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Il terremoto dell'Aquila

un carabiniere nel centro storico dell’Aquila nei giorni immediatamente successivi al terremoto dell’aprile 2009Il giorno dopo il terremoto dell’Aquila (6 aprile 2009), l’allora Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gianfrancesco Siazzu, si recò sui luoghi del sisma per incontrare i carabinieri dei locali Comandi Stazione che, sebbene disastrati, avevano continuato a garantire le necessarie attività di soccorso e di controllo del territorio. Ai militari e, attraverso di essi, alle comunità alle quali appartenevano, il generale Siazzu volle portare la solidarietà dell’Arma, assicurando il massimo impegno del Comando Generale nel soddisfare tutte le esigenze legate sia allo svolgimento delle attività d’istituto, volte ad alleviare i disagi e le sofferenze della popolazione, sia alle situazioni personali dei carabinieri stessi, vittime anche loro, insieme ai propri familiari, del disastro.

Grandi furono la mobilitazione e l’impegno profuso dall’Arma nella drammatica circostanza. A disposizione del Comando Provinciale dell’Aquila erano stati posti quasi 500 militari tratti dalla 2a Brigata Mobile, dai Reggimenti Tuscania, Laives e Gorizia, nonché dai Battaglioni Mobili Lazio, Liguria, Lombardia, Toscana, Emilia-Romagna, Campania, Puglia e Sicilia, e dagli altri Comandi provinciali della regione Abruzzo. Tutti furono coinvolti nelle attività antisciacallaggio, nella vigilanza ai centri di raccolta, nel controllo del territorio. Sette unità cinofile vennero impiegate nella ricerca dei dispersi. Particolarmente efficace fu l’opera del Nucleo per l’identificazione delle vittime di disastri, facente capo al Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche. Fu schierata anche una sezione del Comando Carabinieri Tutela della Salute e una del Comando Tutela del Patrimonio Culturale per il recupero, la catalogazione e la conservazione dei beni e reperti di valore. Raggiunsero la zona 18 Stazioni Mobili per assicurare i collegamenti e sopperire alle attività dei Comandi che avevano subito seri danni infrastrutturali, così da garantirne la piena operatività. Un elicottero dell’Arma provvide al trasporto dei feriti. Il Comandante Generale partecipò, il 10 aprile, a Coppito (presso la Caserma della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza), ai solenni funerali delle vittime del terremoto.