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Forza di Polizia


Franz Roubaud, l'assedio di Sebastopoli

Il ruolo svolto dai Carabinieri in Crimea nella tutela dell'ordine (e persino negli interventi di assistenza alla popolazione) fu molto apprezzato dagli alleati ma anche dal governo piemontese. Il 14 dicembre 1855 una lettera indirizzata dal ministro degli Esteri a quello della Guerra rivolse «un particolare encomio al concorso che volenterosamente prestarono ogni qualvolta ne furono richiesti nell'interesse pubblico e privato, i Reali Carabinieri addetti al Comando d'Armi a Costantinopoli». Il Comandante d'Armi di Costantinopoli, colonnello Della Chiesa della Torre, nel riferire al ministro della Guerra sui servizi di polizia alleati a Pera e a Galata, scrisse: «Mi è cosa soddisfacente di poter riferire all'Ill.ma S.V. che i nostri Carabinieri fecero arresti importanti e ne ebbero lodi sia dal nostro signor Ministro che dalle autorità turche». Gli uomini dell'Arma si prodigarono anche nell'opera di soccorso alle vittime di una spaventosa epidemia di colera, che colpì la popolazione (ma anche le truppe alleate) tra la fine di maggio e l'inizio di giugno: in questa nobile opera, due militi furono contagiati dal morbo e persero la vita.

Richard Caton Woodville, la carica della Brigata Leggera a Balaklava

Sul territorio turco furono istituiti un Distaccamento Carabinieri presso il Comando d'Armi di Costantinopoli e tre Stazioni rispettivamente a Jeni Koi, Balaklava e a Costantinopoli. Appena giunti in Crimea, i militi del Corpo furono impiegati (oltre che nelle operazioni belliche) nei servizi di guida e scorta delle truppe impegnate in spostamenti sul territorio. 
I Carabinieri Reali si distinsero in varie occasioni, quali quella dell'incendio che divampò una notte nel bazar di Kadi-Koi: una pattuglia di carabinieri diede subito l'allarme e accorsero rinforzi per domare le fiamme. Per la prontezza del loro intervento, per la rapidità e l'intensità dei soccorsi, fu risparmiato un danno assai grave a quello che era un vasto deposito di merci. Il generale Giovanni Durando, Comandante del Corpo di Spedizione in Oriente ad interim, scrisse in quella occasione: «Meritano lode in questa circostanza, come in tutte, i nostri Reali Carabinieri principalmente per lo zelo e la vigilanza che spiegano costantemente».

Nel novembre 1855, la circolare periodica del Comando Generale del Corpo dei Carabinieri riportò la seguente Menzione Onorevole: «La notte del 9 precorso novembre un cittadino sardo era stato proditoriamente assalito pelle vie di Costantinopoli da malandrini, percosso e depredato d'ingente somma di denaro. L'ufficiale Comandante il distaccamento de' Carabinieri Reali in Costantinopoli spedì, addì 11 detto, sulle tracce degli aggressori, i Carabinieri Fagnani Ercole e Dugone Giuseppe. Questi due militari, saputosi come i grassatori si fossero rifugiati a Calluli, paese situato oltre il Bosforo e sulle coste d'Asia, affrettavansi a recarvisi in un battello, ma dovettero tosto ripartirne e rientrare a Costantinopoli, alla cui volta avevano pocanzi i malandrini da quelle spiagge salpato. Giunti al suburbio di Galata s'avvennero finalmente in uno de' ricercati. Intimatogli l'arresto, il malandrino oppose la più disperata resistenza, ma prevalse al suo furore il coraggio e la fermezza dei due Carabinieri. Questa importante cattura con tanta tenacità di proposito ed intelligenza conseguita valse a far apprezzare anche in quelle remote contrade l'operosità e l'interessamento di quest'Arma pel pubblico bene. Gli abitanti che n'ebbero conoscenza, il Regio Console ed il Regio Ministro Plenipotenziario encomiarono altamente gli operanti e quest'ultimo si compiacque inoltre raccomandare in modo particolare il Carabiniere Fagnani, il quale fu perciò promosso al grado di Vicebrigadiere».
Quella in Crimea fu la prima missione dei Carabinieri all'estero. E fu quindi la prima occasione nella quale l'Arma fu conosciuta fuori dei confini nazionali per la propria duttilità d'impiego, in guerra e in pace, come forza combattente e come forza di polizia. Una caratteristica, quest'ultima, che risulta particolarmente apprezzata in tutte le missioni militari volte a favorire il ritorno a una vita ordinata al termine dei conflitti, nelle regioni più calde del mondo. In Turchia, per la prima volta, i Carabinieri svolsero un ruolo particolarmente delicato nell'addestramento della polizia locale. 
Al termine della guerra il capitano Trotti fu insignito della Legion d'Onore francese e della Croce di cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Gli fu riconosciuto il merito di aver operato «nel modo il più soddisfacente ed il più utile che desiderare si potesse pel buon esito della giornata del 16 agosto» (battaglia della Cernaia). Trotti ebbe anche una Medaglia di Sua Maestà Britannica. La Legion d'Onore fu concessa anche a un tenente dei Carabinieri, Antonio Frutteri di Costigliole; altri 4 componenti il Distaccamento furono decorati con le Medaglie Militari francesi. Onorificenze inglesi andarono a 4 ufficiali e a 33 componenti il Distaccamento dei Carabinieri Reali, che erano stati molto apprezzati per il loro comportamento non solo all'interno del Corpo di Spedizione ma anche dagli alleati. Quattro carabinieri furono premiati con medaglie militari ottomane, 27 ottennero medaglie al valore dal Regno di Sardegna.  
Escludendo gli ufficiali, l'età dei carabinieri che operarono in Crimea era molto bassa: mediamente dai ventuno ai trent'anni. Uno solo ne aveva più di quaranta.