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Carlo Alberto

Ritratto di Carlo Alberto 1848Sui campi di battaglia Carlo Alberto offrì prove di coraggio indiscutibili, che non riuscirono però a compensare gli errori di comando. Alla vigilia della guerra, il re aveva pensato di affidare il comando a uno straniero (si fece a lungo il nome del maresciallo francese Thomas Robert Bugeaud), e quella soluzione fu adottata nella campagna del 1849, quando il compito toccò al polacco Alberto Chrzarnowsky. Per galvanizzare le truppe, il sovrano ripiegò su se stesso (come prevedeva lo Statuto) e assunse il comando. “Purtroppo”, commenta Silvio Bertoldi in una biografia di Carlo Alberto, “perché non era nato con il genio militare e il solo pensiero di affrontare un generale come Radetzky avrebbe dovuto fargli tremare le vene dei polsi”. Come se non bastasse, non stava bene in salute: “Gli erano tornati gli attacchi di fegato e gli strapazzi della campagna non costituivano certo la cura migliore. Non voleva che gli si usassero riguardi o preferenze, intendeva spartire la vita dei soldati”. Il 6 agosto la folla si riunì sotto Palazzo Greppi (dove il re si era rifugiato) accusandolo di essere un traditore. Un insulto, questo, che non meritava.