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Le uniformi

Modello della prima uniforme adottata nel 1814Il primo requisito della divisa dei Carabinieri Reali era la comodità (almeno raffrontandola con gli abiti allora in voga e con le uniformi militari adottate dagli eserciti del tempo).

Un apposito regolamento, emanato l’8 novembre 1814, descriveva in modo particolareggiato l’uniforme del nuovo Corpo.

L’abito era «di panno color turchino, tagliato in modo che si adatti al corpo: sarà interamente abbottonato sul davanti sino alla cintura con nove grossi bottoni, e sarà assai comodo sul petto per non impedire il respiro e lasciare libertà di aprire le spalle».

Maniche, falde e calzoni dovevano essere comodi e tagliati in modo da non intralciare i movimenti. Sopra poteva essere indossato un ampio cappotto di lana turchina per i carabinieri a piedi, mentre quelli a cavallo avevano in dotazione un «mantello con maniche, colletto montante e una pellegrina, che discenda sin sotto il gomito, abbottonata sul davanti».

La pellegrina (una mantelletta corta che poteva essere indossata sopra il mantello) doveva il suo nome alla foggia, identica a quella indossata dai pellegrini che – nei secoli precedenti – raggiungevano Roma in occasione dei giubilei.

I militi a cavallo portavano gli stivaletti, mentre quelli a piedi le mezze ghette da fanteria, in maglia di lana nera. Infine c’era la tradizionale lucerna nera (un alto cappello a due punte), uguale per tutti i carabinieri.