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Timor Est

a Timor Est, nel 1999, un plotone di Carabinieri inserito nella Compagnia Internazionale di Polizia MilitareL’Operazione Stabilise (Stabilizza­zione) vide impegnato a Timor Est, nel sud-est asiatico, un plotone di carabinieri paracadutisti (un ufficiale, 8 marescialli, un brigadiere e 22 fra appuntati e carabinieri), con compiti operativi, ad eccezione di due marescialli con compiti esclusivi di polizia militare e di un ufficiale (tenente) responsabile per le relazioni esterne. Il plotone fu impiegato inizialmente come riserva per le seguenti eventualità: sostenere, alimentare e sostituire i diversi plotoni della Compagnia Paracadutisti; fare attività proprie della Polizia Militare per il contingente italiano; garantire la sicurezza e il controllo del traffico nell’area assegnata; garantire la scorta e la sicurezza dei personaggi che andavano in visita nella zona; assicurare la disponibilità di un nucleo di tiratori scelti; garantire la disponibilità di un nucleo di piloti per i veicoli corazzati da combattimento; in caso di disordini, fornire un supporto tecnico alle altre unità; monitorizzare e sostenere l’attività delle Forze di Polizia locali. Questi erano compiti indubbiamente complessi, ma che ormai rientravano nella consuetudine delle responsabilità affidate agli elementi dell’Arma nel quadro delle missioni di pace.
È ovvio che la richiesta di inserimento di un plotone di Carabinieri paracadutisti in una Compagnia di Polizia Militare multinazionale contribuiva ulteriormente a rafforzare l’immagine dell’Arma in un contesto internazionale. E l’impiego proposto poneva l’Italia anche in una posizione di maggiore visibilità all’interno della Forza Multinazionale a Timor Est e in campo internazionale, se pure, nel 1999, ancora ve ne fosse stato ­bisogno.