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Totò Riina

Totò RiinaIl 15 gennaio 1993, i carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale (Ros) arrestarono a Palermo il boss dei boss Salvatore (Totò) Riina, capo della cosiddetta cupola mafiosa, organizzatore o mandante dei più atroci delitti (comprese le stragi di Capaci e Via D’Amelio, in cui persero la vita i magistrati Falcone e Borsellino). Enorme fu il risalto dato dalla stampa di tutto il mondo alla cattura di un uomo che era latitante da ben ventisette anni e aveva imposto col terrore la dittatura dei corleonesi all’interno di Cosa Nostra. L’allora Comandante Generale dell’Arma, Antonio Viesti, dichiarò in quei giorni che era stato «possibile perforare il muro d’omertà che lo proteggeva grazie all’uso di nuove raffinate tecniche d’indagine e grazie a un quadro legislativo aggiornato che, mentre favorisce in concreto il lavoro degli investigatori, esprime una più ferma volontà del Parlamento di arrivare all’effettivo sradicamento del fenomeno mafioso. Ma la guerra», aggiunse, «sarà ancora lunga». A Palermo, in altre località della Sicilia e nella stessa Corleone, l’arresto di Riina provocò manifestazioni di esultanza.