Menu
Mostra menu

Presentazione

Luigi Servolini, Lucerna e bandoliera (Roma, Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri)Due storie parallele: l’Italia e l’Arma dei Carabinieri. Che intendiamo raccontare in modo analitico e con un respiro ampio, dando valore anche ai simboli. Le date, innanzitutto. Siamo appena entrati nel centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia e – fra tre anni, nel 2014 – celebreremo il duecentesimo anno della fondazione dell’Arma dei Carabinieri, voluta dal re di Sardegna Vittorio Emanuele I, appena rientrato a Torino, al termine del periodo di occupazione francese.
 
Il 1814 fu un anno decisivo per tutta la Penisola (quella che il cancelliere austriaco Metternich giudicava come una «mera espressione geografica», non degna di essere promossa al rango di Nazione). Nascevano i Carabinieri e – a distanza di pochi mesi – i rappresentanti delle Grandi Potenze europee si riunivano in Congresso a Vienna per ridisegnare la carta politica del Vecchio Continente, messo a soqquadro dal ciclone Napoleone.

La geopolitica – condividendo le opinioni di Metternich, e sposando la causa della Restaurazione – non si dimostrò generosa con gli italiani, riproponendone le divisioni del Settecento, lo status quo antecedente la Rivoluzione francese.

Ma il virus unitario ci Pietro Aldi, L’incontro a Teano di Vittorio Emanuele II e Garibaldi (Siena, Palazzo Pubblico).mise poco tempo a diffondersi nelle coscienze liberali, quelle che rifiutavano i totalitarismi e aspiravano alla realizzazione del sogno nazionale. 
Il racconto di quel che accadde dopo, e che trasformò il sogno in realtà, ci accompagnerà per tutto quest’anno (nello spirito del Centocinquantesimo).

E proseguirà – sempre affiancato dalla gloriosa storia dell’Arma – fino al 2014, per arrivare ai giorni nostri, attraversando l’Italia dell’Ottocento, le due guerre mondiali, gli incubi del “secolo breve”, fino a descrivere l’Italia contemporanea, quella che abbiamo oggi sotto gli occhi. Fedeli, nell’arco di due secoli.