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L'Arma al comando

la colonna dei mezzi dell’Arma in attesa di imbarcarsi sulla nave San Marco.La Multinational Specialized Unit (nota sotto la sigla Msu) rappresentò una importante svolta negli interventi nei Paesi in conflitto o reduci da un conflitto: l’Arma dei Carabinieri fu l’ispiratrice e la protagonista concreta del sostanziale mutamento nella caratterizzazione e nelle modalità operative di quelle polizie. Si tratta di una unità con compiti sicuramente complessi e articolati, una commistione di incombenze di forza militare e di polizia civile in un territorio (il primo fu la Bosnia, nel 1998) con etnie diverse, soprattutto armate, che solo Forze di Polizia a ordinamento militare sono professionalmente preparate ad affrontare. Ad imporla fu il clima socio-politico che si era creato in quel Paese balcanico. La situazione era caratterizzata da una forte instabilità, anche a causa di una criminalità organizzata che influenzava le vicende politiche e inquinava il tessuto economico e sociale della popolazione. 
La polizia locale aveva la responsabilità di controllare il rispetto della legalità. Ma, a causa di numerosi fattori (la corruzione diffusa, le turbative della politica, i pregiudizi etnici, lo scarso livello di addestramento e i ridotti mezzi a disposizione), non era in grado di svolgere efficacemente il compito assegnatole. 

 Le due forze moltinazionali presenti sul territorio non avevano i mezzi per risolvere la situazione: lo Sfor (Forza di stabilizzazione) non era addestrato per gestire situazioni civili di crisi: la Iptf (Forza speciale di polizia internazionale) non aveva compiti operativi, in quanto doveva soltanto monitorare e istruire la Polizia locale, agendo disarmata. 

 In una riunione svoltasi il 20 febbraio 1998, i sedici ministri degli Esteri della Nato decisero di creare una unità di pubblica sicurezza per i casi di emergenza: una Forza di polizia professionale, a ordinamento militare, addestrata per operare in situazioni civili di grande instabilità. La Msu era una formazione a livello di reggimento. Fu deciso che la Nazione leader della missione sarebbe stata l’Italia e che il nucleo centrale dell’operazione sarebbe stato riservato ai Carabinieri. La Msu fu modellata come una unità con connotati spiccatamente operativi e con una componente logistica ridotta all’essenziale: una unità con una struttura agile che le garantisse rapida mobilità e altrettanto rapido impiego.

Il Nucleo Avanzato della missione arrivò in Bosnia il 24 aprile 1998, mentre il resto della forza seguì il 2 agosto, quando nel porto croato di Ploce, imbarcato sulla nave San Marco, giunse il Reggimento che comprendeva il Modulo Manovra, il Modulo Operativo e la Compagnia Comando e Servizi. All’inizio il contingente era costituito da 29 ufficiali, 98 sottufficiali, 256 appuntati e carabinieri e 3 unità cinofile, con circa 80 automezzi. In seguito si aggiunsero unità provenienti dall’Argentina, dalla Slovenia e dalla Romania. Il quartier generale e la base furono installati a Butmir, nelle vicinanze di Sarajevo: a metà ottobre dell’anno successivo, la forza intera della Msu comprendeva, oltre ai Carabinieri, 76 unità della Gendarmeria argentina, 23 della Polizia Militare rumena, 25 di quella slovena. Nel campo di Butmir operavano anche due ufficiali americani e 2 olandesi.

lo sbarco della San Marco del contingente MSUUn compito particolarmente delicato era stato quello dell’organizzazione di un dispositivo di sicurezza e di tutta una serie di servizi preventivi nella città di Brcko dal 28 al 30 marzo 1998, con il temporaneo schieramento del Comando di Battaglione e di due Compagnie in occasione dell’arbitrato che riguardava lo status giuridico della città, che era stata dichiarata distretto neutrale da parte dell’Alto Rappresentante delle Nazioni Unite: le manifestazioni di protesta dell’etnia serba furono violente, ma la Msu ebbe sempre il controllo della situazione.

Non bisogna poi dimenticare l’attività di cooperazione civile e militare svolta dal contingente dei Carabinieri della Msu a favore delle popolazioni civili, in particolare nelle zone di Brcko, Stivar e Prjiavar. A questo riguardo un servizio di grande importanza riguardò il completo sminamento della zona di competenza. La Msu organizzò anche una unità di struttura sanitaria, che intervenne in favore delle popolazioni civili. Al comando della Msu furono assegnati ufficiali con il grado di colonnello, con precedenti esperienze internazionali in un settore così delicato.