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Le nuove armi

Moschetto Carabiniere Reale a piedi modello 1844Il 23 ottobre 1844 il Ministero della Guerra del Regno di Sardegna dispose che i moschetti in dotazione ai Carabinieri fossero ridotti a percussione. Il moschetto da trasformare era quello a pietra focaia modello 1833, il quale prese quindi il nome di modello 1844. Il sistema a percussione offriva alcuni vantaggi innegabili: la riduzione considerevole dei colpi mancati; la maggior precisione nei tiri; la riduzione di polvere nella carica. L'anno successivo il Comando Generale decise di fornire due diverse versioni dell'arma: per i Carabinieri a piedi, con bocchino, fascetta e ponticello in ottone; per i Carabinieri a cavallo, con fascetta in ferro sulla quale si avvitava la parte anteriore dell'asta di scorrimento del porta-moschetto, mentre quella posteriore era fissata alla controcartella. Nel 1846 anche le pistole subirono la stessa evoluzione, essendo ridotte a percussione. 

In questo caso, il modello 1846 andò a sostituire il modello 1814, ossia la pistola in dotazione all'Arma fin dall'epoca della sua fondazione. 

Il moschetto modello 1844 fu impiegato dai Carabinieri nella Prima e nella Seconda guerra di indipendenza e nella guerra di Crimea del 1855. La pistola modello 1846 restò in dotazione (in duplice esemplare) ai soli Carabinieri a cavallo fino al 1861. Accompagnò dunque tutte le battaglie 
combattute fino al raggiungimento dell'Unità d'Italia.