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Farouk Kassam

Farouk Kassam con il padre e il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Antonio Viesti dopo la liberazioneUn mese esatto dopo la strage del Pilastro a Bologna, a Caltanissetta cadde un altro carabiniere, l’appuntato capo Michele Fiore del Nucleo Operativo e Radiomobile della città siciliana. Il Nucleo stava attuando un posto di controllo in città. Michele (che operava insieme al parigrado Santo Buttafuoco Butera) non era un novellino. Negli anni precedenti aveva prestato servizio per sei anni a Sciacca. Quella sera aveva appena fermato un’auto, e si era avvicinato per il controllo dei documenti. Arrivò una Peugeot 309 bianca, dalla quale partirono in successione tre colpi di fucile automatico caricato a pallettoni. Il primo colpì Fiore, che morì durante il trasporto in ospedale. L’altro graduato si riparò gettandosi a terra e reagì con la pistola d’ordinanza, colpendo l’assassino che tuttavia riuscì a fuggire. Fu raggiunto da un’altra pattuglia: era un pregiudicato ventenne, tossicodipendente. Michele Fiore fu insignito di Medaglia d’oro al valor civile alla memoria.