agricola o il contrabbando, che in apparenza può sembrare una cosa innocua, i falsi marchi d’autore possono portare danni anche gravissimi agli interessi dei cittadini. I cittadini, poi, in questo Eurobarometro non sono soddisfatti di come la stampa li informa di queste cose, a volte in modo non chiaro, anche per colpa delle stesse Istituzioni, e di come solo la cattiva notizia faccia notizia, cioè, i cittadini europei per sapere cosa l’Europa sta facendo per loro devono sapere anche quello che di positivo si sta realizzando. Creare un’informazione a livello europeo, creando delle sinergie, le stesse che si stanno adottando a livello operativo, e questo seminario insieme a tanti altri ne è una prova, è anche un sintomo della maggiore consapevolezza, è un fatto positivo di cui ne devono essere resi partecipi tutti i cittadini. Quindi, l’Europa è anche oltre mezzo secolo di pace, oltre mezzo secolo di prosperità, anche se sempre meno spesso si fa caso a queste cose. La stessa cosa vale per fenomeni più complessi come quello delle frodi in questo particolare tipo e settore. Voglio ricordare molto bevente quali sono i principi base di questa comunicazione. Un po’ come gli equipaggi del passato si dirigevano verso terre nuove, anche noi ci muoviamo in un ambito nuovo, la politica di informazione e comunicazione dell’OLAF, nata nel 2000 con la creazione dell’OLAF, si fonda su quattro punti di riferimento: il rispetto assoluto delle norme di diritto, gli orientamenti dell’Unione Europea in materia di comunicazione e informazione, a questo proposito ricordo che nella Commissione Barroso esiste un vicepresidente responsabile tra l’altro dei rapporti istituzionali e dell’azione di comunicazione e informazione, perché è una delle priorità della Commissione Europea. Poi abbiamo le indicazioni dell’Autorità di bilancio a livello Comunitario, in modo particolare del Parlamento Europeo, nonché le indicazioni contenute nei pareri del Comitato di vigilanza dell’OLAF. Navigare con questi quattro punti cardinali non è sempre agevole ma nonostante tutto difficile non è impossibile. Abbiamo anche dei risultati e il più importante è quello della creazione e del mantenimento in vita di questa rete dei comunicatori antifrode dell’OLAF
(OAFCN). E’ una rete che abbiamo creato nel 2001, che conta circa 80 membri, compresi i colleghi dei nuovi Paesi e dei paesi candidati, in particolare Romania e Bulgaria, che si riunisce normalmente due volte l’anno. E’ composta da tutti i responsabili degli uffici stampa, portavoce, responsabili della comunicazione dei nostri partner operativi, che sono abbastanza variegati, servizi di polizia, doganali, amministrativi e fiscali, con la finalità di cercare di creare non una sorta di unica agenzia di stampa ma creare un servizio per il cittadino e informazione come prevenzione, partendo da una realtà di fatto che esistono i canali di informazione e che una notizia può raggiungere tutto il mondo il tempo reale. Le istituzione pubbliche sinora non hanno lavorato con queste sinergie, anche a causa di competizioni tra i singoli servizi e molto spesso questo si tramuta in un’attività di disinformazione. La nostra esperienza è che quando ci si mette insieme anche in questo settore e, fatto salvo quando ci possano essere momenti di differenti vedute su singole tematiche, si può avere solo un effetto positivo. L’effetto positivo è che il risultato operativo la rete criminale scoperta a livello comunitario e internazionale può essere divulgata con i moderni sistemi di comunicazione grazie a queste sinergie dando al cittadino una maggiore fiducia perché si fa sapere che oltre a tutti i problemi esistenti ci sono organismi come i nostri che lavorano assieme, oggi ne è una testimonianza, e che producono dei risultati. Grazie per l’attenzione.


Col. G.D.F. Alessandro Buttice', Capo Unità Comunicazione, Pubbliche Relazioni e Portavoce dell’OLAF