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Dopo Pastrengo

I Carabinieri nel fatto d'arme di Santa LuciaNella battaglia di Santa Lucia (6 maggio) alcuni carabinieri rimasero feriti. Appartenevano al 2° e al 3° Squadrone (comandati da Incisa di Camerana e Morelli di Popolo). Il Corpo fu insignito (nel 1887) di una Medaglia di bronzo al valor militare per il valore dimostrato in quella battaglia; una Medaglia d’argento fu assegnata al maggiore Ceva di Nuceto (questa decorazione fu più tempestiva: Ceva la ebbe appena cinque giorni dopo lo scontro). I carabinieri (stretti come a Pastrengo intorno al re Carlo Alberto) combatterono poi a Goito, il 10 giugno, e anche in quell’occasione un uomo dell’Arma, il luogotenente Michele Pogliotti, fu insignito di Medaglia d’argento. Lo stesso riconoscimento ebbe il capitano Emanuele Trotti per uno scontro a fuoco a Governolo, il 18 luglio. Un’altra occasione per distinguersi i carabinieri la ebbero a Staffalo, il 24 luglio. Una menzione d’onore toccò ai capitani Brunetta e Incisa, al brigadiere Del Poggio e al carabiniere Marcellino dopo il combattimento di Valeggio sul Mincio, il 25 luglio. Purtroppo la sconfitta di Custoza chiuse nel peggiore dei modi la campagna militare del 1848. Della missione incaricata di trattare la resa (mentre il re si era rifugiato a Palazzo Greppi, a Milano) fece parte il generale Fabrizio Lazari, Comandante dei Carabinieri Reali. Il 9 agosto una folla minacciosa assediò Palazzo Greppi, quando giunse la notizia dell’armistizio che riconsegnava Milano agli austriaci. Ai carabinieri a cavallo che presidiavano la zona fu impartito l’ordine di ritirarsi per non inasprire gli animi.